Terzo giorno di quarantena e già il mio ragazzo non sta tollerando questa nostra lontananza forzata e obbligatoria e sta dando i primi segni di cedimento. Penso che la cosa che lo faccia stare più male di tutti sia il fatto che abitiamo a pochi passi l’uno dall’altro, ma al tempo stesso essere così lontani. Non riesce a sopportare il fatto di stare fino al 3 aprile senza poterci stringere tra le braccia e darci un bacio.
Purtroppo lui è un ragazzo fragile. È un ragazzo che ha vissuto momenti duri e io sono il suo punto di forza, l’ancora a cui aggrapparsi quando tutto sta andando uno schifo. E detesta il fatto che lo Stato lo costringano ad andare al lavoro, al fatto di uscire per cose importanti come fare la spesa e andare in farmacia e stare a contatto con gente estranea, ma che lo Stato ci impedisca di vederci.
Mi fa male leggere dei suoi crolli emotivi e non poter far nulla, se non scrivergli di portare pazienza e che io ci sono lo stesso per lui anche se non fisicamente. Se fosse per lui infrangerebbe queste maledette restrinzioni, mentre io continuo a dirgli di portare pazienza e di stare a casa.
Mi fa male saperlo così. Mi fa male sapere che ci sta male. Questa lontananza forzata e obbligatoria fa male anche a me. Preferirei vivere questa quarantena con lui anziché qui a casa mia. Dove mi sembra di vivere in un incubo con i miei che si urlano addosso dalla mattina alla sera tutti i giorni. Quando invece preferirei viverla in una casa nostra, vivendo la giornata fino a quando lui non ritorna a casa dal lavoro e passare il resto della serata insieme a parlare, facendo puzzle, giochi di società o guardando un film per poi addormentarci insieme nello stesso letto, abbracciati stretti tra le braccia l’uno dell’altro.
Non so come saranno i prossimi giorni, ma spero solo che capisca e che non crolli emotivamente e che resista per me, per lui e soprattutto per noi. Perché alla fine della quarantena correrò da lui e lo stringerò forte in un abbraccio lungo ed interminabile.
-dreamednottodrown-













