Ma giuri che tra un po’ te ne andrai, alla fine però non lo fai mai
seen from Poland
seen from Azerbaijan

seen from Australia

seen from Australia

seen from Russia
seen from South Africa

seen from Netherlands
seen from United States

seen from Australia

seen from France

seen from Hong Kong SAR China
seen from Saudi Arabia
seen from United States
seen from Malaysia

seen from Hong Kong SAR China
seen from Saudi Arabia
seen from United States
seen from Hong Kong SAR China
seen from United Kingdom
seen from Iraq
Ma giuri che tra un po’ te ne andrai, alla fine però non lo fai mai
Amore della mia vita.🥰❤
18.01.2018❤ Giovedi é stata la serata più bella della mia vita perché ho visto lei, la regina del pop Lady Gaga e non potevo chiedere di meglio visto che é stato il mio primo concerto e si lo so a 25 anni non si può non essere mai stati ad un concerto ma meglio tardi che mai, fatto sta che non ci speravo più, ma 2 giorni prima del concerto mi é arrivato un messaggio dalla mia amica dove mi ha mandato la foto dell'acquisto dei biglietti e da lì non ci ho capito più niente cioè ragazzi non stiamo parlando di concerti stupidi come vedere un Alessandra Amoroso o un Emma Marrone, qua stiamo parlando di Lady Gaga non so se mi spiego, e veramente é stato emozionante mi veniva da piangere appena é iniziato lo spettacolo e ora vorrei tanto ritornare a giovedì per rivivere l'emozione che mi ha dato questa splendida cantante Stefani Joanne Angelina Germanotta❤.
Io questa pazza nana bionda non la dimenticherò mai! Mi hai emozionato mille volte con le tue parole, mi hai sempre fatto piangere quando vedevo i tuoi video in tour, e dire che per la prima volta c'ero anche io lì, il 10 novembre a Bari. E' stata un emozione pazzesca, non sapevo se piangere, ridere, sorridere, gridare o altro. In quel momento sentivo il cuore accelerato, la musica dentro di me, la tua voce rimbombare nelle mie orecchie, le tue parole un colpo al cuore. Vorrei tornare a quel momento solo per poter gridare un altra volta, cantare a squarciagola anche stonando ma solo per stare vicino a te, per provare qualcosa di indescrivibile.
Emmanuela Marrone sei il mio idolo è lo sarai sempre.
Lui è sempre stata una di quelle persone che ha dato tanto al mondo senza che il mondo se ne accorgesse.
Ligabue, San Siro 7/06/2014
Tema: il mio primo concerto - Turi
Sono passati oggi due anni, cinque mesi e sei giorni da quando mi svegliai quel bel mattino di aprile. L'aria era pulita, fuori il sole splendeva come non mai e i moscerini continuavano ad attaccarsi alla mia maglia giallo canarino. Stronzi. In ogni caso, tutto sembrava procedere nel verso giusto. Quella sera avrei assistito al mio primo concerto, e questo non faceva altro che far scorrere il vecchio fiume eracliteo spensieratamente. Quindi, tornando alle mie cronache, mi alzai dal letto soddisfatto, nonostante la scuola, le lezioni da seguire, la versione di greco. Incontrai i miei compagni fuori dal liceo, come da copione. Ma quella mattina il classico canovaccio era cambiato: non discutemmo delle solite minchia, ma bensì di Turi, rapper di Oppido Mamertina (provincia di RRReggio Calabbbria), nonché artista che si sarebbe esibito alla Quiete, uno dei pochi locali del mio paese, quella stessa sera, intrattenendoci col suo repertorio di "roba coatta" (come gli piace chiamarla), ovvero musica di nicchia, da far passare il ciuffo di Malgioglio o, voglio esagerare, l'abbronzatura invernale di Carlo Conti come metafore poco utilizzate. Il tutto coronato dalla sua solita blasfemia, accentuata dal periodo pasquale che faceva da cornice all’evento. Una piccola nota sui compagni con cui andai all'evento mi sembra tuttavia doverosa: Domenico, compagno di classe, nonché classico ragazzo calabrese esperto di