Io ti facevo paura, ecco perché mi hai lasciata.
Ti facevo paura perché ero stata l'unica in grado di farti innamorare, di farti provare qualcosa che andava ben oltre la semplice attrazione fisica.
Tu mi amavi, non l'hai mai ammesso, perché a te quel sentimento faceva paura.
Me ne sono resa conto perché le altre di cui dicevi di esserti “innamorato”, non le avevi mai guardate come guardavi me.
Quando uscivamo con i tuoi amici, loro non mancavano mai con i loro commenti del tipo “Ma guardali, che piccioncini”, “Chissà che è successo al nostro vecchio amico donnaiolo”, “L'amore l'ha cambiato”.
Già… L'amore ti aveva cambiato.
Quando ti conobbi, eri uno di quei ragazzi da evitare, che passava da una ragazza all'altra.
Quando mi baciasti la prima volta, quella sera, sapevo che probabilmente non sarebbe più successo, perché io ero solo la ragazza di quella sera.
E invece, il giorno dopo, mi chiamasti per invitarmi ad uscire di nuovo. Non potevo crederci. Ero al settimo cielo. Ma ero anche tanto spaventata, perché ormai io mi stavo innamorando… E tu? Non avrei voluto soffrire.
Quella sera mi sorprendesti. Mi regalasti un mazzo di rose, mi resi felice. Ma sapevo di non dovermi illudere.
Solo che poi mi presentasti ai tuoi amici, iniziasti a guardarmi come non avevi mai guardato nessun'altra, iniziasti a chiamarmi sempre, a fidarti di me, a raccontarmi i tuoi segreti più intimi. E pensai che ti fosti innamorato di me. Probabilmente per te era la prima volta. E lo era anche per me.
Poi, però, iniziasti ad evitarmi ed io non capivo.
Mi scrivevi che eri impegnato, che eri stanco per vedermi, che i tuoi genitori non ti facevano più uscire. Ne stavo uscendo pazza. Cosa avevo mai potuto fare per farti allontanare da me? Io ti avevo semplicemente aperto il cuore.
E, dopo un po’, capii. Volevi ritornare quello di prima, quello che si divertiva senza sentimenti, quel ragazzo che non aveva limiti. Stare con me ti faceva sentire troppo vulnerabile. L'amore, ti faceva sentire troppo vulnerabile.
E allora mi lasciasti.
Adesso, a distanza di più di un anno, mi chiedo ancora come sarebbe stato. Come sarebbe stato se avessi voluto lottare, insieme a me. Se avessi avuto un po’ di coraggio.
Quando incrocio il tuo sguardo per strada, non so tu, ma io non ce la faccio. Abbasso lo sguardo e una fitta di dolore mi travolge dentro. Non so cosa pensi quando mi vedi, se ogni tanto mi pensi ancora, se ti scateno dentro le stesse emozioni che tu scateni dentro di me.
Vorrei tanto saperlo. Un giorno, magari, avrai il coraggio di amarmi, ma ormai io ho imparato ad amare prima di tutti me stessa.