Potrebbe essere un sabato sera qualunque,ma sono andata dietro il Circo Massimo a sentire Roger Waters, ho bevuto un mojito in compagnia di gente bellina e il sorriso di mia cugina sedicenne che vede il mondo per la prima volta è impagabile.
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Potrebbe essere un sabato sera qualunque,ma sono andata dietro il Circo Massimo a sentire Roger Waters, ho bevuto un mojito in compagnia di gente bellina e il sorriso di mia cugina sedicenne che vede il mondo per la prima volta è impagabile.
Immagina. 'Un sabato sera piove, e non possiamo uscire. Rimaniamo a casa di una nostra amica. Mangiamo la pizza. Beciamo birra e cocacola. Come d'abitudine decidiamo di giocare al "gioco della bottiglia". La bottiglia mira ad un/a nostro/a amico/a un po "infame" e decide che per me e te il pegno è un bacio'. Cosa succederá? Non ci siamo mai baciati, ma con quegli occhi che tempo fa mi guardavano, credo di averci fatto addirittura l'amore. Quelle mani, che con timore mi sfioravano mi sono rimasse impresse nella mente. Quel tatto. E quelle braccia.. che quando ero ubriaca mi stringevano forte.. Ora è finito tutto e ci siam ridotti ad un insulso saluto. Che poi a me sembra così lontano e sconosciuto quel "ciao." Come possono essere dimenticate tutte queste cose..come puoi averle dimenticate? A me hanno segnato, e credo che mi segneranno per sempre.
Mi piacerebbe avere il coraggio di uscire dal guscio. Ho sempre pensato che mi stesse stretto, scomodo; ogni tanto l'ho definito soffocante. Quando ero piccola non vedevo l'ora di crescere per uscire da quel posto sicuro: volevo le avventure, la vita spericolata, fare e disfare senza pensare alle conseguenze. E l'ho avuta, quella vita, fino a quando non mi sono resa conto che no, quello non era uscire dal guscio. Quello era sotterarcisi dentro. Nascondersi sotto le coperte e giocare ad essere alternativa. Beh, non era male come illusione. Era comoda, facile, ma pur sempre una bugia. Dal guscio, ora posso uscirci quando voglio, ma non è più quel posto stretto e con poca aria. Ora è il mio porto sicuro, il mio angolo protetto dal mondo dove anche una bugia può fingere di essere realtà. Sono consapevole di non poterci rimanere, però so che non mi posso buttare fuori come se nulla fosse. A pochi, piccoli passi devo costruire un nuovo angolo, ma stavolta che non sia soffocante o comodo. Deve essere enorme e difficile. Scomodo e con troppa aria. Deve sapere di libertà e paura. Deve sapere di vita. Una vita scritta da me, quella vera.