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(Foto da sscnapoli.it)
La Mia Opinione di Napoli-Fiorentina. Siamo in semifinale di Coppa Italia. Una qualificazione ottenuta con ulteriori grandi passi in avanti.
Non avevamo mai vinto per 1-0, in stagione. Eppure di partite sofferte, portate a casa col minimo scarto, ne ricordiamo qualcuna.
Quella col Milan di sabato scorso, per esempio. Ecco, partiamo da lì.
Per la seconda volta in tre giorni, abbiamo potuto ascoltare quella parolina magica, che Sarri sembra avere finalmente trasmesso alla sua squadra: mentalità.
Ieri è stata la volta di Callejon, autore del gol partita. Sapete, però, qual è la novità? José non si limita a pronunciarla, quella parola, ma anzi la esegue, la mette in pratica, nella risposta immediatamente successiva.
‘Ora chi tra Juve e Milan?’, chiede il giornalista e lui risponde 'per noi è uguale, noi abbiamo vinto, adesso se la giocano loro’. E a chi potrebbe obiettare che siano frasi di circostanza, dico di andare a riguardare la sua espressione. Il passo in avanti, l'enorme passo in avanti del Napoli, è tutto lì. Nella determinazione di quella affermazione, che non è nient'altro che il riflesso di tutto ciò a cui stiamo assistendo in campo, ormai da qualche settimana. Un avversario vale l'altro, perché l'unico vero avversario del Napoli può essere sempre e solo il Napoli. E una volta capito questo, il salto di qualità sarà inevitabile.
Qualcuno sostiene che vincere aiuta a vincere. Per questa squadra, a quanto pare, non solo aiuta a vincere, ma aiuta a crescere. Nella testa, nella fiducia, più che nel talento. Quello c'è, e lo sappiamo. Ciò che era mancato, invece, soprattutto ad inizio stagione, complici episodi che avevano scoraggiato, e da cui non era facile uscire, era proprio quella grinta, quella determinazione, quella fiducia, quella 'cazzimma’ lì. Quel credere in sé stessi e nel proprio valore, di singoli e di squadra.
Quella determinazione che ti permette di portare a casa un'altra vittoria costruita in maniera paziente, raggiunta e difesa con fermezza.
Ad una Fiorentina sulla difensiva, che provava ad ostruire e poi ripartire, rispondevamo con tenacia, con quelle trame di gioco che solo il sarrismo sa regalare.
Ma rispondevamo anche con un po’ di solita sfortuna. Restiamo il Napoli, non dimentichiamolo. 😅
Insigne colpisce il primo legno e se il sottotitolo della mia mente è 'vabbuo, abbiamo capito come deve andare' (solito mio ottimismo 😏), Cerqueti invece si lascia andare per la 'prodezza di Tatarusanu’, che per carità ha fatto una gran bella figura, ma una maggiore considerazione di Lorenzo e di quella maledetta traversa, come dire, me la sarei aspettata. Niente.
Allora sotto a riprovarci. Pavoletti poco servito e non ancora integrato pienamente negli schemi non incide come potrebbe. Verrà sotituito da Dri 🙄 Mertens nel secondo tempo. Si farà valere, Leonardo. Diamogli tempo e fiducia. Tempo, soprattutto, visto che siamo solo alla prima da titolare.
Intanto, a centrocampo Diawara, Hamsik e Zielinski ci deliziano con quegli scambi lì, quelli che ti mancano quando vedi gli altri giocare, quelli a cui noi ci stiamo abituando, invece: e se da un lato è un bene, dall'altro… Insomma, ci stiamo abituando così bene, che quasi fa paura: dal sarrismo non ne esci. È come la sigaretta per Sarri: quello, per il mister, è il primo pensiero a fine gara (ma anche durante, quando lo chiudono in uno sgabuzzino della tribuna😂). Per noi tifosi, invece, sono quelle trame di gioco. Quelle che fanno perdere la testa e che vai a riguardare mille volte.
Stavolta, a parte l'azione che porta al gol, direi che la perla assoluta sia l'apertura di Diawara verso Marek Hamsik sulla fascia sinistra. Un capolavoro meraviglioso, fatto con una facilità ed una leggerezza, tali da farlo sembrare un automatismo. Un'abitudine, insomma. Una bella abitudine a qualcosa di grande. Sarà difficile uscire da questo tunnel, spero ne siate consapevoli.
