♠️_Un libro al giorno leva l’ignoranza di torno.🖤🌹
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♠️_Un libro al giorno leva l’ignoranza di torno.🖤🌹
©️Licaonia Lupe
“Una volta credevo che avere buona memoria fosse una dote, ma non ne sono più tanto sicura. Forse la vera benedizione è dimenticare.”
— Margaret Atwood
L'unica cosa che un essere umano dovrebbe fare in questa vita è ascoltare il suo più profondo desiderio (che di solito corrisponde all'impulso di volere creare qualcosa in relazione al Sé), e zittire tutte le forme di autosabotaggio che gli rimbombano nella testa.
(indottrinamenti, educazione falsata, addestramento sistemico, cultura di base, ecc).
Il percorso di crescita comporterebbe l'auto osservazione, per conoscere e fare leva sulle virtù personali, eliminando i propri vizi.
Ma ciò che accade l'80% delle volte è che la gente fa leva sui propri vizi, annientando le sue virtù.
Questo crea persone senza obiettivi e obiettivi senza volontà. I desideri diventano bisogni. Dai bisogni nascono le paure. E dalle paure nascono scelte allineate al Sistema e disallineate dal vero IO.
Il branco di frustrati in giro non dipende dalle bollette alte, ma dal fatto che non sanno cosa fare della propria vita.
“È l’ora di ubriacarsi!
Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;
Ubriacatevi senza tregua!
Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro.”
Charles Baudelaire
" Nella teoria classica delle forme di governo, l’oligarchia, come governo dei molti impotenti da parte di pochi potenti, sta, per così dire, in mezzo, tra la monarchia, il governo di uno, e la democrazia, il governo dei molti o di tutti*. Questo, in teoria. In pratica, si conoscono solo oligarchie, del più vario tipo, più o meno ampie, più o meno strutturate, più o meno gerarchizzate e centralizzate: ma sempre e solo oligarchie. Questo è vero con riguardo alla monarchia, non essendo nemmeno immaginabile, soprattutto negli odierni regimi politici altamente ramificati, un sistema di potere che si regga sulla concentrazione in uno solo. Quello che appare come il monarca o il despota, in realtà è sempre l’espressione di un gruppo organizzato che, in vario modo, lo sostiene e, contemporaneamente, lo tiene imbrigliato. Ma è vero anche, per il verso opposto, con riguardo alla democrazia. "
*Nella concezione moderna, la democrazia è il governo ‘di tutti’, cioè del popolo tutto intero. Nella concezione antica, la democrazia era il governo del démos, da intendersi il ‘popolo minuto’ o, anche, dei poveri, contrapposto all’oligarchia (o aristocrazia) come governo dei ricchi. Era cioè il governo dei molti, o dei più, in quanto, di fatto e per lo più, i poveri sono più numerosi dei ricchi. Ma la democrazia non si sarebbe trasformata in oligarchia se, per ipotesi, vi fossero stati più ricchi che poveri. Aristotele, Politica, 1279b, dice così: «La ragione sembra dimostrare che l’essere pochi o molti sovrani nella polis è un elemento accidentale, l’uno delle oligarchie, l’altro delle democrazie, dovuto al fatto che i ricchi sono pochi e i poveri sono molti dovunque […] mentre ciò per cui realmente differiscono tra loro la democrazia e l’oligarchia sono la povertà e la ricchezza: di necessità, quindi, dove i capi hanno il potere in forza della ricchezza, siano essi pochi o molti, ivi si ha oligarchia; dove invece lo hanno i poveri, la democrazia: e tuttavia capita, come abbiamo detto, che quelli siano pochi, e questi molti».
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Gustavo Zagrebelsky, La difficile democrazia, (Collana Lezioni e Letture della Facoltà di Scienze politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze), Firenze University Press, 2010. [Corsivi dell’autore]
NOTA: Lectio Magistralis inaugurale dell’anno accademico 2009-2010 dell'Università degli Studi di Firenze.
Il più delle volte, le nostre virtù sono soltanto vizi camuffati.
François de La Rochefoucauld
L’aristocrazia dei poveri non si misura in oro, ma in dignità.
Non ha palazzi, ma porta in sé il regno dell’anima.
Cammina scalza, ma a testa alta.
Non possiede ricchezze, ma dona amore e saggezza.
La sua nobiltà è invisibile agli occhi di chi guarda solo la materia.
Non so odiare.
Io non so odiare. Io so solamente amare e anche chi mi fa soffrire resta comunque nel ❤, anzi, di solito ha un posto speciale. Sì certo mi arrabbio, a volte maledico, ma poi, in fondo dopo un po', passato il dolore, loro sono ancora lì, in quell'angolo di cuore che seleziona i ricordi: cancella i brutti e rinforza quelli belli.
E ringrazio sempre, io, anche quando a ringraziarmi dovrebbero essere gli altri. Non so portar rancore, perché conosco il perdono e chiedo scusa se riconosco il mio sbaglio.
Sembrerebbero virtù, ma non lo sono. Sono pesi da portare, sulle spalle e sul cuore, sono macigni che mi schiacciano. Vorrei essere più leggera, vorrei viaggiare a mezz'aria, invece resto mongolfiera che, ancorata a terra, non sa tagliare la zavorra ma coltiva il sogno di volare.