Portule dai piedi alla testa e ritorno
Giovanni l'ho conosciuto via Forum qualche anno fa leggendo una sua richiesta di info per salire e poi scendere dal Portule. Poi ci siamo conosciuti, usciti sempre assieme quando possibile, e dall'anno scorso siamo riusciti a salire più volte al Portule, ma dalla via "più facile" per scendere in verticale poi.
Altre volte, fatto anche con un po' di neve e per me, anche in solitaria con la Tenda nell’estate del 2015.
Il desiderio era però, fare l'opposto di sempre, per godere anche di una buona discesa meno Vert. E così visto anche il buon e caldo tempo di inizio Novembre 2015, organizziamo il giro per me Giovanni e Sergio, si unisce a noi anche, Giuseppe, da Modena che mi aveva contattato per vedere cosa facevo in questo probabile stupendo weekend. Per il graditissimo ospite di Modena, so che l'Altopiano potrebbe non essere all'altezza dei soliti giri Dolomitici o in Lagorai, ma comunque Beppe accetta senza indugio.
L'idea che mi passa dalla mente però è "...ma il Portule è si una Cima e molto lunga, ma anche una valle e visto che stavolta il giro sarà in questo verso, facciamolo tutto dalla Testa ai Piedi :-) ".
Alla comitiva si uniscono Michele e casualmente a Camporovere troviamo Marco (inconsapevoli di ciò che li aspetterà :ueh:)
Risaliamo la Val Galmarara, scegliendo la via più dura (devo far gamba :-) ) e ben presto arriviamo a Bivio Italia, giornata stupenda.
Il mio piano prevedeva la ridiscesa in Galmarara per 830 risalita per poi scendere ai Monumenti e farsi tutta la Valle Trentin fino alla Casara per poi tirar su gli occhi e salire il Portule. Ma avevo visto in passato, che a selletta Mecenseffy c'era un bel segno nero che portava direttamente sopra alla casara e anche un po' oltre rimanendo praticamente in quota. Convinco i compagni di (s)ventura saliamo in forcella e andiamo alla ricerca di tracce, ci inoltriamo tra mughi e grossi sassi, ma ma ma siamo in mezzo al nulla, il sentiero tracciato non si vede.
OK partenza sbagliata, a questo punto puntiamo diritti verso il Portule tanto prima o poi ci si arriva alla Casara, dopo un po' ci imbattiamo in un bel sentiero, da dove cavolo salta fuori questo, vabbè teniamo presente per la prossima volta.
Ora non ci resta che risalire, bici in spalla, l'inizio della valle fino a Porta Kempel e poi tutta la parete obliqua del Portule fino alla Cima.
Michele e Marco, inconsapevoli del Giro, tra un p... e l'altro continuano a salire e con loro soddisfazione arrivano alla cima prima di quanto avevano previsto. Io sto con loro che conosco la via (fatta più volte in giù) mentre Giovanni Sergio e Beppe di buona lena ci precedono.
La vista in questa tersa giornata è magnifica Dolomiti di Brenta, Ortles, Cevedale, Pale di San Martino, vediamo tutto e bene. La giornata è si calda, ma qui tira vento, ci sediamo per cambiarci e rifocillarci in una panchina naturale esposta sulla parete Sud (la classica che si vede in tutte le foto e anche nel Film di Ermanno Olmi Torneranno i Prati) dove il vento non riesce ad arrivare.
Bene ora siamo pronti per mettere in azione il mio piano ovvero la lunga discesa dal Portule, che così come da desiderio di Giovanni e mia aggiunta, ci farà fare probabilmente la più lunga discesa continua all'interno dell'altopiano su sentiero e piccolissima parte sterrato (sempre in discesa).
La partenza è prima un falsopiano di 1,5 km (il Portule è imponente) tra croce di vetta e croce di antecima e poi decisamente giù verso bocchetta Portule.
La discesa e come pensavamo bella (per noi) mai molto tecnica, personalmente sono sceso su 2 punti 1 dei 2 mi ricordava troppo un certo sentiero sul Pasubio :-) , poi alla Bocchetta facciamo acqua e cerchiamo di tagliare il più possibile la sterrata fino ai Monumenti (in futuro ci sarà una evoluzione su sentiero per tagliare questo seppur breve sterrata). Ai monumenti di fronte a noi, Val di Portule con le 2 Malghe poco più sotto, da qui la valle si restringe e ci porterà su sentierino in single track e tratturo nella sola parte finale, fino al Bivio di Basa Xenocio 5km abbondanti di valle e soprattutto 1 unico tornante sul tratturo/carrareccia proprio sopra Malga Basa Xenocio al termine della discesa.
A questo punto, dato l'ora, non ci resta che farci il pezzo diritto della sterrata di Val Galmarara e arrivare nella strada delle Vezzene, ma fatto 30 facciamo 31 e prendiamo il parallelo sentiero (piuttosto largo) che ci farà arrivare quasi allo stesso punto.
Arriviamo in fondo tutti felici e contenti per questa bellissima e molto intensa giornata, che ci ha fatto fare il Portule dalla Testa ai Piedi, 1300 metri di discesa continua per 12 km, penso la più lunga in Altopiano (rimanendo ancora su :-) )
Grazie ai compagni di avventura, che poi ho anche convinti, senza tanti sforzi, a fermarsi a festeggiare.








