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un ringraziamento speciale va alla mia amica greta 2015 la quale è stata la prima a dirmi dell’esistenza di questo bellissimo social network la sua arte mi abbaia🐶 mi sveglio la mattina e tutto ciò che penso è la sua arte dotata di un’autoironia verso la sua dislessia, sei arte greta .
Perdonami se sono così emotiva,
Perdonami per aver creduto di poter contare su di te,
Perdonami per averti caricato di tutte le mie problematiche,
Perdonami per condividere le mie paure, le mie follie, ma soprattutto i miei punti deboli (credevo di porter contare su di te),
Perdonami per averti reso parte della mia vita,
Perdonami perché come ben sai non mi fido di nessuno e credevo (stupidamente) di poterti far parte della mia "squadra",
Perdonami perché ho osato pensare che tu potevi farne parte,
Perdonami perché non sono riuscita a guarire al 100% e come sempre riesco a cavarmela da sola,
Perdonami perché non sono brava a sopportare le montagne russe di emozioni,
Perché non mi piace stare male,
Perché voglio risolvere i problemi in maniera più semplice e più veloce,
Perché se vedo che non funziona, lo elimino e cerco di riparare me,
Perché ho imparato ad amarmi,
Perché ho imparato a perdonare,
Perché ho imparato ad allontanarmi,
Perché ho imparato a fingere,
Perché ho sempre un sorriso stampato che nessuno (nemmeno la mia famiglia) se ne accorge che è finito, ma non do le colpe a nessuno, perché sono brava a fingere di stare bene quando sto male dentro, perché ho imparato quanto può fare male l'impotenza di non poter fare nulla e non voglio che nessuno possa sentirsi così.
Perdonami
&
Grazie
Note autunnali su impressioni estive
Secondo Joyce, scrivere vale la pena soltanto a cuore freddo, quando la temperatura scende a tal punto da poterci infilare le dita senza scottarsi, foggiando al meglio i pensieri a distanza.
Torno allora a un fresco ricordo d’estate: il mare pisolava calmo, increspato solo da un’infida brezza costiera. Mentre sprofondavo i pensieri sott’acqua, una famigliola poco distante giocherellava insciente del rio vento, lasciando un coccodrillesco materassino brado alla deriva. Quello che pareva dapprincipio un breve distacco, colmabile in poche semplici bracciate, si trasformò presto in un lungo addio. Dopo aver svogliatamente provato d’essere un buon padre, il capofamiglia sospese ogni tentato inseguimento, rassegnandosi al pianto dei più piccoli. Non so cosa mi prese, ma in quel momento, senza troppo pensare, mi lanciai all’inseguimento del coccorassino, deciso a render nuova gioia a quei bimbi. L’acqua alta non concedeva stanchezza, perciò decisi di virare a dorso, fidando nella rapidità delle mie gambe. Dopo una discreta nuotata, mi voltai, sicuro di me, ormai convinto d’aver il rettilone a lesta portata. Quando m’accorsi di non aver ridotto minimamente la distanza, anzi raddoppiata, mi cedettero le gambe. In pochi secondi, mi guardai alle spalle: la spiaggia ormai lontana, i bimbi dimenticati, il coccorassino sempre più in fuga, mi sentii avvolto dalla stanchezza e pensai se ora mi sentissi male, nessuno mai potrebbe salvarmi. Mi figurai in un attimo i titoli del giorno dopo: “Tragedia in Salento: 34enne idiota muore per recuperare un materassino”. Non suo. Con un mare perfettamente calmo. Esiste forse un modo più stupido per morire? Negandomi ribelle alla resa, mi gettai cocciuto in un paio di bracciate disperate, per poi arrestarmi, stremato. Se solo andassi in palestra. Fissai il coccorassino all’orizzonte, avviato ormai all’Albania, e restai lì a fissarlo, finché non ne rimase più che un puntino verde a pelo d’acqua, inghiottito dalle onde. Pur non essendovi intimamente legato, mi scese comunque una lacrima, non tanto da gridargli: “Wilsonnn!! Scusami Wilson!!! Scusaaaa!”, ma abbastanza da sentire il peso di un’altra perdita, un’altra fuga e la mia incapacità di porvi rimedio. Altri due materassini andarono persi quell’ominosa mattina e non riuscii a salvarne neanche uno (al terzo non m’arrischiai neanche più) e non so perché ogni tanto ci pensi ancora, ma credo che quel coccodrillo abbia voluto impartirmi una sana lezione di fallibilità e addio quel giorno, materie in cui brancolo vivamente scarso, e che non credo d’aver ancora appreso. Che ne sarà stato di quel materassino in fuga? Chissà se è perito tra i flutti o s’è fatto una nuova vita sulle spiagge di Valona. E i bambini? Il padre gli avrà comprato subito un luporassino, cancellando ogni lacrima in cinque secondi. E io? Perché rischiare la vita per i coccodrilli altrui? Chi rappresentava quel coccodrillo in me? Perché? Forse per lo stesso motivo per cui non riesco a lasciarti andare, ancora oggi. Ma prima o poi imparerò. Imparerò a farmi i fatti miei, a guardare il mio, a salutare e a dire addio. Ma fino ad allora continuerò a inseguire invano i materassini in alto mare, come se ne andasse della mia stessa vita, incapace alla resa.
