Francesco: Eccoti, di nuovo, qui a sprecare il tuo preziosissimo tempo sulla terra, a doomscrollare per le banalità del mondo volgare invece di dedicarti sinceramente alla ricerca della saggezza e del virtù? O almeno di studiare un po’ di grammatica latina? Non ti rendi conto di essere mortale?
Laeta: Me ne rendo conto assai, o somma sapienza; mi chiedo perché la morte non ti abbia alleviato neanche minimamente la tua logorrea cronica.
F: Per citare un po’ controvoglia un certo poeta fiorentino, l’uom s’etterna tramite le sue parole. Di me, non ti libererai mai.
L: O, gaudio plena est anima mea.
F: Quindi? Perché non trovi mai la disciplina e la dedizione per fare le cose importanti? Tu proclami a tutti che hai questo o quell’altro grande sogno e desiderio sconfinato, poi resti inerte e distratta, facendomi pensare che invece il tuo unico desiderio sia una morte precoce e teatralmente drammatica, che ti svincolerebbe da ogni responsabilità verso te stessa.
L: Deh! La diva del palcoscenico invece sei proprio tu. Certo che desidero inseguire i miei sogni e obiettivi, il problema è che non riesco mai ad iniziare, non riesco ad essere costante.
F: No, allora mi stai proprio mentendo. Uno che vuole fare una cosa lo fa; uno che non lo fa non vuole farlo.
L: Non è per niente così semplice.
F: è come chiedere il perdono in anticipo per un peccato futuro. Se stai per peccare, vuol dire che hai l’intenzione del peccato nel cuore, e per avere il perdono devi pentire sinceramente e onestamente del medesimo, quindi -
L: sì, sì, Canto XXVII, l’abbiamo letto tutti. Senti, ti sbagli, se fosse tutto così semplice come “voler = poter” come dici tu, il mondo sarebbe pieno di eroi e monumenti, tutti sarebbero liberi e forti e non esisterebbe l’accidia. Cosa diresti ad un povero senzatetto nel mezzo del deserto, di cui l’unico desiderio sarebbe un bicchiere d’acqua ma non esiste un’oasi per cento kilometri? Daresti la colpa anche a lui per la sua propria sofferenza?
F: Ma non stiamo qui a parlare di lui. Stiamo parlando di te, che hai il tempo che ti serve se riesci a gestirlo, sei circondata da libri che temi di aprire, hai un’anima razionale che stai sottomettendo a quella sensitiva. L’unica spiegazione, mi sembra, è la paura. Sei una codarda.
L: Lo so benissimo, sono una codarda come te. Sapendo benissimo che fallirei in ogni impresa e che non ho neanche la minima possibilità di raggiungere i miei obiettivi- o meglio, che raggiungerli non mi renderebbe felice e che sicuramente arrivando dove credo di voler essere invece si rivelerebbe come una delusione stratosferica, come succede sempre - perché la mia povera anima razionale dovrebbe sprecare tempo e energia percorrendo la strada che porta solo alla devastazione emotiva e al cuore spezzato?
F: …minchia, that’s a huge mood though. Mi hai letto nei pensieri? Rubato il mio diario segreto?
L: ehm…..senti, uh…
SANT’AGOSTINO [busting in like the Kool-Aid man]: Oh, merda. No, nooooo, sant’Iddio, VOI DUE! CESSATE ALL’ISTANTE DI INTERAGIRE, VOI DUE! Siete il veleno psicologico l’uno all’altra! Fermateviiiii!
L: Hmm. Hai sentito qualcosa? Una piccola vocina?
F: neanche il ronzo di un’ape. Comunque, allora, mi pare che forse tu abbia bisogno semplicemente di una dose sana di superbia…