Un tunnel dal quale è impossibile uscire (più che difficile, quindi) sono i legni. Legni che si allargano quando attacchiamo e si restringono quando difendiamo. 😅
Lorenzo ne colpisce un altro dalla parte opposta stavolta. E gli viene negata così, la ciliegina su una prestazione di livello assoluto. Pare che Carlos Sanchez lo stia ancora cercando. 😂
Ciliegina che però arriva a coronare il lavoro di un'intera squadra, quando da Diawara, lo stesso Insigne, Hamsik e Callejon nasce il gol qualificazione. Perfetti nei tempi, nei passaggi, negli inserimenti.
José trova il gol anche in Coppa Italia e si lascia andare ad un balletto particolare. E Marta, sua moglie, ha provveduto a confortarci. Ha provveduto a confermare, che in realtà Calleti non è impazzito. O forse sì. Ma se lo è, è per sua figlia, coreografa d'eccezione. Quindi, va ancora tutto bene. 😉
Vantaggio raggiunto e fase difensiva che fa del suo meglio. La coppia centrale Albiol-Maksimovic fa bene. E sono contenta, soprattutto per il secondo, già ampiamente bistrattato. Caro Nikola, evidentemente, Albiol non è bastato: esempio di giudizi avventati poi ritirati. Per me, vale lo stesso discorso fatto per Leonardo. Tempo e fiducia.
E questo discorso, soprattutto in termini di fiducia, vale anche per Reina. Tiene in partita gli azzurri con una paratona a mano aperta su colpo di testa insidioso da distanza ravvicinata (a me sembra una deviazione nostra 🙄e questo renderebbe ancor più valorosa la parata!). Si sottolineano spesso errori, di cui tra l'altro Pepe si assume facilmente ed umilmente, ogni responsabilità. Mi piacerebbe si sottolineasse dovutamente la prestazione determinante e decisiva di ieri.
Insomma, a parte il piccolo problema per Strinic (che pare però non essere grave), che ci ha permesso di vedere però un buon Christian Maggio e a parte l'espulsione di Hysaj, sulla quale avrei scommesso, è stata una serata perfetta.
Stasera scopriremo chi tra Milan e Juventus incotreremo in semifinale. Come dice Callejon, per noi, è uguale. Una vale l'altra. Anche se, visto che sabato scorso, qualcuno, a detta di qualcun altro, meritava qualcosa in più della sconfitta, come dire, sarebbe giusto che avesse un'occasione in più per provare a riscattarsi. Caro Max, lasciamo a te l'onore di dargli quanto (a tuo dire e solo a tuo pensare) gli spettava. Fai pure.
Semifinale a parte, domenica una sfida tutto sommato insidiosa. Una sfida di quelle in cui hai tutto da perdere e niente da guadagnare. Il Palermo non ha nulla o quasi da chiedere al campionato e non ha ancora un allenatore, dopo le dimissioni di Corini. Quindi, ripeto, massima concentrazione per una gara che potrebbe sembrare più facile di quel che è. Non perdiamo di vista l'obiettivo!💪
Alla prossima e #ForzaNapoliSempre! 💙
Sono un tifoso del Napoli, molto, molto semplice. Fatta questa premessa, è inutile che mi si parli di professionismo. Io, ripeto, sono ...
Sono un tifoso del Napoli, molto, molto semplice.Fatta questa premessa, è inutile che mi si parli di professionismo. Io, ripeto, sono un tifoso. Il calcio non mi dà da mangiare, anzi... direi che mi toglie qualche euro. Il calcio mi dà emozioni, e questo ha poco a che fare col professionismo. Dunque: sono deluso dalla scelta di Sarri? Sì, tanto. Tantissimo. Reputo Sarri un traditore? leggi
Bye bye Sarry
Chiameremo in causa niente poco di meno che Claude Lévi-Strauss, l’ antropologo, quello famoso, che parlava di “disancoramento cronico”, del rimane esterno a ogni gruppo sociale, compreso il proprio, e non sentirsi dunque a casa in nessun posto.
Lo chiameremo in causa perché è impossibile, dopo aver conosciuto te, sentirsi disancorati. Tu sei la terra, il legame, le mani che sostengono, accarezzano, stringono e dicono: “sto qua”. Tu sei questo rumore di acqua che raggiunge gioioso la terra; questo cielo che te fa scurdà ‘e tutt cos… e dice “adesso sono anche tuo”. Tu sei il “nonostante tutto”, ‘o burdell senza senso, che sa farsi perdonare.