In questi giorni sto vedendo,come un po' tutti credo,su internet,su i socal,in tv,ovunque articoli,interviste,foto della piccola Giulia e della sua famiglia.Ieri sera c'era un programma in tv sul dibattito sui femminicidi e si parlava anche di Giulia e del suo massacro e lì in quel momento nella mia testa sono saliti pensieri di rabbia,tristezza e sono finita a piangere.
Giulia poteva essere una sorella,una cugina,un'amica,la ragazza della porta accanto che ti sorride se ti incontra per le scale,poteva essere perché Giulia non sarà più.
Non sarà più la ragazza che sognava la laurea,la sua laurea che tanto desiderava e stava per raggiungere,non potrà più essere la ragazza che stava costruendo il suo futuro bello pieno di sogni,di traguardi,non sarà più la ragazza che sorrideva e viva la sua vita.
Giulia poteva essere tutto invece non sarà più perché si è fidata di quell'uomo che diceva di amarla.Giulia,come le altre 106 donne,non sarà più perché vittima dell'amore,quell'amore che gli ha rotto i sogni,la vita.
Ma non è colpa delle donne,non è colpa degli uomini è colpa di una società che nonostante si dica moderna,avanzata è ancora piena di tabù,arretrata che non riesce più a insegnarci i valori dell'amore vero.
Nel 2023 non si può essere VITTIME DELL'AMORE.
Da donna ti chiedo scusa piccola Giulia e chiedo scusa anche a tutte le altre donne vittime dell'amore,vi chiedo scusa perché questa società non ha saputo proteggervi e non sa proteggere nessuno,in particolare me donna.
Scusa Giulia.
-la ragazza dal cuore nero♡
All'amore che ho lasciato andare
Caro tu,
è stata una cazzata, lo so... mi sentivo così distante da te, da noi, che ho preferito chiudere con te. Ti ho ferito, lo so e ti giuro che se fosse più sano ti darei il mio cuore e mi terrei il tuo fino a guarigione... Sai quando ho capito di aver fatto una cavolata? Quando immaginavo il mio futuro e accanto continuavo a vedere te. Continuavo a vedere Amelia e dei giochi da tavolo, dei giochi di ruolo e roba da disegno sparsa ovunque.
Vorrei dirti queste e mille altre cose: che voglio venire con te a fare qualche foto, andare in campeggio e fare dei viaggi insieme perchè il mondo voglio vederlo, ma con te al mio fianco.
Voglio prendere in giro l'umanità con il sarcasmo che solo noi insieme riuscivamo ad avere e voglio sentirti ridere come se non ti avessi mai fatto male.
Voglio raccontarti tutte le mie giornate mentre andiamo a mangiare indiano e cantiamo in macchina.
Voglio vedere quell'espressione stupida di quando ti facevo la linguaccia e voglio vederti fare il balletto di tiktok solo per vedermi ridere.
Voglio ballare con te in pigiama per tutte le volte che non l'abbiamo fatto e voglio guardarmi allo specchio e vederti accanto a me.
Voglio regalarti un tramonto e stupirti con un'alba.
Voglio girare in macchina e ridere fino alle lacrime.
Voglio guarire ogni crepa, ferita o graffio tra noi.
Voglio darti quello che non ti ho dato e voglio litigare con te perchè è meglio una discussione con te che mille conversazioni "tranquille" con chiunque altro.
Voglio tornare a casa mia. Dimmi solo la strada e partirò anche a piedi.