“io te lo dico, non ho intenzione di andarmene.”
A quanto pare ha avuto moodo di cambiarsi, lasciando che quella divisa ancora meno sopportabile del solito rimanga in Sala Comune a favore di un outfit total black, composto da una canottiera piuttosto leggera di un paio di taglie in più e pantaloncini corti che arrivano sopra il ginocchio, a dispetto del tempo scozzese. A dar sfoggio alle sue gambe e braccia nude pure i piedini sono lasciati liberi dalle scarpe, buttate lì da qualche parte insieme ai calzini.
Maegan fa quello che fa sempre quando è di cattivo umore, o almeno da quando è ad Hogwarts: sta andando alla Rimessa delle Barche. Entra e si aspetta una bella mattinata in solitudine. Si avvicina al Lago per mettersi seduta in un posto random e lo nota. Finalmente. «oh che bolidi!» e lo esclama decisa, perché lo ha pure riconosciuto: quello dell’articolo. Storce il nasino e nonostante tutto si siede «Io te lo dico, non ho intenzione di andarmene» Buongiorno insomma
Come reazione a quel tono di voce probabilmente troppo alto lui ha le dita della mano destra che vanno a massaggiare le palpebre socchiuse, il capo che va a chinarsi in quel lasciare una pausa dopo le parole altrui «basta che stai zitta.» lanciandole una breve occhiata, la voce bassa ma non per questo meno aggressiva - ben lontana dal sembrare accomodante.
E per un po’ sta veramente zitta e sembra quasi che quella convivenza sia fattibile. Alterna lo sguardo tra la pergamena e il Lago, manco cercasse ispirazione. Ma poi si sofferma anche su Sebastian a un certo punto e solo in quel momento si rende conto che è praticamente nudo e la lingua non viene fermata in tempo «ma come fai?» chiede, e se l’altro la guardasse le farebbe anche un cenno con la testa per fargli capire che gli ha chiesto come fa a non avere addosso almeno un maglione, claro
Al dire di lei va aggrottare le sopracciglia confuso, girando con estrema calma e lentezza il capo verso di lei, serrando le labbra prima di quel «non dovevi farti i ca**i tuoi?» con quel tono indolente che sottintende quella specie di "patto"
«Senti tipo» sì, l’ha chiamato tipo «non ti inca**are per una domanda eh» è un attimo confusa e il tono un po’ arrogantello è di casa quindi un po’ emerge «se hai bisogno di una caramella per non fare lo str»udel, ha detto strudel «ne ho una eh» e quindi afferra una caramella mou e gliela sventola.
«senti. Tu vieni qua, urli» cos «e fai domande.» gli occhi che vanno da capo a piedi di lei per poi tornare ad incrociarne lo sguardo «non mi devi rompere il gramo, mh?» intesi, bimba? «sto così perché ho caldo.»
«Ci voleva tanto?» a rispondere alla sua domanda, avrebbero evitato tutto quel teatrino. Quasi gliela sputa quella domanda. Però si azzittisce, e la caramella mou se la mangia lei. La bimba mette a posto la pergamena nella borsa, che tanto ora Sebastian le ha fatto passare pure l’ispirazione, si siede e si appoggia contro il muro di pietra e chiude gli occhi. E rimane lì. Non si muove. Se qualcuno deve andarsene non sarà lei, quello è il suo posto.
«come mai sei venuta qua?»
Maegan è lì seduta, con gli occhi chiusi e dopo minuti interi si è persa nella sua testa e nel filo di pensieri. Uno dei pochi momenti che si concede di perdersi è proprio quel luogo. si era pure dimenticata la presenza di Seb, e infatti quando lui le fa quella domanda apre gli occhi sorpresa. E lo guarda con gli occhi un attimo sgranati. «Vengo sempre qui» dice facendo spallucce. Il tono è semplice e tranquillo, come avesse dimenticato il fastidio e la confusione di cinque minuti prima. «per una pausa» e lo dice inumidendosi le labbra. Lo sguardo che fino a quel momento era su Sebastian si sposta sul Lago. «e tu invece?»
