Vienna Vegetable Orchestra
Come tutti sapranno, prima di ogni concerto tutti i musicisti, attraverso il soundcheck, sono soliti accordare il proprio strumento, che questo sia una chitarra, un violino, un banjo o una zucchina. Avete capito bene, una zucchina, o un sedano, nel caso voi siate suonatori di sedano…se fate fatica a crederci chiedete alla “Vegetable Orchestra” di Vienna. Questa singolare orchestra filarmonica, formatasi nel 1998, si distingue dalle altre poiché annovera tra gli strumenti: trombette di peperoni, violini di porro, bonghi di sedano, batterie di zucche e flauti di carote.
I dodici membri che la compongono, quindici anni fa, ancora studenti, suonavano gli ortaggi “per gioco” e oggi, invece, si esibiscono, armati di tecnico del suono e videomaker, nei teatri di tutta Europa. Definirli musicisti è probabilmente riduttivo, se si pensa al lavoro “artigianale” che precede ogni esibizione: intagliano e rifiniscono, muniti di trapani e manipoli d’ogni sorta, circa 70 chili di frutti e vegetali per un totale di circa 3 ore di preparativi.
fonte:bibliolore.org
Raccontano ad Artribune (piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea) che il loro primo strumento è spuntato fuori la notte di Natale del 1997 e per costruirlo sono bastati pochi secondi. Era un pomodoro e suonava perfettamente da solo, senza modifiche, bastava soffiarlo nel punto giusto. Ora che sono diventati un “ensemble”, però, non si accontentano di un ortaggio qualsiasi, la selezione è meticolosa ed è opera degli stessi artisti che, questa volta, si reinventano gastronomi e, tra le bancarelle del mercato, aguzzano la vista alla ricerca delle verdure più fresche.
fonte:guardian.co.uk
Ora che gli strumenti sono pronti, cosa aspettarsi da uno dei loro concerti? “I suoni classici e le sperimentazioni contemporanee ricoprono la medesima rilevanza nelle nostre realizzazioni” dichiara uno degli elementi dell’orchestra. Ecco dunque che le divergenze fra i generi musicali sembrano crollare a favore di un “pastiche” che spazia dall’esperienza elettronica dei Kraftwerk, alla musica classica e contemporanea, dal Free-jazz al noise e che va arricchendosi di numerose composizioni originali.
Quello della Vienna Vegetable Orchestra è, infatti, uno “show” ricco di sensazionali improvvisazioni, la cui sonorità, unica e inimitabile, diventa quasi ipnotica, avvicinandosi alla techno e alla musica minimale per poi ricordare, a tratti, suoni più “naturali”, come il canto di una balena. Il concerto, dunque, vuole prima di tutto essere un’esibizione gradevole agli occhi e alle orecchie del pubblico, senza la formalità di un’etichetta di “genere”. Al suo termine, ciò che rimane della lavorazione delle verdure, protagoniste indiscusse, viene servito ai presenti in una succulenta zuppa; gli stessi strumenti, inutilizzabili per una seconda performance, vengono donati in sala insieme agli ortaggi in avanzo; tutto ciò che si è deteriorato, dall’uso o dal calore generato dalle luci del palco, finisce, invece, nella raccolta dei rifiuti organici.
fonte:calgaryherald.com Tra zucche, zucchine, prezzemolo e carote la Vegetable Orchestra ha al suo attivo la pubblicazione di tre CD (Gemise, Automate e Onionoise - letteralmente “Suono delle Cipolle”) e si esibisce in 20-30 concerti-live all’anno.
Roberto Silvestro










