Brulla, arida, umida, ricca, fertile, la terra/Terra con la sua doppia accezione di suolo (terra) e di pianeta (Terra), ci e si sostiene nella sua ciclica rotondità, ingannando la piatta apparenza della cosmografia mesopotamica. Nasciamo da essa ed a "lei" ci affidiamo dopo l'estremo saluto all'aria. Ci coprirà come corpo mai esistito, rendendoci utili al suo arricchimento, che infine è il nostro. In "lei" affondiamo le nostre radici, fisiche e culturali, in "lei" trovano spazio le fondamenta delle strutture che ci riparano, ci nutrono, ci sostengono, che ci fanno incontrare e talvolta ci guidano; in lei vi sono le basi delle strutture che creano spazi, luoghi di magia, di sogno, di conoscenza, di scambio. Su di "lei" nasce l'architettura. ... Continua a leggere su www.farearchitettura.com