Che spinge la crosta terrestre
lo scroscio improvviso del mio stesso pensiero,
che lacera dentro e mi lascia da solo
all’ombra di un vizio che il raziocino elude.
di un sacrificio di un essere inerme.
da qual direzione questa luce s’irradia.
che mai torni in me la voglia
di adattarmi alle sue catene.
Mi scorre nelle vene tutta quella rabbia
che giace infondo al mare.
invece è cenere del mio coraggio
scomposta in frammenti alle rive del mondo.
Mi coloro di ogni forza elementale
e tutte le incarno nel bene e nel male.
Anche quando il fuoco mi ustiona le membra,
così poi le lacrime mi rendono degna,
di essere solo una goccia di pioggia
che cade per fede e la terra accarezza,
che penetra dolce senza farsi domande,
ignara del giorno in cui tornerà in superficie,
si immola al suo essere quadro e cornice.
dalla padella alla brace.
Sono il punto nel mezzo di un passaggio nel tempo.
dal luogo più oscuro, al più diafano albergo,
dal luogo da cui vengo, a quello in cui mi perdo.
Di tutte le storie che ho mai immaginato,
un impasto sfuocato di un tormento voluto.
E’ questo che prova il vento,
E’ questo che provò il primo uomo
il timor divino di sentirsi prescelto.
il prendere atto di un limite imposto.
Il contro-pacco di chi si credette furbo,
lo schiaffo morale che conduce al risveglio.
E l’ossigeno mi informa della composizione atmosferica
come un cuore ed una stella.
Pulsante del niente
che tutto alimenta,
al paradosso del normale,
Sono io, l’alga che intossica il mare
la reazione spontanea di una tribù ancestrale.
Sono la protezione della glia universale,
tra l’erudito ed il banale.
La scomodità di non avere un colore,
mentre la strega comanda al mio cuore.
perché è cosi’ che funziona
la fine è l’inizio della trasformazione.
intarsiata ad arte da ogni scelta ed azione,
raffigurante la vita che hai scelto di fare,
il piano infinito e la sua rampa di scale.
un cancello che porta ad un prescritto sentiero.
Ad ogni livello, ti ritrovi al cospetto
di un confine cobalto che ti mostra te stesso.
Una collezione di tutti i viaggi che hai fatto,
i test superati ed i sogni nascosti.
Alienato da un mondo che tu stesso hai creato,
ti portano il conto e nemmeno hai mangiato.
Ma all’ ultima cena, chi è che ha pagato?