Mi hai insegnato tante le cose, la prima di tutte: sopravvivere.
Sopravvivere in un mondo che non è giusto e che non ti dona meriti, sopravvivere con le mie forze e impegnarmi nelle cose che faccio mettendoci più testa che cuore.
Dopo avermi insegnato l’arte della sopravvivenza hai cercato di rendermi più matura, meno risentita, meno attaccata alle parole che si dicono e più razionale nel parlare ma specialmente nell’ascoltare.
Non mi hai mai vista donna.
Mi hai vista ragazzina, sprovveduta e persa nella sua impulsività, nei maglioni larghi e nel poco trucco e ti sei posto l’obiettivo di cambiare certi aspetti di me che non ti andavano proprio giu. Ma io di cambiare non ne ho mai voluto sapere. Mi dicevi cresci e regredivo. Mi dicevi smettila e io continuavo e continuavo e continuavo all’infinito. Tu dicevi fatti furba e io mi facevo più scema.
Perché?
Quando hai capito che non sarei mai cambiata hai cercato di amarmi per come ero, ma ero così diversa da te e hai finito per accudirmi.
Darmi da mangiare perché io non so cucinare, dei vestiti comodi quando arrivavo stanca e parole dure ma incisive quando piangevo se qualcosa non andava.
Non mi concedevi il lusso di piangere, mia valvola di sfogo preferita, dicevi che piangere rende deboli, che non si piange per le stronzate. Mi sembra di vederti mentre lo dici e più lo dici più io piango disperata perché penso che io e te siamo due rette parallele che proprio non si riescono ad incontrare. È la cosa che mi fa stare più male quando penso a te è che mi ricordo solo dei cani...nell’ultimo periodo invece di parlare ci mandavamo foto di cani e di animali carini, forse pensando che ci sarebbe bastato? Non lo so.
Domani sará un giorno speciale e io vorrei affrontare la felicità a testa alta, come mi hai insegnato tu.
Ma non si leva mai quel senso di colpa che la sera mi attanaglia e che mi fa pensare che se solo ci avessi provato ad essere un po meno me stessa e un po di piu come mi volevi tu...forse sarebbe finita meglio. Non bene, ma senza dubbio meglio.
E invece tu mi fai i dispetti e io ci rimango male, come sempre.


















