La bolletta dicembre
Cos’è stato rilasciato di più o meno rilevante in questo mese? Facciamo un breve riepilogo.
D'Angelo - Really love Ommioddio è tornato D'Angelo, il nero più sexy del mondo, l'unico che riesce avere intrinseca quella cosa figa unendola pure all'hip hop che si chiama... no, non intendo lo swag, altrimenti avrei parlato di Kanye West. Ah sì, eccola come si chiamava quella parolina passata di moda: groove. D'Angelo torna dopo quanto, 14 anni? Eh, sì, e ci spara 'sta mina allucinante così, come se nulla fosse, passando tra l'altro, ingiustamente, in sordina. Che brutto il mondo oh. E soprattutto che belli gli anni '90. Tu D'Angelo invece sei sempre l'unico nero che riesce a mettere in dubbio la mia eterosessualità.
J. Cole - Wet dreamz Ecco, che i primi due artisti che trattiamo in questa bolletta sono gli unici due ad essere usciti con dei bei dischi. Il resto robetta da nulla. Comunque, parliamo di 'sto J. Cole, che non è Joe Cole, quello che giocava nel Chelsea per intenderci. J. Cole è questo ragazzotto mezzo afroamericano e mezzo crucco, un po' sottovalutato a mio modo di vedere, soprattutto negli States, dove è sì apprezzato, ma fino ad un certo punto, mentre invero non avrebbe da invidiare ad un inflazionatissimo Schoolboy Q qualsiasi, giusto per fare un nome altisonante. I beat sono da paura, e lui li cavalca come un purosangue. Ascoltate.
Ghostface killah - Blood in the streets (feat. AZ) Dicembre dal sapore di derby in casa Wu-tang clan. Del disco grosso ne parleremo più in avanti, ora dedichiamoci al mio componente del clan preferito, il nostro amico Dennis aka Ghostface killah. L'album è abbastanza carino, molto classico, con questo beat circolare e lui che martella. Le liriche sono un tantino meh, ma l'ascolto è tutto sommato piacevole, con 'sti pezzi brevi che non tendono a stancare.
Mr. Mitch - Don't leave L'unico disco di elettronica in questo dicembre. Un genere che quest'anno non ha avuto purtroppo grandi protagonisti, al contrario di quanto successo invece l'anno scorso; anzi, stupisce forse che le migliori produzioni in tale ambito, a livello internazionale eh, vengano proprio dalla nostra Italia. Giuro, davvero; magari in queste settimane ne parlerò anche. Comunque niente, si tratta sostanzialmente di musica d'ambiente, tutto qui. Nemmeno troppo bellino, ma tant'è.
Nicki Minaj - Only feat. Drake & Lil Wayne & Chris Brown Devo essere sincero, mi aspettavo qualcosa in più da questo disco. Un album che ha avuto un grande lavoro attorno, contornato da un certo alone di mistero che mi faceva ben sperare in qualcosa di qualitativamente simile all'ultimo di Beyoncé. E invece no, non se ne fa nulla, almeno per questa volta. Un disco pop rap che non riesce ad essere né l'uno né l'altro, nonostante certi pezzi siano tutto sommato buoni ed il disco sia oggettivamente stracurato come già detto -- anche se mi pare pure ovvio, con tutti i soldi buttatigli sopra.
PRhyme - Wishin' feat. Common Tanta black music per l'ultima bolletta dell'anno eh? Non che la cosa guasti più di tanto, sia chiaro, visto che, almeno per il momento, non mi sono ancora scassato il cazzo dell'hip hop, anche se di 'sto passo potrebbe mancarci poco; e sì, visto che delle volte mi tocca sorbirmi dischi inutili come questo ad esempio questo, l'ultimo progetto di dj Premier, ormai evidentemente alla frutta, insieme a Royce da 5'9''. Si salvano giusto un paio di pezzi, tipo questo con Common, altro storico rapper che il meglio della sua carriera sembra averlo ormai dato.
Silk rhodes - Pains Della gente si è eccitata per 'sta roba eh, che sia messo agli atti; siamo talmente messi male che dischetti come quello in questione passano per della musica che OMMIODDIO. E no, non è così. Si tratta di un album "suonato" che fa parecchio lounge, a cui viene poi aggiunta una certa dose di nostalgia vintage grazie a queste atmosfere anni '70 che gridano vendetta al funk & soul che fu. A freddo però una cosa di veramente carina 'sto disco ce l'ha: la cover, davvero bellina.
The smashing pumpkins - Being beige Dopo un anonimo Oceania ecco che ritorna Billy Corgan e compagnia, con un altro disco piuttosto insipido. Non c'è nulla di nuovo, veramente, niente che si elevi dal piattume generale che caratterizza la produzione, se non giusto una-due tracce tutto sommato dignitose. Ma non mi stupisco; gli Smashing pumpkins hanno fatto dei dischi bellissimi, dei veri e propri capolavori alcuni, ma ormai è da un pezzo che hanno finito le cartucce.
Wu-tang clan - Keep watch Concludiamo con uno dei ritorni più attesi dell'anno, quello Del Clan. Perché con 'sto hip hop che va anche troppo di moda c'era bisogno di qualcuno che alzasse la voce, qualcuno di autoritario tipo, ecco; anzi no, perché sì, fa sempre piacere ascoltare un disco con scritto "Wu-tang clan", però insomma, in disco è un pelino noiosetto, troppo ancorato ad un passato ormai bello che andato; un'operazione nostalgia insomma, con qualche apice eh, ma nulla di che, nonostante si percepisca la cura dedicatagli. Un album fatto per piazzare un bel po' di copie a tutti i fissati con l'old school, niente di più, anche se in fondo ci speravo.
Ecco invece le playlist della bolletta di questo mese su Deezer e Spotify, giusto per rendervi tutto più comodo. Visto come siamo bravi?
Black bamba














