Quando voglio farmi del male, il culo, del bene...
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Quando voglio farmi del male, il culo, del bene...
E dopo 3 lunghi anni, è arrivato proprio quel giorno lì...
Brindo ai sacrifici, alle notti in bianco a studiare, ai "no" agli amici perché ero stanca, ai momenti che ho perso per seguire il mio sogno, ai tramonti della vita, alle salite ed alle fatiche.
Brindo alle risate, agli abbracci dei pazienti, ai sorrisi di chi veniva sotto casa pur di vedermi, alle soddisfazioni, alla mia famiglia, alle albe ed i successi.
14.11.2022.
I bar, le vinoteche, le discoteche per gli adultescenti; le salite e i gironi delle montagne, sono piene di ciclisti e motociclisti fai da te, in tutina tutta stretta, di una certa età, che si sono presi troppo sul serio, e non hanno capito i consigli di Enrico Brizzi.
ADULTESCENTE: adulto immaturo che mantiene indefinitamente gli atteggiamenti e le abitudini propri dell'adolescenza; gli adultescenti sono i destinatari privilegiati del mercato dell'intrattenimento, che si fonda sull'idea dell'eterna giovinezza, intesa come lunga incoscienza.
Trovare la giornata perfetta.
2 mesi dopo
Sono passati esattamente due mesi dall’ultima corsa che avevo fatto in montagna. Un tempo che mi sembra contemporaneamente lunghissimo e brevissimo.
Lunghissimo perché stare lontani dalle cose che si amano è una delle esperienza più dolorose che si possano vivere.
Brevissimo perché mi ricordo di essere fortunato a poter fare tutto ciò, durante una pandemia che, dopo due mesi, avrebbe potuto tranquillamente lasciarci in una situazione ancora peggiore.
La soddisfazione d’aver raggiunto la cima di una salita vale ancor più la pena viverla se la fatica è stata grande. Sperando che le prossime salite siano solo quelle di montagna.
Riflessioni...
Quando la guerra per la facoltà "migliore" sembra già abbastanza ridicola,eccoli gli universitari per eccellenza che migliorano la splendida idea che avevo di loro e della loro imbarazzante (e apparente) intelligenza. In un momento così delicato essere del parere che una professione sia migliore dell'altra è più ridicolo della vostra stessa convinzione. I ringraziamenti sono doverosi non solo a medici ed infermieri, ma anche a tutte le "ombre" (di certo non meno importanti) che ci sono dietro queste due figure. Ombre che forniscono misure essenziali affinché medici ed infermieri adoperino nel miglior modo possibile,che sono ingranaggio e macchinario di una giostra composta da tanti pezzi. Perché si,la giostra non è formata solo da medici ed infermieri, ma anche da quelle "ombre" che alla luce restano invisibili. I miei doverosi ringraziamenti vanno anche a tutti quei biologi,chimici farmaceutici,ricercatori di ogni ramo che passano inosservati per il loro inapparente aiuto. I miei doverosi ringraziamenti anche a tutte quelle persone che fanno si che tutte le misure precauzionali vengano prese e rispettate per limitare l'insorgenza di nuovi casi e di aggravare quella che ormai è, ohimè, una pandemia. Il Covid-19 non si sconfigge solo grazie a medici e infermieri,si sconfigge con tutta quella che è una società che interviene in maniera cooperativa al fine di garantire il benessere della popolazione. Società di cui facciamo parte anche noi individualmente e a cui possiamo contribuire con buon senso civico e con rispetto di tutte le regole che sono state emanate solo ed unicamente per proteggere noi stessi e gli altri. Quindi, grazie anche a tutti coloro che,nel loro piccolo, contribuiscono a far funzionare questa giostra (e che quindi non è costituita solo da medici ed infermieri) che sta cercando di far retrocedere un evento che ha scombussolato il Mondo intero. Un grazie a chiunque creda che il benessere umano venga prima di ogni cosa,e che in questa circostanza con piccole accortenze sta facendo di tutto per garantirlo. •Andrà tutto bene•🍀💫
Salite e riflessioni da bicicletta
La strada che si impenna, i pedali che da leggeri diventano pesanti, le curve che si susseguono una dopo l'altra mentre l'ascesa continua, lenta e inesorabile, dura da spezzare il fiato e stancare le gambe. I piedi diventano parte del telaio, facendo di te e della tua bicicletta una cosa sola. Il corpo reagisce a seconda dei giorni, a volte è una macchina perfetta e gli “avversari” sono birilli da saltare, altre invece diviene zavorra che si pone fra la realtà e la tua volontà, collocata lassù in cima a quella salita che somiglia tremendamente al vivere quotidiano. Pensi a quanto sia difficile arrivare in fondo, a quanta fatica ti stia costando e il paragone con gli affanni di tutti i giorni o quasi si fortifica. Continui allora a pedalare perché altro non puoi fare, pensando che tutto, ma proprio tutto, ha una fine. La più lunga delle discese come la più ripida delle salite. E sorridi, scollinando, rallenti e ti guardi attorno. Il peggio è passato, il cuore rallenta e tu, che pensavi di lasciarci le penne a metà strada, che temevi di doverti arrendere e lasciar perdere, sei ancora lì, con la faccia esausta ma soddisfatta di chi c'è riuscito.