il castello lo sa! (Sala Comune, 25 ottobre, III anno)
K | Una domenica piena di avvenimenti, dal momento in cui s’è svegliato, alla chiacchierata con il fratello, al tè con Zevran, all’allenamento e alla chiacchierata prima di cena ed ora, finita la cena, si torna in Sala Comune. Ci sono state tante, troppe cose da dire, da capire, da fare. Di certo è che l’esperienza della giana ha dato anche un paio di cose buone, come il nome che ora sembra preferire e come seconda cosa, beh, quello che prima era ancora un po’ fonte di dubbi ora è certezza. Questo corpo gli sta proprio stretto e quello che aveva fino a ieri gli manca. ... Assieme ad Angus raggiunge la Sala Comune «Vado a prendere una cosa e poi ci vediamo qui? Che magari mi puoi aiutare con una cosa. -Torno subito, toh là ci sono due poltrone vuote!» indica due poltroncine gialle vicine prima di allontanarsi quasi correndo, l’intento sarebbe avviarsi verso il dormitorio dove ha le sue cose, quello femminile del terzo anno. La strada la sa. Anche se… si stava bene nell’altro dormitorio…
Chissà quale strana motivazione c’è dietro al fatto che solo nel dormitorio femminile sono state messe delle protezioni per evitare infiltrazioni dai maschietti della stessa casata, come se le donzelle non fossero altrettanto intraprendenti. Fatto sta che la situazione è questa e che quello che prima era solo un tarlo nella testa di Kael ora sta maturando e diventando certezza. La consapevolezza è piena, probabilmente anche grazie alle ultime esperienze che ha vissuto. E quando il tassorosso si fionda su per quel cunicolo di tunnel che l’ha sempre accolto e condotto al suo baldacchino e alle sue proprietà, un qualcosa succede. Non subito, Kael impiegherà qualche istante a rendersene conto data la foga con cui si è precipitato.
I piedi toccano appena il pavimento grazie alla corsa, ma a metà del corridoio iniziano a scivolare e ad avere sempre meno presa sul pavimento di legno. Scivola, l’equilibrio diventa instabile, fa fatica a reggersi in piedi e poi... il tunnel lo risputa fuori. Il tassorosso ruzzola, capitombola, come una pallina in un flipper, fino a ritrovarsi col sedere a terra di nuovo nella sala comune che ha lasciato un paio di secondi prima.
A | Tutto normale da questa parte, una giornata passata praticamente tutta tra il Campo di Quidditch e la sala comune circondato da libri, lì dove si sta dirigendo anche ora. [...] «certo!» che lo aiuta, di qualsiasi cosa si tratti «ti aspetto!» che lui ha studiato tutto il giorno, figurati se fa altro oltre ad avviarsi verso le poltroncine gialle indicate da MacNamara. Peccato che il rumore della caduta non passi inosservato nemmeno a lui che torna che ora sta dando le spalle al tunnel ma che si gira veloce, per accertarsi che tutti stiano bene ma...eccolo lì, Kael a terra. «OH!» non sta nemmeno troppo distante quindi bastano pochi passi per tornare vicino al tassorosso, allungandogli la mano e in caso abbassandosi a sollevarlo «tutto bene?» ma si è perso la scena, ed infatti quella che è preoccupazione si trasforma in confusione, le sopracciglia aggrottate e lo sguardo che vaga prima sul tunnel e poi sul compagno «come sei caduto?»
K | A metà del tragitto succede qualcosa di strano… «Ma che…» gli occhi scattano verso il basso, ad osservare il pavimento, i piedi si muovono ma non sembra riuscire ad andare avanti e pochi attimi dopo inizia a scivolare «Ooooooo» le braccia che si agitano tentando di mantenere l’equilibrio. Fallisce e cade su quel pavimento super scivoloso che non solo lo butta a terra ma lo sputa pure indietro, facendolo tornare in Sala Comune rotolando, con un tonfo e sbattendo il sedere a terra «Ahia…» borbotta istintivamente, fa malino l’esperienza. Non si rende conto di aver attirato l’attenzione di qualcuno ma ovviamente riconosce la voce di Gus. «Mh… credo di sì?» stringe la mano dell’altro e si solleva grazie al suo aiuto, tornando in piedi e voltandosi verso quel corridoio, assottigliando appena lo sguardo «Il pavimento…» risponde indicando il corridoio «ero a metà strada ed è diventato tutto tipo scivoloso, mi ha fatto cadere e poi mi ha spinto indietro, mi ha fatto rotolare fino a qui.»
«non sono caduto da solo – è successo qualcosa al pavimento, sembrava una magia.»
A | Vabbè, pure dai Tassorosso ce ne sarà qualcuno coraggioso e intraprendente a voler andare a far visita ai dormitori femminili, no? Ed è così che Gus pare capire, man mano che l'altro parla andando anche lui a guardare il pavimento «mh» accenna con la testolina, facendo capire all’altro che sì, sta ascoltando e pare pure capire un po` di più di lui. Ma come dirglielo? «Mac...» - «credo sia tipo» respira lentamente, cerca di dare queste grandi notizione con un po` di delicatezza «l`incantesimo che butta fuori i ragazzi. Sai, i maschi non possono andare nei dormitori femminili...» alza entrambe le sopracciglia con gli occhietti che vanno ancora a guardare la strada che porta ai dormitori femminili «possiamo...provare a dirlo a qualcuno?» le labbra si arricciano in quell’indecisione sull’essere o meno dispiaciuto, cercando di osservare le reazioni altrui. Ovviamente l’uso del plurale è scontato.
K | [...] nella sua testolina sembrano avvenire rapidi pensieri, un susseguirsi di cose che portano infine ad un piccolo sorriso nascere gradualmente sulle labbra del terzino.
«Il… il castello» inizia, la voce tremolante ma per l’emozione «lo sa…» gli occhi sono grandi, emozionati. «Angus! Il castello lo sa!»
[...] «Probabilmente la professoressa Lewis.» suggerisce Kael «Ah, e comunque.» con un sorrisone
«mi puoi chiamare Kael!»
















