A malapena coperto da un plaid di Serpeverde, lui dorme accanto a me indossando dei boxer con i pappagalli e i calzini di braccio di ferro, mentre io lavoro. Il suo respiro è sincronizzato col mio e la pioggia batte placida sul tetto di legno di casa mia. Per la prima volta dopo un tempo lunghissimo, che non saprei nemmeno quantificare, mi sento esattamente nel posto in cui dovrei essere, con una persona che desidero fortemente e che non solo mi reputa bella, ma riesce a farmi sentire trasparente tanto mi legge dentro. Se non si chiama felicità, questa... beh, è qualcosa che ci si avvicina davvero tanto.














