E' indubbio che le tradizioni antiche e i testi cosi detti "sacri", siano importanti per la comprensione della verità e per la stessa tradizione che deve essere conservata, ma se devono insegnarci qualcosa, questo deve essere compreso e superato da un ulteriore ampliamento della conoscenza.
Gli antichi scritti non sono la verità, ma un supporto per la comprensione della stessa.
La Bibbia, i Vangeli, il Bhagavad gita o il Corano, per esempio, sono letture preziose e direi anche fondamentali per conoscere la storia religiosa dei popoli e affrontare un proprio percorso di conoscenza.
Essi sono come la proiezione della luce, non sono la luce.
Quindi, sono interpretabili, adattabili alla maturazione individuale e alla propria sensibilità.
La loro sacralità è un attributo che non appartiene al libro né a ciò che vi è scritto; piuttosto emerge nel valore che gli si è dato, tanto da aver avuto il potere di scuotere la nostra coscienza, anche con un caos su cui dovremo fare ordine e che sarà solo il nostro ordine.