Ore 18, dopo aver passato una lunghissima giornata a fare infinite correzioni ad una stramaledettissima relazione, mi incammino verso casa, con lo zaino in spalla, le cuffie alle orecchie ed un sorriso di sollievo stampato in faccia per la giornata lavorativa quasi conclusa.
La giornata è bella, il che mi fa leggermente incazzare visto che l'ho spesa tutta, chiuso in un'aula del politecnico.
Esco dal Poli, passo attraverso il parco di Piazza Leonardo, assaporo una pseudo-primavera e mi dirigo dritto-ppe-dritto verso la stazione della metropolitana di Piola.
Scendo le scale, passo il tornello (pagando 2 euro di biglietto, il che fa incazzare, ma questo è un altro discorso) e mi dirigo verso la metro, che mi riporterà a casa.
Sento lo sbuffo di un treno che sta per ripartire, il rumore di porte che stanno per chiudersi; so che se accelerassi il passo, potrei ancora prenderlo, ma non ne ho voglia.
Sono stanco voglio fare con calma. Mi immetto nella banchina, vedo le porte chiudersi ed il treno partire.
Era un Gessate...
Mi verrebbe voglia di incazzarmi, ma ripenso che oggi è Lunedì e che quindi una dose di sfiga dovevo beccarmela prima o poi...
Così decido che non fa niente; oggi sono troppo stanco perfino per incazzarmi...
Mi siedo al lato destro di una delle numerose panchine granitiche della banchina per attendere i prossimi 2/3 treni in attesa del gessate che mi riporterà a casa.
Vicino a me ci sono un po' di persone: una signora anziana di fronte, vicino alla linea gialla, poi c’è una ragazza dai capelli rossi alla mia destra, un uomo di ritorno dal lavoro alla sinistra della panchina ed infine, seduti al bordo opposto della mia stessa panchina, ci sono un ragazzo ed una ragazza che parlano.
Io sono lì seduto e ammetto che l’occhio mi cade subito sulla bella ragazza dai capelli rossi.
Una ragazza davvero carina, alta con le lentiggini e gli occhi verdi…
Riesco a vederle gli occhi perchè ha la testa girata verso di me, sta guardando qualcosa alle mie spalle.
Mi chiedo “chissà che cosa starà guardando?”
Distolgo lo sguardo e guardo stancamente di fronte a me…
Noto che anche la signora di fronte a me è girata dando le spalle ai binari...
Ma che quarzo stanno guardando?
Finisce la canzone che stavo ascoltando, per un attimo la musica cessa e riesco a sentire il mondo che mi circonda.
Sento una voce forte, agitata che parla alla mia sinistra…
Realizzo: la ragazza e l’anziana stanno guardando la coppia di ragazzi sulla panchina che sta animatamente discutendo.
Al che il mio essere in parte pettegolo e in parte portinaia, mi spinge ad eradicare il jack delle cuffie dal mio iphone e di mettermi ad ascoltare la discussione, cercando di capire perchè i due stiano discutendo.
Pur non avendo sentito tutto il discorso (quando sono arrivato stavano già parlando fra loro) mi basta sentire poche parole pronunciate dal ragazzo per intuire la situazione.
Lui è arrabbiato, no, è agitato, è frustrato e dice qualcosa tipo “quando stavi male tu, non sei andata da quello stronzo, ma sei venuta da me!” con enfasi spinta sul pronome personale finale.
Altre due frasi e capisco perfettamente la situazione: chiaro caso di tentativo di uscita forzata dalla FRIENDZONE non andato a buon fine.
So che molti staranno comprendendo la situazione, so che altri staranno piangendo ricordandosi di quante volte ci sono finiti loro stessi in questa zona maledetta dimenticata da Dio, ma so anche che molti di voi si staranno chiedendo: “ma che minghia è la Friendzone?”
Ve lo spiego subito: la friendzone o zona amici è quella zona, quello stato sociale, in cui le ragazze inseriscono i ragazzi con i quali non vogliono avere nulla più che un semplice rapporto di amicizia, principalmente perchè non li trovano attraenti, o abbastanza giusti o altre mille giustificazioni astruse alle quali noi uomini non sappiamo ancora oggi dare risposta.
Tali individui i “scusa, ma siamo troppo amici per…” soffrono da cani, perchè spesso e volentieri, hanno preso in mano il loro cuore, si sono buttati con coraggio, dichiarando il loro amore a queste ragazze per cui hanno perso la testa, venendo presi allegramente a pesci in faccia, con scuse più o meno plausibili.
Maschi dal cuore infranto e donne inconsce di averli spezzati, oppure consce ma non così tanto pentite.
Bè questo povero ragazzo evidentemente si era appena dichiarato a lei, e dalla sua reazione la cosa non doveva essere andata proprio bene.
