SASSI
Quando cammino lungo le sponde del fiume che scorre nelle vicinanze di casa mia, lo faccio indossando dei pantaloni cargo.Un tipo di pantaloni, stile militare, che hanno delle capienti tasche esterne laterali poste all'altezza della parte superiore della gamba.
Risalgo il fiume in direzione Nord pensando ai miei problemi. Per ogni problema a cui penso raccolgo un sasso dalla sponda del fiume e lo infilo in una tasca, non importa quale.
Dopo un po' che cammino e penso le tasche sono piene di sassi, che mi rendono i passi sempre più difficoltosi e le gambe pesanti.
E a quel punto, quando "ne ho le tasche piene" che mi giro e torno indietro, direzione Sud.
Nel tragitto di ritorno penso alle soluzioni che possono avere i singoli problemi che ho nelle tasche. Camminare all'aria aperta aiuta, così per ogni soluzione o idea risolutiva prendo un sasso e lo rimetto sulla sponda del fiume.
Mi rendo conto che alcuni problemi non erano pio così pesanti, riflettendoci, e con questi problemi così con i problemi "leggeri" uso la tecnica dello stone balance. Creo delle piccole strutture in equilibrio, che mi lascio alle spalle proseguendo il cammino. Resistono, restano in equilibrio quindi non erano così pesanti, dovevo solo metterli uno sull'altro e non spargerli per aumentare il volume.
Nei pensieri mi accorgo che certi problemi sono legati a delle persone, a cui non avrei mai dovuto permettere di divenire un mio problema, non ne avevano diritto. Così con queste problemi li prendo e li lancio facendoli rimbalzare sul pelo dell'acqua nelle insenature del fiume trovo l'acqua placida. Mi diverto. La soluzione di questi problemi, allontanandoli, mi diverte.
Alcuni sassi/problemi li risolvo riposizionandoli, quello che sembrava un sasso brutto e insignificante nascondeva colori bellissimi una volta capovolto dalla parte bagnata. Non tutti i mali vengono per nuocere.
Altri sassi che ho raccolto hanno delle forme che, a ben osservarle, ricordano un cuore. Cuori quasi simmetrici, belli; cuori che hanno un lato lungo e quasi piatto, sono come cuori stanchi che si devono sdraiare; altri cuori hanno i bordi taglienti, per far male o per difendersi chi lo sa. Sono sempre cuori e li ripongo con cura, non si scherza con i cuori.
Ci sono sassi che hanno delle venature e per via della mia pareidolia ci vedo volti, espressioni. Occhi. Che mi osservano, così penso che in fondo possano esistere persone disposte nella loro vita ad aiutare, ascoltare, piuttosto che andare al funerale di una persona che si è sentita sola. Sorridono i sassi. Sono pochi, uno o due ma questi non li butto via li conserverò nelle mie tasche.
Quando rientro ho le tasche praticamente vuote, il cuore leggero e più soluzioni nella mia testa. Non sottovalutate i sassi. Perché possono fare male se ci colpiscono, meglio maneggiarli con cura