tarantelle; Carmine, migliore amico e appassionato di reggae; Pablo, vicino di casa, ai tempi componeva testi rap, magnifica occasione quella di ascoltare dal vivo uno come Turi; le varie ragazze della classe, che erano lì solo per bere qualche drink, fumare qualche sigaretta, fare presenza e sticazzi, l'artista ovviamente. Logico. In classe la giornata sembrava non dovesse passare mai: solita giornata da liceo classico; il pomeriggio non ricordo bene cosa feci, ma il tempo volò. Finalmente arrivarono le ventidue. Stilema dei concerti: gente che ride, scherza, fuma, beve, rompe, discute, rolla, vecchi aneddoti, vecchi amici, persone che non ti aspetti, e ancora beve, fuma, tocca culi tanto furtivamente quanto ruba la drink card all'amico perché il primo Japanese Slipper non è bastato, e allora sotto con la vodka, pesca però eh, e quando inizia, e sono due ore che siamo qui, mi fanno male i piedi, ho freddo, nessuno ha più drink cards, qualcuno si sente male, e allora usciamo, "Hai il timbro per rientrare?" "No", timbra, esci, mostra il timbro e rientra, "Hai un accendino?" "No, non fumo", e ancora non è arrivato, e che palle, era meglio se stavo a casa, devo cagare ma i bagni sono occupati dalle scopate occasionali quindi meglio che non ci penso, ho la febbre, quando cazzo arriverà Turi? Che palle 'sti concerti. Finalmente, mentre mi ero allontanato per l'ennesimo drink, sento provenire dal palco qualcosa di familiare: era la strumentale di Still D.R.E., celebre canzone di Dr. Dre e Snoop Dogg. Casa dolce casa. Però il cesso era ancora occupato. Mi avvicinai al palco. Tra scratch di non ricordo quale dj ascoltai le rime dei due freestylers che si dividevano il palco per far scaldare il pubblico. Sinceramente non ci capì molto, ma ero contento ugualmente perché era il mio primo concerto. Tutto d'un tratto, spuntò Turi e, senza mezzi termini, parte con uno dei suoi pezzi più famigerati, oserei dire, "Fuoco al tetto". La gente impazzisce. Io impazzisco. Il casino si quadrupla. E poi i cliché dell'hip-hop: put your hands up, e così la puzza di sudore di quello che ti sta accanto penetra le tue vergini narici, e le parolacce, le bestemmie gratuite, la gente in prima fila che chiude le rime del rapper, la folla che incita per un freestyle. Beh, fece il suo freestyle, ma non era nulla di speciale, meglio i ragazzi obiettivamente; ma potei perdonarglielo data l'età e l'attività dell'artista, che sforna un album ogni 5 anni grazie/a causa dei suoi ritmi da bravo calabrese. Era il mio primo concerto, era fantastico. Non ricordo molto, però. E' un po' così quando si vivono bei momenti. Non ricordo quali canzoni fece, ma comunque prese dai suoi dischi, colmi di rime in italiano, dialetto, slang americano, solitamente anche in un'unica canzone (vedi "Capeesh" o "What's up pizon"). Appena finito, lo beccammo sul palco. «Ehi, Turuzzu, una foto?». Poi chiesi l'autografo. Avrei fatto meglio a non farlo: solitamente i rapper sono anche decenti writers. Non era il caso suo, autografo illegibile. Al confronto, la lineare A è più armoniosa graficamente. Forse però sto scazzando troppo sul greco. Maledetta deformazione professionale da liceo classico. Lo salutai senza formalità. Uscito, fui così fortunato da assistere al primo spinello "on the road", nel senso che, in mancanza di erba, alcuni ragazzi, poco più grandi di me, di cui avevo familiari unicamente i volti, presero dell’erba secca dall'asfalto, che magari era pure stata pisciata da chissà quanti cani e, dopo averla rollata, fumarono. Non è un’esagerazione la mia. Successivamente vomitarono l’anima infatti. Ecco che mi chiama Carmine, torno con lui a casa. Che bella serata.
Turi - Fuoco al tetto
Bruco Madri
8 anni fa sono andata al primo concerto della mia vita!!! GREEN DAY INDIMENTICABILI!