C'eri una volta tu
Che sei caduto da una stella
Attraversando le correnti ozoniche
Hai fatto breccia nella stratosfera
Vestito d'argento e lapislazzuli
Nella tua armatura aliena
Sull'onda di un canto cosmico
Che ancora risuona nell'interstizio karmico.
Poi un tonfo:
La bocca della terra si aprì a raggiera
Per mostrarti il suo mistero uterino
Di cui é succube e padrona,
Fucina di vite rampicanti che sbocciano con dolore
Cercando la luce eterna in ogni direzione.
É lì che i custodi dei confini naturali
Danzano senza sosta da millenni
Sollevando con i piedi la polvere celeste
Degli antichi venti astrali.
Un momento di respiro e ti ritrovi anche tu in cerchio,
mentre il tempo costruisce una spiralica struttura,
che scandisce il tuo ritorno
All'umanità futura.
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