Password: quando i videogiochi possono insegnare qualcosa...
Niente di che, solo un cellulare in mano con cui hackerare altri cellulari (per rubare soldi dai conti correnti e accedere a chat private), ponti levatoi (per bloccare le navi), semafori (per farli diventare rossi o verdi a tua discrezione) e causare un black-out in tutta la città. Va bhe non esageriamo, forse tutte queste cose sono possibili solo su "Watch Dog" (il gioco dove impersoni un hacker compiendo azioni criminose, simile al più noto GTA per intenderci).
Immagine del gioco della ubisoft, sopra citato. Fonte: Flickr, autore: TNS Sofres.
Cosa centra con la protezione dei dati voi direte: semplice. Siete sicuri che sia solo fantascienza? Capiamoci, forse con un cellulare sarebbe al quanto difficile provocare un black-out all’intera città. Cosa più semplice, o per meglio dire, “possibile”, è che qualcuno possa passarci vicino e “hackerare” il nostro dispositivo mentre siamo connessi, ancor più semplice se connessi alla stessa rete privata (quella del bar ad esempio). Parliamo sempre di professionisti molto esperti di informatica che difficilmente potremmo trovare nel bar sotto casa, ma la precauzione non è mai troppa.
Come prevenire queste frodi: innanzi tutto è importante non usare la stessa password più volte in app/siti differenti, ma cambiarla tutte le volte, anche solo qualche lettera (sito 1. “Trilly Amo”, sito 2. “Trilli @mo). In questo modo i malintenzionati faticheranno a trovarne una, ma fossimo cosi sfortunati da far trovare a un programma quella password, per il sito dopo sarebbero al punto di partenza. Molto importante secondo me è anche segnare le password su un post-it e tenerlo a casa: la vedo dura per l’hacker “crackare” un foglio di carta, non trovi? (per saperne di più: “CRACKERS: OLTRE LA PRIVACY” di Luca Nepote)
Se proprio sei uno smemorato allora il mio consiglio è di segnartele sugli appunti del cellulare, ma con una tua criptazione personale (tipo aggiungere lettere, parole o numeri che non fanno parte della password) (es. TrillyAmo - fataTrillyAmore). Io ritengo, anche se è una pratica molto usata, che non sia buona cosa segnarle nella rubrica come fosse un finto contatto telefonico “per confondere i mal intenzionati”. Questo perché alcune applicazioni chiedono il consenso per “accedere alla rubrica”: è sempre consigliabile non acconsentire (anche perché cosa se ne fa un’app, ad esempio la torcia, della nostra rubrica??? consiglio un post di Fastweb per chiarimenti) ma se per sbaglio diamo il consenso, stiamo dando nelle mani di qualcuno i nostri account con le password. Non dimentichiamo i servizi che numerosi siti ci possono fornire, come il “salva password” (che ci permette di immettere la password al primo accesso e di non doverla riinserire una volta rientrati sullo stesso dispositivo) e la “sicurezza a due fattori” (per saperne di più vi consiglio di leggere il mio precedente post).
Sono procedure molto semplici che la maggior parte di noi conosce e già usa, ma parlando di dati personali non potevo non accennarlo: e se te che leggi non hai ancora messo al sicuro le tue password, non aspettare il prossimo Black-Out… potrebbe essere troppo tardi.
Autore: Pixterix
















