Il computer quantistico: un futuro per il video ludico?
È da anni che si parla di un nuovo supporto informatico che potrebbe negli anni futuri rimpiazzare le macchine che state utilizzando per leggere questo post: si tratta del computer quantistico. Seth Lloyd, professore di ingegneria meccanica al MIT di Boston, è uno dei pionieri del computer quantistico, che sfrutta le proprietà quantistiche delle particelle elementari per realizzare capacità di calcolo irraggiungibili con un computer tradizionale.
Già nel 1985, sull'orda dell’ipotesi lanciata da David Deutsch, il quale aveva dimostrato non solo la possibilità di costruire un computer quantistico, ma anche la sua validità; Lloyd si è applicato nella ricerca per poter costruire questi computer, come tratta nel saggio “Programming the Universe”. Nel 2001, il primo embrione di computer quantistico era in grado di svolgere semplici calcoli matematici (famoso il 5x3=15, primo calcolo proposto all'elaboratore). Nel 2011, il primo prototipo, D-Wave One, è già in commercio.
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Ma cos’è un computer quantistico? Semplice, è una macchina in grado di sfruttare le leggi della meccanica quantistica per agire su particelle e svolgere calcoli. Il nuovo gioiello della tecnologia non sfrutterà una logica basata sui bit, ma userà i “qubit”. La differenza è semplice, tutti noi abbiamo giocato a testa o croce almeno una volta, e sappiamo che possiamo solo ottenere due combinazioni. Pensiamo ora alla miriade di orientazioni in cui una moneta si può disporre nello spazio, e pensate se ognuna di queste orientazioni fosse un’informazione diversa! Avremmo una mole di informazioni incomparabile con la moneta da testa o croce…
Questo perché il computer quantistico fonda la sua logica nei principi di indeterminazione della fisica moderna, secondo cui si ammettono sovrapposizione di stati (come nel gatto di Schrödinger). In sostanza, segue perfettamente i “paradossi” della fisica contemporanea. Da ciò guadagniamo una potenza di calcolo spaventosa, in grado di ridurre processi che impegnerebbero un computer classico per più dell’età dell’universo (come la decrittazione di un messaggio con chiave a 1024 bit) ad un processo di pochi giorni.
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Inoltre, un computer che si fonda sulla fisica moderna, è in grado di computare esattamente come computa” l’universo. Infatti Lloyd ha dimostrato che dato in input l’universo attuale, esso evolverà esattamente come l’universo attuale, (a meno del caos deterministico). Tuttavia, se saremo in grado di simulare un universo, potremmo costruircene uno noi?
Con questo non voglio dire che ci troviamo in Matrix, però bisogna ammettere che se davvero saremo in grado di emulare la realtà, potremo creare una realtà digitale in cui “metter piede”, e vivere esperienze come castare una magia, correre ad una velocità supersonica, e addirittura volare in una quasi realtà. Potremmo forse creare una realtà a noi più comoda, “programmando un universo”. Sembrano ipotesi azzardate, eppure non si può negare
che nel giro di 20 anni la tecnologia ha fatto passi da gigante, passando dal Super Mario Bros a 8 bit a Final Fantasy XIV, per non parlare di animazioni come Final Fantasy VII Advent Children, che si fondano su una grafica che sembra corrispondere alla realtà.
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Tuttavia, siamo sicuri di volere un universo così? Sarebbe, di tutta la storia, lo sconvolgimento naturale più grande, che porterebbe a molti cambiamenti, alcuni dei quali estremamente gravi in termini di etica e morale. Chi lo sa. Per questo propongo una domanda che sicuramente tutti ci siamo posti almeno una volta: dove arriverà la tecnologia, tra qualche decennio?
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Reality leaves a lot to the imagination.
->John Lennon
--Skiepp--
( Fonti: wikipedia.org, focus.it, [S.Lloyd; Programming the Universe] )
( Immagini da: farm2.static.flickr.com, scienzenoetiche.it, t.wallpaperweb.org, fjcdn.com )












