«In Europa non ci saranno più dittatori né guerre.»
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«In Europa non ci saranno più dittatori né guerre.»
Putin spiega i suoi piani per l’Ucraina. E per il mondo intero.
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🎶 VERA LYNN - We’ll meet again © Sony/ATV Music Publishing LLC
(«Does anybody here remember Vera Lynn?…»)
The 17th Annual Meeting of Yalta European Strategy (YES) – “Ukraine: Defending all Our Freedom” – was held from September 9-10, 2022 in Kyiv. Over 400 leadin...
Timothy Snyder: “Ciò che definisco nichilismo è la visione della realpolitik per cui non abbiamo alcun modo per opporci alla forza delle grandi strutture che fanno la storia. La storia invece è anche azione, non solo adattamento. L’etica della democrazia include l’assunzione dei rischi di chi combatte a favore di essa. L’Europa è l’esito del fallimento delle politiche imperiali dei suoi componenti. La guerra in Ucraina è una guerra per l’Europa e contro l’imperialismo russo.”
Sono nata in una famiglia speciale, nella quale due culture completamente opposte, si sono unite. Ho poche cose di cui mi pento nella mia vita, anche perché ho solo 18 anni, ma una tra queste è non aver mai imparato la lingua di mia madre.
Mia madre, per vari motivi, parlava poco la sua lingua e non mi descrisse fin da subito le mie radici. Non ne ho mai sentito il peso: parlavo con i miei nonni tramite lei e pian piano imparai alcuni lessemi. Col tempo, ho appreso che il paese da cui proveniva anni prima si trovava in un regime definito "comunista", ma oltre a questo non mi informai più di tanto. Compresi anche che nel paese limitrofo vi era un presidente molto ostile e minaccioso. Non ne sapevo molto, ma non mi interessava: ero una straniera nella mia stessa cultura.
All'improvviso, però, la situazione cambiò. Il presidente di quella famosa federazione si inasprì più del solito.
Decise di invaderli. Sì, invaderli.
Un termine che non avrei mai pensato di sentire in un'attualità così vicina alla mia. Un termine che ha causato in me un forte senso di terrore.
Iniziai nevroticamente a leggere articoli di giornali su cosa stesse succedendo. Qualsiasi informazione che riuscissi a trovare mi era di vitale importanza e solo una cosa continuava a essere ripetuta dalla mia mente: "Devo aspettare che mamma torni per poter chiamare i nonni."
Perché non avevo imparato la loro lingua? Perché ero stata così ignorante nei confronti della loro cultura, così arrogante da pensare che la loro lingua non fosse importante? Mi sentivo come un granello di sabbia in una vasta spiaggia. Consapevole di una situazione che, se non mi avesse coinvolto personalmente, non mi avrebbe mai interessato così tanto.
Ho capito quanto sia sbagliato non informarsi e quanto sia brutto pensare di avere una voce bassa con la quale non puoi comunicare ciò che si prova.
La mia voce però è forte e grida aiuto, in una situazione in cui il dà farsi è ancora una incognita. Abbiamo un grande potere tra le mani, che abbiamo dimenticato di possedere: la nostra voce.
Mi chiamo Ida Orefice e sono la figlia di due culture: quella italiana e quella ucraina.
Абсурдно те, що відбувається.
УКРАЇНСЬКІ СИЛИ!
Обійми з Італії 🇮🇹❤️🇺🇦
DISTANZE VARIABILI
Insegno all’Istituto internazionale di psicoanalisi di Kiev, e seguo pazienti sia russi che ucraini (esercito come psicoanalista), faccio seminari, ecc. Sia in presenza che on line. Quando cominciai ad andare regolarmente nei due paesi, verso il 2000, la differenza tra Ucraina e Russia sembrava irrilevante. (...) Il vero conflitto tra i due paesi cominciò nel 2014, quando Putin decise di annettere la Crimea alla Russia. Prima a Kiev si alternavano partiti e leader pro-europei (quando un ucraino dice “Europa” intende Europa occidentale, escludendo quindi ipso facto l’Ucraina dall’“Europa”) e pro-russi, ma con la vittoria del filo-europeo Petro Poroshenko, Putin pensò che l’Ucraina fosse ormai “perduta”, e che quindi la cosa migliore fosse annettersi le zone francamente filo-russe del paese – oltre alla Crimea, il Donbass. In realtà, separare la popolazione russa da quella ucraina è come voler separare il latte e il caffè da un cappuccino.
Sergio Benvenuto