guardi quella ragazza, coi capelli biondi, forse biondo-cenere un po' lunghi reclinata sulla sedia, di fianco a una fontana - una di quelle sedie da bar coi legacci di plastica che quasi si rompono - il tavolino di sbieco, di fronte a lei un bicchier d'acqua e un caffè; da un po’ sta leggendo un libro.
La guardi e pensi chissà come profuma, sembra fresca come un bucaneve che spunta dalle rocce di montagna. E’ chiara è fresca è bionda, la sua pelle pura, il volto composto sorridente come se quello che stesse leggendo le stesse procurando un intimo piacere. Il gomito scoperto leggermente abbronzato, indossa una t-shirt, sulla sedia una borsa di tela leggera, le scarpe grosse, però pulite lucide e due calzini bianchi timidi.
La guardi e noti le gambe lisce, morbide e allungate, e la t-shirt, gli hot-pants che le aderiscono forte al bacino e si conformano al corpo quasi mostrando, rilevandosi attorno al suo sesso - morbido come una piccola pesca di primavera.
E tu pensi deve profumare come un'orchidea.
Pensi deve profumare come un orchidea quel sesso, e guardando i suoi occhi quelle guance fresche, e le sue labbra morbide come fiori, pensi che baciare quella bocca deve dare le sensazioni di quando si addenta una pesca morbida succosa...
deve dare la sensazione come quando si afferra qualcosa tra denti, e lo si rende un oggetto proprio, e tutti i succhi fuoriescono, i profumi invadono il naso la bocca il palato e invece che baciare ti sembra di essere avvolto, rapito, protratto dentro il corpo profumato e fresco di questa persona.
La guardi e ti chiedi saprà di orchidea il suo sesso morbido fresco, o saprà di giglio? Tenera come il bocciolo di una rosa la mordi, e tutti i sepali si rompono in pezzi buttando fuori il loro sapore. Profumo.
Hai l'impulso di alzarti di avvicinarti e presentarti salve mi chiamo così cosà non ho potuto fare a meno di notare quanto sei bella: tu come ti chiami, cosa stai leggendo? (ti immagini di dire)
Hai voglia di di alzarti dirle hai le labbra fresche , le guancia rose come i fiori di pesco quando sbocciano, e vorresti avvicinarti alle sue labbra, baciare quella fonte di profumi e sensazioni, e sentire il sottile vento della primavera che scorre in lei
Avresti voglia di alzarti, avvicinarti a quel tavolino, bere quel caffè, ridere del suo stupore e dirle, ohibò ma cosa leggi? Sembra così interessante, ma mai quanto sei interessante tu. (no, è banale)
Hai voglia di alzarti guardarla in faccia e dirle secondo me il tuo sesso profuma come un’orchidea.
Vabbè ma questo non lo si può dire! Non a una perfetta estranea, e al primo appuntamento, al primo impatto, la prima volta che....
Avresti voglia di alzarti e spaccare il mondo per conoscerla, però sai che non lo puoi fare-
Allora ti avvicini, ti fermi davanti a quel tavolino, sorridi sicuro. Aspetti che ti guardi e se non ti guarda attiril a sua attenzione e sorridi e le chiedi “sigaretta?” E ridi perché sai benissimo che non fuma
E poi dici “non ho potuto fare a meno di notare...” e ti fermi
“Non ho potuto fare a meno di notare...” E ti fermi un attimo
“....non mi ricordo esattamente cosa ho notato, però quello che mi ricordo è che ho provato una irresistibile attrazione verso quel libro che stai leggendo, o forse verso di te, o forse verso questo tavolino, non lo so: cioè forse c’è qualcosa qua intorno nell'aria, forse la luce come ti colpisce, forse l'aria tersa, il vento che ti muove i capelli non ho bene idea;
diciamo che forse è che tutto questo ambiente - l'aria che tira, il tavolino, il Sole, la primavera di questa giornata - non avrebbero lo stesso senso se tu non fossi proprio seduta a questo tavolino a illuminare proprio con la tua presenza tutte queste tre cose, il cielo l'aria la primavera, e la posizione del tavolino...
Credo di non aver potuto notare come tu riesca a rendere particolarmente attraente e affascinante questi oggetti così particolarmente banali, urbanamente terribili, che ci sono nei tavolini all'aperto dei bar... Ma anche la tua presenza la tua luce, la tua voce, la posizione del tuo corpo, la direzione delle tue gambe, mentre leggi il libro che stai tenendo in grembo...
ecco, mi sembra che tu riesca a dare come una sorta di illuminazione particolare, di vista, di scorcio diverso, di prospettiva a questo luogo che altrimenti sarebbe in sé per sé banale, vuoto, ordinario...
sbanalizzi il banale. Rendi straordinario l'ordinario. Rendi unico ciò che assolutamente non è unico. Anzi direi ciò che è assolutamente minimo senza di te
E quindi mi sono chiesto, chissà quel libro ?
Io non so che libro sia quello, però sicuramente se lo stai leggendo deve essere un libro che è straordinario; ecco, come è tutto straordinario questo posto per causa tua, quindi anche quel libro - magari un libro in sé per sé banale - per il fatto stesso che lo stai leggendo, ecco questo libro con quel colore particolare è particolarmente diverso, così infatti... con la copertina un po' sgualcita, con quel titolo, con l'autore che io non conosco neanche,
e quindi mi stavo chiedendo insomma
Proprio non la vuoi una sigaretta?
...
Cmq io mi chiamo stefano. Tu?
















