Assolto dopo essere evaso: particolare tenuità del fatto
Il giudice della Prima Sezione penale del Tribunale di Agrigento, dott. Michele Dubini, ha pronunciato ieri l’assoluzione di un uomo, imputato per il reato di evasione dalla misura degli arresti domiciliari, in ragione della “particolare tenuità del fatto”. A.P. (queste le iniziali del suo nome) era sottoposto agli arresti domiciliari dopo essere stato ritenuto responsabile – condanna confermata – di due rapine a mano armata commesse l’8 maggio e il 10 giugno 2020 presso il supermercato “R-7 Sisa” in via Cicchillo, a Favara. La difesa, rappresentata dall’avvocato Sergio Baldacchino, aveva sollevato specifici rilievi che sono stati oggi accolti dal Tribunale. Nel suo dispositivo, il giudice Dubini ha rilevato che la condotta di evasione — rispetto al contesto fattuale e alle modalità con cui è stata commessa — risultava di entità da qualificarsi come “tenue”, rendendo applicabile l’istituto dell’estinzione del reato per tenuità. La mancata permanenza in casa, nell’ambito della detenzione domiciliare, è stata ritenuta non aggravata da ulteriori circostanze tali da escludere la causa di non punibilità. La decisione del Tribunale riveste rilievo per l’assetto procedurale: l’assoluzione non è stata pronunciata per innocenza dell’imputato, ma per una specifica causa estintiva legale — e pertanto rimane ferma la condanna dell'uomo per le rapine, come emerse precedentemente. La scelta del Tribunale indica, inoltre, un orientamento nella valutazione del reato di evasione quando questo si configura in termini marginali rispetto al contesto complessivo del procedimento. Favorita dall'ottima difesa, l’istanza è stata accolta in primo grado: resta ora da verificare se la Procura intenderà impugnare l’ordinanza o se l’assoluzione diventerà definitiva. Read the full article












