Casa di Ciuma, Cesena - 11 gennaio 2020
Ogni volta che portiamo in scena “Preludi all’amore” mi chiedo da dove siano arrivate queste storie, per quale misterioso canale le abbia scritte, tanto da non ricordare oggi nemmeno come. Ho sempre l’impressione che siano attraversate da una memoria che non appartiene a me e che io sia stato solo un luogo che hanno visitato. Chissà per quale tramite, e forse non è il caso nemmeno di chiederselo, sono arrivate a me, sono diventate scritte e ora addirittura uno spettacolo. “Preludi all’amore” è uno spettacolo fragile e delicato. Non ha niente della gamma di Zanna Bianca. E’ tutto appoggiato sul sogno. Può andare bene e può andare male. E’ lunatico. Uno degli sguardi critici che l’ha visto ha scritto che non se ne capiva il motivo. Sorrido. E’ lecito. Non tutti siamo nello stesso luogo. E’ stato naturale e rispettoso che la regia sia stata di una donna, Simonetta Dellomonaco (suo anche uno dei racconti). Non poteva che avere le musiche dei Bevano Est. Provo sempre una grande riconoscenza per chi ci ospita nelle serate, come ieri sera a Gambettola. Le programmazioni pavide e commerciali sono la morte del teatro. In questo momento porto a memoria 8 spettacoli. Potrei raccontare per 9 ore senza fermarmi. Per ogni spettacolo ho una parola d’ingresso. Per questo è “sogno”. Questa mattina a casa di Ciuma, nella campagna intorno, l’inverno era meraviglioso. Pieno di un senso di gratitudine. Un senso di gratitudine sensuale e turgido. Eccitante e vitale.
Oggi nel resto del mondo è sabato.