«è tranquillo.» e quindi ogni tanto gli piace, venirci.
Non le sembra di dover aggiungere altro, come se intuisse in qualche modo che quell’equilibrio tra loro due sia molto precario «vero» e quasi lo soffia e un piccolo sorriso le si forma sul volto. Se non lo fosse non sarebbe il suo posto. Magari è il posto anche di Sebastian. Sta zitta ancora qualche minuto a guardare la distesa d’acqua e poi sposterebbe lo sguardo verso Sebastian «Io ora faccio una cosa» dice con calma e con tono basso, sia mai che pensi che lo voglia disturbare «Ma non sono strana» e lo sottolinea. E poi si alza e si avvicina sempre di più al Lago, si toglie le scarpe con cura e un piccolo brivido le percorre la schiena, si arrotola i pantaloni fino a metà polpaccio e nonostante il freddo si siede sul bordo e mette i piedini a mollo, che in pochi secondi non sentirà nemmeno più.
Va a seguirla con lo sguardo - in modo non troppo insistente, sia chiaro - e la osserva togliere scarpe arrotolando pure i pantaloni, per immergere i piedi. E lui va ad alzarsi molto lentamente, piegando la schiena in avanti e contraendo gli addominali, le braccia in avanti così da tirarsi in piedi. La bacchetta ancora lungo il suo fianco mentre va ad avvicinarsi silenziosamente - complici i piedi nudi - alla Corvonero che se lo ritroverà lì affianco. Peccato lui rimanga in piedi «occhio agli avvincini eh» accennando un mezzo ghignetto divertito in sua direzione
«Speravo di attrarre qualche sirena malefica» gli dice con un ghignetto sul volto. Torna a guardare la distesa nera e poi aggiunge «Fallo anche tu» che suona quasi come un invito gentile, assurdo. «è liberatorio» da cosa non lo dice... «Io comunque sono Maegan». E non aggiunge MacGillivray. Questo è l’unico posto in cui i cognomi non esistono.
A quel "fallo anche tu" sembra ragionarci un po` sopra «perché non ci buttiamo direttamente dentro?» ehm wtf?
E invece le propone di buttarsi e lei fa svettare lo sguardo verso di lui. Le sopracciglia sono alzate e un grande sorriso malandrino le dipinge il volto «Sarebbe grinzafico». E nonostante il rischio di morte la bimba potrebbe farlo, ma pensa sia una battuta e quindi ridacchia
E lo fissa così insistentemente quel Lago che lascia ben poco spazio al dubbio, ed ad anticipare la sua volontà lui si inchina per mettere la bacchetta lì per terra tra lo spazio che intercorre tra i due; in precario equilibrio sui suoi piedi con le gambe piegate e il culetto appoggiato sui talloni va pure a sfilarsi la canottiera che semplicemente abbandona lì. Potrebbe quasi sembrare che stia per sedersi, peccato che i piedi siano pericolosamente al bordo del legno che sta prima del Lago Nero e come lei si presenta lui si lascia cadere in avanti in modo teatrale, allungando un po` le gambe così da non rischiare di sbattere la testa o chissà cosa. Un brivido intercorre lungo il suo corpo e quel calore va a contrastare l`acqua gelida del Lago Nero, con la pelle d`oca che va a coprire ogni centimetro del suo volto. Lui però non farsene minimamente un problema, lì che riemerge velocemente rigirandosi verso la Primina con i capelli ora appiattiti, la testa alzata e l`espressione tranquillissima - come se non stesse rischiando l`ipotermia, tipo. Allunga pure la mano in direzione della Primina per farsela stringere «Seb, piacere»
Scoppia semplicemente a ridere quando Sebastian riemerge dalle acque con tutti i capelli appiattiti. Una risata candida e rumorosa. Afferra con decisione la mano che le porge «Seb, tu sei tutto matto!». ma il tono è divertito e ammirato. E il sorriso malandrino che le si palesa sul volto ne è la prova tangibile.
