I fuck everything
Hey. Ho appena finito la prima stagione di Fleabag. La protagonista è lungi dal definire me ma cavoli, la somiglianza della situazione di merda in cui ci troviamo entrambi è assurda.
Io ci ho provato. Ho disinstallato le applicazioni per quei futili e tanto dannosi incontri omosessuali quando ad una patetica festa di laurea il cui mio interesse era morto e sepolto prima che nascesse ho visto questo ragazzo. Look americano. Come si suol dire, bello. Volevo provarci con lui, lasciatemi essere sincero. Finché non si presenta questo hippie dei giorni nostri, flirtano, ballano, si baciano, piango. Lì ho capito. Io ero disperato. Ero disperato dal più profondo della mia anima. E questa disperazione la sentivo risuonare nella tecnologia che stavo utilizzando. For fuck’s sake.
Mi sono sentito libero quando ho disinstallato le applicazioni. E l’Universo mi ha parlato. Due ragazzi. Che porterò per sempre nel mio cuore. Uno l’ho conosciuto in una associazione, tappo come pochi, fregno come pochi; ha attirato subito la mia attenzione e io la sua. Era l’amore vero che sbocciava? Era la storia nata dal vivo da sogno che ogni cazzo di film mi ha sempre spacciato come il mio destino? Poi scopro che è fidanzato. Con un asiatico per giunta. Allora vuol dire che avevo un’occasione... Tanto era il solito feticista. Il secondo ragazzo ad una serata karaoke. Il più bravo di tutti a cantare, con una versione di una canzone pop famosa tutta sua che ancora mi risuona nelle orecchie come momento di pura perdizione dei sensi e a bocca spalancata sbalordito dal suo talento. E cosa cazzo fa? Scrive a me. Scrive a me. Scrive. Certo la sua pelata giovanile non era certo il massimo avvicinata dal suo fisichetto esile. Niente in confronto al primo. Ma era anche questa la simbologia universale che ho sempre amato. Siamo usciti. Un disastro. Cioè interessante per dio ma non attizzava nessuna fiamma in me. Che il mio braciere sia spento per sempre?
Allora vado in pausa. Totale pausa. Nessuno. Nessuno uomo. Nessun pene. Sto bene. Sto bene. Muoio. Sto bene. Muoio. Muoio. Comincio a immaginarmi tutti i scenari romantici in cui posso essere. Come un dodicenne. Io tenero schiavo di un re poligamo che vengo preferito da questo re rispetto a tutte le sue concubine che quindi complottano contro di me e vengo catturato da mercenari. Ma poi la guardia che mi tiene d’occhio si innamora di me e mi lascia andare quindi infine ho due pretendenti fighissimi. Sto impazzando.
E arriva dicembre. Mi sale il MAGONE. Tutti i ricordi della rottura riaffiorano. Tutto. I sorrisi. Le risate. Il sesso. Tutto tranne le litigate. I momenti tristi. Lo idealizzo. J. Lo idealizzo. Whatever. Ho bisogno di una fuga. Proposito dell’anno nuovo di merda. Scarico di nuovo le app. E cerco un nuovo ragazzo come un dannato. Chi vuole stare con me? Mi basta che sia attraente. Davvero. Ormai basta solo quello. Perché tanto nessuno mi vede. Nessuno mi vede. Piaccio circa a 200 persone. Di queste 200 non me ne piace neanche una. Voglio un figo. Faccio schifo. Voglio scopare ma non voglio scopare con nessuno.
Poi si presenta l’occasione. Catfish. Il mio ex.
Addio.