Tu sei stata casa, una casa chiassosa, spesso ingombrante, come sa essere chi dietro di sé ha una lunga storia vissuta. Tu sei stata la conferma, che qualcosa di diverso esiste, esisteva per me con te. Noi lo siamo stati, veri, fieri, contro tutto a testa alta. Siamo stati esercito che lotta per il bene. Noi, insieme.
Io che ero sempre stato estraneo al mio mondo, disancorato. Conoscerti è stato tornare.
Ma io sono Ulisse. Io, non lo dimenticare. Io sono il protagonista. E il protagonista, mio amore, mio esercito, è solo. È lui che deve decidere. E come Ulisse sono partito, perché mio era il dovere, soprattutto verso te, verso il noi che siamo diventati.
Credi non sapessi cosa avrebbe significato? Pensi non sapessi che l’ ira che avrei generato sarebbe stata sconosciuta per furia persino agli dei di Ulisse?
Ho avuto paura? Non c’è nemmeno da chiederlo. Ho avuto nostalgia? E chi non l’ avrebbe, sotto il cielo di Londra! Ma ho sempre saputo che ero solo, nonostante il tuo amore - mio amore, mio esercito!
Ma come Ulisse ho continuato il mio viaggio, perché anche se continuo ad essere solo, più solo che mai dopo averti avuto, il mio è un viaggio di ritorno, verso di te.
Verso il palazzo.
Adesso che tu gridi e maledici, come solo tu sai fare, adesso che tu rinneghi e maledici ancora e che della nostra rivoluzione resta solo la damnatio memoriae, chi è che non crede in noi? Chi ha tradito?
Come hai potuto - amore mio, mio esercito - credere che avrei davvero sostituito la tuta con la cravatta, il fumo a bordo panchina con la sigaretta elettronica?
Volevamo andare insieme fino al palazzo, fare la rivoluzione, cambiare il calcio da dentro: io l’ allenatore e tu, il mio esercito: una squadra e un’ intera città, che va al di là dei suoi confini geografici.
Ma nella rivoluzione si è soli, amore mio, mio esercito. Io sono solo perché tu non puoi aiutarmi. Ma io non ti ho mai tradito.
Fa tutto parte di uno schema, come puoi non averlo capito?
Nella solitudine del tuo odio gravido, mi nutro del ricordo del sarrismo, di quello che siamo stati io e te, “il calcio più bello d’ Europa”. E molto di più.
E mentre siedo, solo, a questa mia scrivania, nel mio ufficio nel palazzo, mentre tu inneggi al tradimento, io provo gli schemi per distruggere, dal di dentro, il nemico. Il mio cavallo di Troia, per la vecchia signora.
Io, amore mio, mio esercito, porto avanti la rivoluzione. Per tornare da te. Per sentirmi dire ancora una volta: “Sarrismo. Gioia e rivoluzione”.
Sarrismo
Vuoi sapere cos’è il Sarrismo?
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Sarri
Figlio di operai (il padre lavorava all’Italsider di Bagnoli, quartiere di Napoli), Sarri è cresciuto a Castro (provincia di Bergamo) e successivamente a Faella (frazione del comune di Castelfranco Piandiscò, nella provincia di Arezzo); in gioventù si divide tra il ruolo di…
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Napoli: Ancelotti senza Sarrismo
How will Napoli perform without Maurizio Sarri at the helm? Does Carlo Ancelotti have the tools he needs to succeed? What does success look like for the Partenopei this season?
Nicholas Carroll asks FIF’s own Neapolitan Caterina Mirra all the big questions ahead of the start of Serie A.
Forza Italian Football
Napoli: Ancelotti senza Sarrismo was originally published on 365 Football
#sarri #sarrismogioiaerivoluzione #comemauriziosarri #sarrismo #napoli #calcio Io che vengo dal fango dei campetti provinciali, gli stadi semivuoti calcati da criminali, dal calcio del pueblo al calcio dei signori. Giornali e televisioni come calci nei coglioni. Unico ideale è la bellezza e, se è solo un'illusione, non svegliatemi dal sogno: le rivoluzioni non le fa la bellezza, però c'ho una certezza: verrà il giorno che ne avranno bisogno.