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Ri(membra)re Ram(ment)are Ri(cor)dare.
Spesso ignoriamo la sottile differenza fra questi tre termini che evocano il ricordo. La memoria non risiede solo nella mente, ma anche nel nostro corpo, nel nostro cuore. Talvolta queste tre modalità del ricordo sono separate fra loro. Può essere solo il ricordo di una sensazione fisica, di cui abbiamo inconsapevole memoria, ma che il corpo non dimenticherà più; ad esempio, ci ricordiamo il momento esatto in cui abbiamo imparato a camminare? Non credo, ma di sicuro il nostro corpo non dimenticherà mai come si fa. Può essere una reminiscenza intellettiva, che potrebbe sembrare la più banale, ma non riguarda solo quella serie di azioni quotidiane ormai annidate nella nostra mente, non significa solo ricordarsi di cosa si ha mangiato il giorno precedente. La mente può anche distaccarsi dalle altre sedi di memoria: mi viene da pensare ad un'anziana signora, che giunta al termine del suo libro di vita, ripensa, e sfoglia le pagine già scritte; si ricorda di quando era una ballerina, e danzava sul palcoscenico sotto i riflettori, sulla sua testa e di fronte a lei, negli sguardi attenti e severi del pubblico puntati tutti su di lei. Una lacrima le solca il viso: non dimenticherà mai, né con la mente, né con il cuore, quel movimento sinuoso del corpo che per lei è stato la vita, ma il corpo non è più capace di riprodurlo. Oppure può trattarsi della prima carezza di nostra madre, o del primo amichetto all'asilo (con cui magari il giorno dopo già ci eravamo “scompagnati”, come si usava dire ai tempi) o ancora del primo bacio; insomma, qualcosa che, a distanza di tanti anni, non sarà che un ricordo sbiadito nella mente, e più in là, totalmente cancellato; ma sono i primi ricordi affettivi che abbiamo, e anche se ci sembra di averli dimenticati, non è così, perché se dovessero crollare, allora si che ce ne accorgeremmo, e ci sentiremmo persi: il cuore non dimentica. Talvolta infine queste tre sedi di memoria, queste tre potenze - membra, mente, cuore - si alleano fra loro, e allora è un ricordo così vivo che è un'ombra, è un passato così chiaro che è presente, è un ricordare così intenso che non ci sembra più un ricordo, è dentro di noi, dentro il nostro corpo, dentro la nostra mente, dentro il nostro cuore, è così parte di noi che non ci ricordiamo di ricordarlo, e allora è obliare.
Facciamola rotolare in avanti [la memoria], dentro il nostro presente, perché dica la rotta, nutra vecchie speranze e faccia cadere i nuovi, sciocchi birilli che impediscono di guardare oltre.
Zena, dal blog Colfavoredellenebbie, I verbi della memoria.