Già il fatto che inizi cantare la mette in uno stato di agitazione ed allerta, come i gatti. Che strano cappello, e poi dall’aspetto è davvero un sacco vecchio e molto scabroso. « Cioè, davvero, io non voglio sporcarmi i capelli. » può anche cantare, fare il cappello parlante e pure cantante però resta il fatto che sia vecchio. Le mani che sono portate con agitazione sul limitare della treccia non proprio felice di doversi sporcare la testa. È al sentire chiamare il suo nome che osserva tutti quanti con un po’ di diffidenza ma poi decide che non è il caso di fare la timida, anzi. « Presente, voglio andare nella casata dei favolosi, loro! » indica la tavolata dei Serpeverde mentre sale le scalettine che la conducono vicino al cappello. Ci mette tutta la sua faccia di cu..ore che ha nell’andare verso lo sgabellino e prendere posto lì, davvero, per farsi vedere supermegafavolosa e avere la casata favolosa. Come una vera signorina si fa guardare da tutti, si muove ancheggiando… il niente, in tutta la sua figura infantile, ma ci tiene a fare la sua bella figura questo è poco ma sicuro. Lo smistamento avviene una volta sola e poi è per sempre. Si tratta di un momento catartico anche per lei che adesso la sta prendendo come una buona occasione per essere vista dal castello e messa nella casata-favolosi. « Eccomi. » mentre si mette seduta si presenta accanto alla vicepreside Volkonskaja con un sorriso bellissimo e gli occhioni che fanno sbattere le ciglia in modo incantevole. Deglutisce nel momento esatto in cui il cappello tocca la sua testa, un po’ per l’emozione, per l’ansia, un po’ perché ancora pensa ai pidocchi in testa di tutti quelli prima. « Certo il giallo è davvero un colore difficile da abbinare con altre cose, vorrei evitare di dover rifare tutto il guardaroba per colpa della casata, capito? » rimungia nella sua testa su tutto quello che… bho, che può essere. « OH! Voglio essere come Myron! » ecco questo le piacerebbe molto.
«Un’altra Charleston!» già, il Cappello Parlante ha anche la memoria più ampia e perfetta di tutti gli artefatti magici al mondo. E’ capace di ricordare ogni singola mente lui abbia vagliato in tutti questi millenni di onorata carriera, non se ne perde uno e riconosce sempre i parenti di chi ha già smistato e sicuramente, con tono felice, non può che urlare «SERPEVERDE!!» così che Charlotte lasci lo sgabello.