Scrivevamo per essere letti da sconosciuti e ci capivamo più che con chi avevamo accanto.
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Scrivevamo per essere letti da sconosciuti e ci capivamo più che con chi avevamo accanto.
...e poi, come due sconosciuti, abbiamo iniziato ad ignorarci...
Insegnami.
Insegnami a essere fredda,
Insegnami a essere come te, disinteressata
Insegnami che quel tipo di rapporto deve rimanere tale.
Insegnami ad essere indifferente per non amarti.
Insegnami a non darti il valore che meriti.
Insegnami a vivere senza te per quel giorno che diventeremo due perfetti sconosciuti.
- Insegnami, MonicaB.
Almeno abbiamo creato dei bei ricordi.. Prima di tornare ad essere estranei.
monomanìa – Termine psichiatrico, ormai desueto, che indicava anomalie percettive o rappresentative riscontrabili in affezioni di origine e di natura molto varie. In senso fig. e per lo più scherz., si adopera talvolta, nel linguaggio com., come sinon. generico di fissazione, idea fissa.
• Treccani
♠️_La femminilità è un carattere sconosciuto che l’anatomia non potrà mai cogliere.🖤🌹
(Fabrizio Caramagna)
✍️📝❤️🔥
Sotto pelle:
Era una sera qualsiasi.
Pioggia leggera, luce calda nei locali, odore di vino e legno bagnato.
C’era fame nei tuoi occhi,
ma non era solo carne:
Era il bisogno primordiale
di conoscermi fino all’ultima paura.
Le tue dita sfiorarono il mio polso,
appena.
Ma mi attraversarono tutta.
Sapevo solo che quando mi spogliasti lentamente,
senza dire nulla,
mentre la città dormiva sotto la pioggia,
il mio corpo non si era mai sentito così ascoltato.
Le tue mani non stringevano,
sapevano accarezzare anche i miei spigoli.
E nei tuoi occhi trovavo il coraggio
di mostrarti ogni mio disordine.
Scivolavi nei miei pensieri
come dita lente sulla schiena nuda,
non chiedevi permesso,
entravi dove il mio respiro si faceva debole.
Non sapevo più se ti desideravo con il corpo,
o con qualcosa che sta ancora più sotto la pelle.
Quando le tue mani hanno iniziato a salire sotto la mia maglia,
ho sentito il cuore rallentare e impazzire allo stesso tempo.
Ogni tocco era preciso,
come se stessi leggendo una mappa segreta del mio desiderio.
Mi hai spinta contro il muro, ma con dolcezza.
Hai poggiato la fronte sulla mia,
e hai sussurrato:
“Hai idea di quanto ti ho pensata oggi?”
E poi,
la tua bocca sulla mia.
Calda, affamata, piena.
Il bacio non era un invito,
era una presa. Una promessa.
E io ho smesso di resistere a tutto. Anche a me stessa.
Le mani sono scese sui miei fianchi,
mi hai sollevata come se fossi leggera,
mi hai portata a letto senza smettere di baciarmi,
di esplorarmi come se ogni centimetro di me fosse sacro.
Quando sei entrato in me, non è stato solo fisico.
È stato come se finalmente qualcosa si fosse allineato:
il respiro, il ritmo, la fame.
Faceva caldo, eppure avevo i brividi.
Non volevo solo sentirti dentro,
volevo perdermici.
Volevo che mi restassi addosso anche dopo.
Sulla pelle, tra le gambe, nei pensieri.
I nostri corpi si muovevano in un ritmo che non avevamo mai provato,
ma che ci era inspiegabilmente naturale.
Dopo, non ci fu bisogno di parole.
Solo corpi intrecciati nel sudore e nel silenzio.
Sconosciuti.
Ma mai così familiari.
Una mia fantasia è che una donna conosciuta on-line dopo averci parlato e aver un rapporto un po' più (personale) ma non troppo mi permettere di essere l'oggetto delle sue fantasie reali mettendomi al corrente delle sue avventure sessuali, la preparazione il vestiario il luogo il modo di incontrare e poi l'atto in sé si eccita nel sapere che io un quasi completo estraneo sono a conoscenza di ogni sua voglia e ogni sua fantasia il tutto con foto magari non spinte ma chiare del momento che sta vivendo o che si accinge a vivere
Il gioco può assumere aspetti eccitanti, confesso di averlo fatto in contesti particolari ma non con sconosciuti.
Mi sto preparando per uscire, i pensieri corrono veloci, al momento in cui sentirai i miei sospiri. Immagino la tua eccitazione, i movimenti delle tue mani, il desiderio che ti annebbia i riflessi.... Sento le sue vibrazioni sulla mia pelle