Seduta in fila all'ufficio postale. La signora mi chiede se so come si prenota il ticket online. Spiego. Grazie. Prego. La signora mi dice che lei ha passato la mattinata in ospedale dal padre. Stacco il cervello, ma continua. La signora mi dice che c'era una vaccinata alla quale hanno controllato il greencax, colpita da covid, l'hanno mandata a casa con le cure, ma fa intendere di aver visto chissà che inferno. Intubati, fin di vita, cavallette ecc. Mi guarda e chiede "Tu non ci credi?" Forse perché mi ha visto sorridere, le farfuglio qualcosa che non sa né di carne né di pesce con la speranza che capisca che non mi frega di parlare di questo. Allora passa all'attacco: "io ho fatto la terza dose, tu sei vaccinata?" No. E perché? Non mi fido. Di cosa? Di quello che c'è dentro al medicinale? Già . Noooo, ma io ho fatto la terza oggi con Pfitzer e non ho avuto problemi, magari ti viene un po' di tosse, poi passa. A mio fratello è venuta più di una tosse. Ah e che cosa? Linfonodi ingrossati in tutto il corpo. Eeeh, ma allora di certo già li aveva. A me non interessa se li aveva o meno, dopo il vaccino è stato male, per cui non mi vedono. La signora non dice più niente.
Morale della coda alle poste: nella gestione dei provax nelle attese pubbliche, portare esperienze personali ti fa escludere dibattiti sulle statistiche, racconti vari sulla storia della tutela sociale e smonta molto presto il loro entusiasmo.
(Anche se devo ancora migliorare coi tempi).












