Che dica di sì chi vuole
Poiché questo è nato come un blog matrimoniale, non posso tacere sui recenti sviluppi in tema di concessione del diritto al sì anche tra sposi dello stesso sesso.
Massì, ma certo che sì, mavivaddio, ma ci mancherebbe. Che si sposino Gioia e Lina, che si sposino Donato e Carmine. Non vedo l'ora che sia possibile, e spero che quando capiterà, saranno in molti a farlo. Così mi disse un amico gay tempo fa, infatti: "Se mai un giorno ci sarà data la possibilità, dovremo farlo in massa, anche chi in tempi normali ne avrebbe fatto a meno perché magari non ne sente la necessità; ma bisogna farlo, altrimenti ci potrebbero contestare a posteriori la leggittimità della richiesta". Che è un punto interessante, no? Quando combatti una battaglia, dopo ti tocca esultare se vinci. Se no magari ti accusano che non eri poi così convinto delle tue ragioni.
A me è capitato con la conquista della cittadinanza. Dopo anni di esclusione dalla vita civile del paese in cui ho vissuto il 90% dei miei anni (questo paese, ovviamente), adesso voto a qualsiasi elezione politica, amministrativa, referendaria, consultiva, europea, vattelapesca. Mi sembra inevitabile. Anche se del mio voto non si accorge nessuno, voglio il mio timbro sulla scheda elettorale, perché averla mi è costato un percorso lungo e faticoso, in cui ho messo in gioco identità, appartenenza, senso della giustizia, nervi.
Quindi spero che ci saranno presto tanti matrimoni tra due uomini e due donne nella Sala Viola dove anche io ho detto sì, o nel municipio dell'oltrepò pavese dove ho officiato emozionatissima, sudata e balbettante il matrimonio dei miei migliori amici (ancora non sapete che in Italia ti può sposare chiunque? l'ho spiegato qui).
Sono favorevole ai matrimoni tra omosessuali. Sarei favorevole anche se io fossi contraria al matrimonio, per dire. Se anche io fossi tra coloro che sostengono la necessità di demolire una istituzione arcaica e anacronistica, sarei favorevole al matrimonio di chiunque lo voglia sperimentare. L'allargamento di un diritto non lede il mio diritto a fare o non fare quella scelta.
A me sembrano ragionamenti così ovvi e sereni che mi stupisco sempre quando constato che ancora in molti sono contrari o hanno perplessità sui matrimoni gay e temi annessi. Per questo non posso limitarmi a essere favorevole. Quando quel che per te è un'ovvietà della convivenza civile non lo è per la maggioranza, è giusto passare dalla condivisione silenziosa alla militanza. Diciamo di sì, e diciamolo forte: diritto al sì per tutt*.














