Il ghigno del narcisista sociopatico
Il sociopatico narcisista, oltre allo sguardo predatorio, ovvero lo sguardo fisso senza sbattere le palpebre che ci crea un profondo disagio, ha anche un'altra simpatica caratteristica: il ghigno.
E' ormai chiaro che il sociopatico non “sente”. E' emotivamente morto, uno zombie. Ma c'è qualcosa che riesce a penetrare i muri di ghiaccio della sua anima, che riesce a dargli un barlume di vita e di gioia. In inglese si chiama “duper's delight”, cioè la gioia dell'inganno. E' la gioia che provano quando stanno ingannando qualcuno che ritengono sia più stupido di loro, qualcuno che sta credendo alle loro bugie. Ricordate, per il sociopatico è meglio mentire che dire la verità, paradossalmente anche quando la verità converrebbe loro di più. E quando mentono e riescono ad ingannare....ecco la scarica di endorfine. Per questo mentono ancora. E ancora. Basta parlare della dipendenza delle vittime: ora voglio parlare della dipendenza del sociopatico. Lui è dipendente da questa scarica di endorfine, per questo mente sempre. Lui la vuole la scarica, la necessita, è una delle poche cose che lo fanno sentire vivo.
Per questo sperare in una loro riabilitazione è vano. Loro non vogliono cambiare: è colpa nostra che siamo state così stupide da credergli. E per questo che, quando ce li riprendiamo-ANCORA- dopo mille e mille bugie, loro si sentono onnipotenti. HG Tudor chiama questa sensazione “sweet hoovering fuel”, e pare sia potentissima.
La gioia di averci ingannato o in qualche modo fregato, è per loro molto difficile da contenere. A volte non ce la fanno, e devono vantarsene. A volte, vi racconteranno le loro imprese. Non riescono a farne a meno.
Noterete lo strano ghigno anche quando vi stanno facendo o dicendo qualcosa che vi ferisce profondamente. Il vostro dolore è troppo piacevole da vedere, e non riescono a trattenere quella risatina orrenda, fredda, sadica e fuori luogo.
Ricordo distintamente quando il sociopatico presente nella mia vita mi disse la frase che mi portò (finalmente) a eliminarlo dalla mia esistenza : “Io domani vado a pranzo con T. So che ti fa male, ma ci vado lo stesso. Sono libero. E non dico bugie a te.” E a quel punto gli partì un sorriso cattivo, e sopra quel ghigno gli occhi, pieni di odio.
Ricordo di essermi pietrificata. Ricordo di avere sentito, distintamente, una pietra, la sentivo quasi fisicamente, cadermi dal cuore.
Qualcosa dentro di me, nelle mie viscere, nel contemplare quel ghigno e quegli occhi, ha detto : “Basta”.
Perciò grazie, ghigno del sociopatico. Tu e la punizione del silenzio mi avete liberata, e restituita alla vita, alla gioia e all'amore.
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