Erano notti
che, a dormirci dentro,
ci suonava di sprecarle.
Ci navigavamo, invece,
in quelle notti,
come fossero mari,
e rotte tropicali le strade,
e noi pirati:
la brioche comprata dal forno
operoso, era il bottino,
la mia Opel rossa, il veliero,
ed il parcheggio del vecchio stadio,
fermi lì a stordirci di chiacchiere,
era l’approdo, la Tortuga.
Erano i vent’anni,
che avevamo,
ed i mille,
che certi eravamo avremmo vissuto.
Era un altro mondo,
il nostro,
ed altri, a questo mondo,
adesso siamo noi.


