Quella risata non pare infastidirlo perché a lui basta immergere la testolina fino alle orecchie per far sì che divenga più lieve. Gliela stringe con forza andando a sollevarsi e per un momento la tira pure a sé però niente, non vuole veramente che questa cada ed infatti non ci mette così tanta forza - solo uno scherzetto insomma per avvicinare la testa al corpo altrui e scuotere il capo come l`animale che è e bagnarla tutta (scusate). Il sorriso è così largo che mostra pure la sua dentatura mentre si lascia ricadere all`indietro allargando pure le braccia e lasciandosi ammirare in tutta la sua stupidità mentre sta gelando - ma tutto è meglio di quel caldo atroce di poco fa
E poi Sebastian scuote i capelli e gli schizzi gelati arrivano diretti su Maegan infradiciandola. E lei ride e basta. E un vero sorriso è tutto per Sebastian. Di quelli rari che rivolge a pochi eletti. E poi ci pensa veramente un attimo e quasi pensa di buttarsi, pure lei. Ma è incerta, un minimo di istinto di sopravvivenza ce l’ha. Però intanto si toglie il mantello e lo poggia al riparo dall’acqua. Un brivido le prende la schiena e inizia a battere un pochino i denti «secondo te…» può entrare anche lei.
Tiene gli occhi su di lei e come si toglie il mantello il sorriso si allarga ancora di più mentre con un paio di bracciate torna ai suoi piedi «mh?» secondo me cosa, eh? Ma no, non ti lascia nemmeno rispondere perché una mano va a tenersi al legno - proprio al fianco sinistro di Maegan, particolarmente vicino (se non proprio attaccato). E ciò anticipa solo di qualche secondo quel mettere i palmi sul legno e con un colpo di reni tentare di sollevarsi, con le gambe ad aiutarlo e un «ohw» per la fatica, ringraziando i muscoli di braccia e addome in tutto ciò. Va ad appoggiare il ginocchio ma è tutta una finta la sua, perché vuole solo stare abbastanza stabile da poter staccare entrambe le manine e passando la sinistra davanti a lei va a cingerle i fianchi saldamente e di nuovo va a buttarsi nell`acqua, questa volta all`indietro e portandosi dietro Maegan.
Un «AAAA» è ben udibile prima di finire quasi del tutto vestita dentro il Lago. L’impatto con l’acqua è devastante per la piccola. Il freddo le entra fin dentro le ossa e per un momento le sembra di non riuscire nemmeno a respirare. Ma poi con due colpi di braccia riesce a riemergere e cerca lo sguardo di Sebastian e un sorriso a trentadue denti le increspa le labbra «CHE FREDDOOO»
Va portarsi una mano instintivamente sulla tempia; ma vabbè, un movimento delle dita e uno stringere gli occhietti prima di tornare a concentrarsi sulla Corvonero, riacquistando quel ghignetto quando va a schizzarle l`acqua addosso con entrambe le mani.
Quando Sebastiana la schizza lei ride e di rimando lo schizza dando il via ad una guerra e la bambina non ha intenzione di arrendersi, avvicinandosi sempre di più al Primino per colpirlo con più forza e decisione. Probabilmente è tutto quell’entusiasmo a far sospendere il discorso freddo, o forse non sente più il proprio corpo e basta. Ma continua a ridere.
Finisce per "arrendersi" tornando con la testolina sott`acqua dopo una bella boccata d`aria. Probabilmente ancora alla ricerca di un sollievo per il visino va a trattenere nuovamente il respiro quanto può, gli occhi aperti - con rossore annesso - mentre individua i polsi altrui e va a stringerli così da compiere una piccola spinta in giù, staccando presto le mani dopo averla invitata in quella che vorrebbe essere una gara a chi trattiene di più il respire, dove i sorrisi non si sprecano, vabbè.
