“Avrei potuto mandarlo al diavolo e cercare una vita migliore. Avrei potuto, invece l’ho preso per mano. Tanto ci saremmo mancati, tanto ci desideravamo ancora, tanto a volte bisogna rimboccarsi le maniche e salvarli, certi amori.”
Susanna Casciani
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“Avrei potuto mandarlo al diavolo e cercare una vita migliore. Avrei potuto, invece l’ho preso per mano. Tanto ci saremmo mancati, tanto ci desideravamo ancora, tanto a volte bisogna rimboccarsi le maniche e salvarli, certi amori.”
Susanna Casciani
Diego De Silva, «I titoli di coda di una vita insieme» (Einaudi, 2024) (via letteraturainpillole_)
Mi manca da morire, ma non glielo so dire perché mi hanno insegnato che troppo amore manda via le persone.
19:00
ci fosse una persona tranquilla in casa in sto momento! tutti agitati incazzati e stressati! Capisco che domani è Pasqua ma non dobbiamo mica preparare un pranzo per 300 persone! Siamo in 7 cazzo!!! e io ho appena finito il mio pomeriggio intenso di matematica e la mia voglia di discutere e controbattere è trenta metri sotto la crosta terrestre quindi mi chiudo in camera e aspetto che gli animi si calmino con riflessioni filosofiche sulla vita e la morte, sull’amore e sull’odio, SULLA NOIA E LA FAMEEEEEEE
Piove ed è mattina
Strano come la pioggia riporti sempre ad un determinato momento della giornata. Se sei a casa e fuori piove sembra siano le sette di sera. Se è buio e si sente la grandine picchiare arrabbiata le cose, è come fossimo nel cuore della notte. Chi lo pensava che la pioggia e il tempo svolgessero ruoli tanto simili. Una lava, l’altro passa.
Io e te non ci teniamo mai per mano quando camminiamo e non ci diamo mai baci di fronte alle vetrine o di fronte al mare. Io e te parliamo parecchio o forse stiamo parecchio in silenzio, non lo saprei dire perché anche quando stiamo zitti continuiamo a raccontarci le cose: io ti sento continuamente chiacchierare con me. Io e te facciamo le stesse cose che fanno i bambini: ci facciamo il solletico sotto i piedi, ci rincorriamo, ci diamo le pacche sulle spalle, facciamo il gioco che si fa con i pollici (quello in cui il pollice di uno insegue il pollice dell’altro) e ci diamo i calci sotto il tavolino per darci un po’ fastidio a vicenda. E’ così da sempre: ci diamo noia. Ci tiriamo i capelli, ci diamo i pizzicotti, ci prendiamo in giro sulla biancheria intima che indossiamo e io ti tiro l’elastico dei pantaloni della tuta, tu quello delle spalline del reggiseno. Quando facciamo l’amore è una lotta, la lotta a chi resiste di più senza cedere all’altro completamente, io scappo e tu mi trattieni, tu ti scansi e io mi avvicino. Funziona così. Quando camminiamo io sto sul marciapiede e tu no, io cammino spesso leggermente avanti a te sperando che mi guardi come si guardano le sconosciute belle che all’improvviso ti passano accanto. Io e te non ci teniamo mai per mano, alcuni giurerebbero che siamo soltanto amici, ma io sono sicura che in quella distanza che manteniamo ci sia un giardino segreto pieno di peonie e di lillà e anche se apparentemente sembra che facciamo di tutto per sfuggirci, io so benissimo che passiamo tutto il nostro tempo a cercare di sfiorarci.
7disera.
Siamo tutti estremamente volubili e quello che sentiamo è labile. Ogni primavera ci scombussola e ogni inverno cerchiamo ovunque un po' di calore. Ogni nostra cellula tende alla felicità, se ne intravediamo un po' non riusciamo a controllarci. Vorrei poter dire che sono tranquilla, che sono innamorata e tranquilla, ma mi è impossibile. Affermiamo di saper stare da soli, ma dopo un po' la solitudine inizia a starci stretta; amiamo da morire, ma dopo un po' inizia a mancarci la libertà. Non si sa mai, non si può mai sapere. Io non credo nelle persone per ovvi motivi, ma nonostante questo continuo a sperarci. Non posso fare di più.
“Dopo di me non sarà più la stessa cosa, fidati. Non ho nessuna pretesa. Non ho nessuna particolarità. Gli occhi sono marroni, non ho mai la risposta giusta al momento giusto, i miei capelli sono insignificanti. Dopo di me, però, non sarà più la stessa cosa per te. Come faccio ad esserne certa? ”Ti sei guardato in giro? Di persone che amano come me ce ne sono rimaste poche, e di questo sono sicura. Non mi innamoro allo scoccare di ogni mezzanotte di sabati sera alcolici. Non mi innamoro mai, tranne una volta. Ti parlo, ti parlo tanto. Ti ascolto, ti ascolto tanto. Faccio l’amore piangendo e ridendo insieme. Forte, fortissimo. Lecco le tue dita e arrossisco. Penso a una serata tutta per noi e mi pervade quel senso di felicità che non mi apparteneva da molti anni, da quando ero piccola e mio padre e mia madre si baciavano davanti a me. Mi sforzo di capirti. Sono la tua amica con la gonna troppo corta per non provare un brivido. Ti faccio impazzire. Forse non mi ami ma io so di averti fatto impazzire. Con tutti i miei capricci, i miei sensi di colpa, le mie voglie, le mie perversioni, i miei occhi simili a tanti altri occhi ma così spesso languidi da volerci nuotare dentro. Tu sei pazzo di me. Adesso puoi anche andartene, e lo farai, eccome se lo farai, perché lo so che quelle come me fanno paura, eccome se ne fanno. Vattene, tanto mi sognerai per sempre. Tra vent’anni, una sera, ti ecciterai ancora pensando alla mia schiena nuda. Per te non sarà più la stessa cosa, dopo di me. Magari non mi ami, ma questo non vuol dire niente. Trovami una che ti guarda negli occhi come ti ci guardo io. E se la trovi mandala via, perché non sono io. Pentiti tra qualche mese e sappi che quelle come me amano così tanto da non essere capaci di perdonare.” susannacasciani