Bitcoin: immergiamoci nelle criptovalute
Come non tutti sanno, questo martedì (21/07/20) è uscita la seconda stagione di “Come vendere droga online (in fretta)” su Netflix. Se siete arrivati a questo punto credendo che parlerò di stupefacenti, sto per deludervi perché non è così.
Voglio trattare un argomento, a mio dire, più interessante: i Bitcoin. Nella serie infatti, i ragazzi creano un sito sul dark web dove vendono droga; l’acquisto però non avviene tramite soldi reali, bensì attraverso questa cripto-valuta.
Il bitcoin “virtuale”, immagine di “Mohamed Mahmoud Hassan”, disponibile su www.publicdomainpictures.net
Ma cosa sono questi Bitcoin?
I bitcoin (contrassegnati dal simbolo ₿) sono la nuova valuta del web che si basa su un meccanismo “peer-to-peer” (per saperne di più wikipedia) e grazie a questa "organizzazione" non è sottoposta a nessun tipo di controllo di enti governativi. In oltre viene definita “cripto-valuta” poiché i pacchetti che contengono bitcoin sono criptografati e impossibili da “spacchettare” senza la chiave di decriptazione del proprietario. Ciò permette un’immensa sicurezza nelle transazioni in rete, senza che, soprattutto, ci siano controlli da parte di banche (ecco il motivo per cui i nostri ragazzi della serie usano tale metodo).
Ma una volta che abbiamo aperto un nostro portafoglio e acquistato alcuni bitcoin, cosa ne facciamo?
Ci sono diversi modi per usare i Bitcoin: si possono usare nello stesso modo con cui “paghiamo” normalmente (per vendere e comprare) a patto che anche l’altra parte tirata in causa abbia un suo portafoglio.
C’è invece chi compra Bitcoin come si comprano azioni: bisogna sapere infatti che il valore dei Bitcoin è in continuo mutamento (poiché tiene conto di domanda e offerta): alcuni investitori nel 2010 hanno comprato bitcoin a pochi euro e rivenduti anni dopo a parecchie migliaia. Oggi è un po' più complicato avere un tasso di guadagno così alto ma c’è chi ancora lucra con tale metodo (attualmente il Bitcoin vale circa 8200 euro).
Ma la cosa più importante: dove creiamo un portafoglio e come facciamo a convertirli in euro e viceversa?
Per poter usare questa valuta sarà necessario aprire un portafoglio virtuale in uno dei tanti siti di scambio. Una volta fatto ciò si potranno convertire in euro (o dollari, yen, sterline ecc..): è importante però specificare che ci sarà sempre una commissione da pagare (che può aggirarsi tra lo 0,25 e il 2 % ) sia per la conversione, sia per il versamento su un conto bancario. Fossimo nei panni dei nostri “spacciatori virtuali” i rischi sorgerebbero in questo frangente: se non si vuole incorrere in controlli da parte di banche (e successivamente finanza) non conviene convertire tanti bitcoin in un'unica transazione (come nel loro caso 141 bicoin = 1.158.287,19 euro) bensì, come giustamente hanno fatto, in piccole parti da pochi euro, camuffandoli per semplici versamenti da terzi.
Nel mondo ci sono più di 14.000 attività che accettano pagamenti con Bitcoin e 700 persino in Italia.
Insomma, possiamo dire che il bitcoin è una valida alternativa al denaro "reale e controllato" e in oltre è molto sicuro (per chi fosse interessato a saperne di più consiglio bitcoin.org).
Piccola curiosità: l’inventore dei bitcoin è Satoshi Nakamoto…ma è solo uno pseudonimo: nessuno sa chi ci sia dietro tale identità.
Autore: Pixterix