«Ti ho battu..» e no, non la finisce la frase che sente una manina che le prende i polsi, e ha giusto il tempo di prendere un respiro più ampio possibile che viene trascinata giù. Ha gli occhi spalancati e vede Sebastian che le sorride e lei cerca di fargli una faccia minacciosa (?), ma mica è molto credibile in realtà. La gara comunque la perde alla grande, perché dopo poco torna su. E non appena anche il Secondino torna su gli dice «ah ma quindi l’avvincino saresti tu?»
Tra guerra di schizzi e gare di respiro improvvisate non è importante chi vinca e chi no, finiscono solo per arrivare lì a guardarsi faccia a faccia «almeno non sono una sirenaaa»
«certo che non sei una sirena! Quelle sono bellissime» gli dice prendendolo in giro e scoppiando a ridere
Fa l`offeso portandosi una mano al petto «oooh ed io non sarei bellissimo?»
Meg non si fa prendere dal panico, arrossisce solo un pochino (ma super poco dato il freddo quindi bene così) e dopo un secondo di pausa dice «Non bello quanto me!»
La piccoletta comunque ancora sguazza, si immerge al di sotto della superficie e ci rimane il più tempo possibile per sentire tutti gli aghetti di gelo anche sulla faccia, ovviamente il tempo è molto poco che se no muore. Quando riemerge un altro sorriso a Sebastian e con due bracciate raggiungere la Rimessa.
Temporeggia un poco guardandola in quei tentativi per uscire «dai dai, aiutati con le gambe su» fa il coach, tipo «ti serve unaa manoo?» detto con un tono volto a prenderla in giro più che altro, seppur si avvicini ad essa con qualche bracciata
Seb non si fa mancare l’occasione per prenderla in giro «sta zitto tuu!» si gira pure verso di lui e gli fa una linguaccia. Però poi ammette un piccolo «sì» quando le chiede se ha bisogno di una mano. È gracilina.
Ridacchia a quella linguaccia ma nel mentre compie quell`abbracciate volte ad arrivarle vicino, fermarsi lì ed intrecciare le proprie manine che dovrebbero fare da scalino «appoggia il piede qua dai»
Poi finalmente ce la fa, e rimane lì tremante per un attimo per poi sedersi e raccogliere le gambe al petto cercando di riscaldarsi(?). e guarda il Secondino uscire con più agilità di lei e in poco puntarle anche la bacchetta contro.
Alza la mano destra puntando la bacchetta sull`altra, e potrebbe pure sembrare minaccioso se non fosse che pronuncia quel «arefacio» con un tono molto calmo e particolarmente preciso, concentrandosi appunto sul caldo della manina sinistra ancora appoggiata alla guancia.
dalla bacchetta esce solo un getto caldo e lei a quel contatto non può far altro che chiudere gli occhi e sorridere godendosene le sensazioni. E appena è asciutta un forte «etciù». Ma lei guarda Seb e un «Grazie» sincero e quasi sussurrato è quello che le esce dalla boccuccia che ha ripreso un po’ di colore. Si alza in piedi decisamente più asciutta per recuperare tutto quello che ha lasciato al riparo dall’acqua. Si infila il cappello e la sciarpa in fretta e indossa il mantello, la felpa dei Tornados invece la tiene ancora in mano e guarda il Grifondoro con un’aria del tutto seria «Okay Seb. Io ti presto questa, perché fa freddo ora» come se prima invece fosse estate Meg ma okay «Però è la mia felpa del cuore. Quindi me la devi restituire a pranzo. Chiaro?»
La acchiappa al volo con quei riflessi da Mannaro prontissimi «ma tienila tu che hai già il raf-» si blocca, andando a sollevare la testolina per un piccolo «etciù» che lo vede mortare il capo di lato così da non starnutirle in faccia (?). La guarda serio e «noooo Megh» le lancia un`occhiata preoccupatissima da bravo attore «mi hai contagiato!» Una piccola smorfia in direzione di lei e un`occhiata alla felpa lì ancora in braccio «ed ora dovrò pure indossare questa felpaa!» indignatissimo proprio, che i Tornados fanno skyf.
«Hai iniziato tuu» cosa? «quindi ora ti becchi il raffreddore!» afferma convinta e incrociando anche le braccia al petto. Insomma sono pari (?). ma la felpa non sembra apprezzarla, e questo è un sacrilegio e infatti «COSA?!» è sconvolta poverina «ITornadossonoimigliori»
«Stai scherzando spero» e qua va a sgranare un po` gli occhi «i *wanderers* sono i migliori, volevi dire» piegando pure il capo come ad incoraggiarla, questo era ciò che volevi dire no?
«Ah! E mica la vorrai indossare quando sei tutto bagnato, no?» sì Maegan si preoccupa per la felpa «Non puoi fare anche a te quello che hai fatto a me?» cioè l’arefacio, lei mica lo sa fare sicuro. E lo guarda anche un attimo preoccupato, che poi altro che raffreddore se rimane tutto zuppo.
Va a sbuffare sonoramente «scusa, offri le felpe e poi ti lamenti?» con tanto di sopracciglia che vanno ad alzarsi, e questa volta è serio «te la lavo» lui proprio «se proprio ti schifa» il fatto che lui la mette tutto bagnato: è quello il motivo, no? «non mi va di farmi un arefacio» il tono severo che non ammette chissà quali repliche o domande, così come l`occhiata che le lancia. In tutto ciò la felpa giace ancora nelle mani che hanno iniziato a muoversi come agitate, riducendo l`indumento altrui ad una palla.
Però poi lui pure la maltratta quella felpa arrotolandosela e allora istintivamente si avvicina. Non maltrattare la piccola Seb!!! «Ma non ho detto che mi schifo eh» ed è ancora abbastanza distante «pensavo solo che avrebbe fatto bene anche a te un po’ di caldo?» e sì glielo chiede, perché quell’espressione l’ha resa dubbiosa sulla questione.
«no, non mi piace» detto in modo mooolto schietto, intendendo il farsi un po` di caldo.
È un attimo confusa quando le dice che il caldo non gli piace «ma quindi non ti piace nemmeno il the?»
Dire che lo confonda è il minimo «tu sei strana.» ma strana forte eh, il tono vagamente infantile come quell`occhiata che però non ha nulla di cattivo e si collega esclusivamente alle parole dette da lei prima
E ora si avvicina ancora toccando la felpa, ma non se la vuole prendere, ma solo farlo smettere di maltrattarla pikkola ancela. «Dai mettila Seb» e lo guarda anche negli occhi nonostante siano troppo vicini, ma lei non lo nota nemmeno in realtà. La sua felpa ha la priorità su tutto. proprio quella felpa che prova a spingere (?) verso il secondino per fargli capire che se non vuole arefaciarsi almeno si metta quella dannatissima felpa.
Continua a torturare la felpa finché Meg non va a toccare la felpa, e sfiorandogli le mani può sentire quel calore anormale del Mannaro. Non che duri poi molto visto che lui smette di maltrattarla, andando a rispondere con un «okay» molto - troppo, per i suoi standard - pacato, mentre semplicemente andrebbe ad indossarla e guardarsi abbassando la testolina «faccio schifo mh?» E seppur gli stia bene lui va ad alzare lo sguardo facendo una piccola smorfia piena di disapprovazione, tradita da quel distendere le labbra.
Gli fa uno scanner completo con gli occhi per distendersi in un grande sorriso «Ora sei bellissimo!». insomma tutti sono belli con la magica felpa.
Come risposta si becca un ghignetto soddisfatto con tanto di occhiolino che di malizioso però ha ben poco.
E finalmente si allontana dal Secondino. Che ormai quel ravvicinamento non ha più senso di esistere. E si dirige verso la borsa a tracolla, se la mette sulla spalla e «etciù», un altro forte. «Torniamo al castello?» con un piccolo sorrisetto.



