Lui: “Io ci sono sempre stato per te, quando tutti quei coglioni con cui stavi ti facevano stare male, ti ferivano, ti prendevano in giro e poi ti tradivano, io mi presentavo da te con il gelato, un bel film e passavamo il pomeriggio sul divano, con te che piangevi sulla mia spalla. Ogni volta dici che gli uomini sono stronzi e speri, un giorno, di trovare un bravo ragazzo che ti ami e che ti tratti bene sempre. Sara, PORCA TROIA, SONO IO QUEL BRAVO RAGAZZO!”
Lui sta praticamente urlando sulla banchina.
La gente ha gli occhi fuori dalle orbite, sbalordita.
Io no.
Io sto sorridendo sotto i baffi.
Perchè è vero, lui ha ragione.
Lui è quello che lei ha sempre voluto, è quello che lei cerca, è quello che lei già ha, ma per un motivo inspiegabile non se ne è mai accorta o non vuole andare oltre…
Io so come ci si sente, ci sono passato, ci siamo passati in tanti.
Nei film i bravi ragazzi ottengono la bella ragazza, ma nella realtà i bravi ragazzi sono la spalla su cui piangere, e spesso nulla di più…
Alla maggior parte delle donne piacciono gli stronzi, e se sai fare lo stronzo, hai vinto, se no…. FRIENDZONE.
Lei è sconvolta, si guarda intorno, imbarazzatissima.
Incrocia il mio sguardo, vedo la sua espressione: un mix di terrore, sorpresa, vergogna e tristezza,
Le donne non sono cattive, non spezzano i cuori dei ragazzi volontariamente, ma non capiscono che finire nella FRIENDZONE non è il vero dolore…
O meglio, si, finire nella FRIENDZONE fa male, certo, ma la cosa che fa più male a noi uomini, è l'essere ritenuti talmente stupidi da non poter accettare la verità.
E' l'essere presi per il culo.
A volte un secco: “No, non mi piaci, mi spiace” è meglio di mille preamboli detti solo per farci su.
Donne segnatevi sta cosa, garantito al 100%.
La povera ragazza che non sa cosa dire, ammette che non se l’aspettava, che non può crederci, che questa cosa la spiazza…
Arriva un treno, alcuni salgono, altri scendono.
E’ un gobba, meno male, perchè voglio vedere come va a finire lo spettacolo!
Mancano solo i pop-corn e la coca!
Lui: “Dopo tutto quello che ci siamo detti, dopo tutto quello che abbiamo passato perchè non mi vuoi dare un’opportunità? Almeno dimmi il perchè?!?!”
Qua stringo io le chiappe sia per lei che per lui e penso:
Ti prego non dirlo.
Lei: “Ma senti, il problema non sei tu…”
Ti prego no, non farlo, non finire la frase, buttati sotto i binari, ma per l’amore di Gesù, Giuseppe, Maria, il bue e l’asinello, non finire la frase!
Lei: “tu sei un grande amico, un bravo ragazzo…”
No, no, cazzo scappa! scappa! salvati finchè sei in tempo!
lei: “ma, il problema qui…”
Lo dice, lo dice…
lei: “..sono…”
Cazzo lo dice! Fuggite sciocchi! Evacuate la zona! Cori!!!
Lei: “IO.”
BOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOM
Ormai è tardi…
Ha sparato la cazzata…
“Io sono una ragazza che rovina le persone, tutti quelli che stanno con me prima sono bravi, gentili, poi quando si mettono con me, diventano dei bastardi e mi fanno soffrire. Io ti voglio TROPPO BENE, non potrei mai farti questo, non potrei mai sapere di averti trasformato in uno stronzo, perchè sei fantastico, speciale e bla bla bla. Sei il mio migliore amico meriti il meglio, ed io non lo sono bla bla bla. Troverai una ragazza più bella, brava e buona di me e sarai felice bla bla bla. FIDATI E’ MEGLIO COSI’, STARE CON ME TI ROVINEREBBE LA VITA.”
Ora…
Due opzioni: o lui è un sottone, e ci crede, rimanendo servo per sempre…
O indossa il mantello di superman e salva metropolis!
Lui: “Cioè aspetta, tu mi stai dicendo, che non vuoi stare con me, perchè io merito di meglio, perchè mi vuoi troppo bene e perchè hai paura di rovinare me e la mia vita?”
Lei quasi sorride, pensa che lui abbia capito…
Lei: “Si, è proprio così!”
Lui si alza, si gira verso la ragazza, la guarda dall'alto verso il basso per la prima volta nella sua vita. Carica la forza che c’è in lui e libera la bestia.
“Senti te lo dico col cuore…”
Pausa drammatica.
“MA VAFFANCULO!”
Sta arrivando il treno: Cologno.
Tutti i friendzonati del mondo vorrebbero fare la ola, vorrebbero gridare al Messia, alla seconda venuta di Cristo, vorrebbero toccare il mantello di quel mito che si erge in piedi mentre il treno sta per arrivare in stazione, vorrebbero incoronarlo re, vorrebbero eleggerlo presidente, vorrebbero che li guidasse nel deserto della FRIENDZONE per 40 giorni…
Lei si alza.
Anche lei tiene davvero a lui, si vede, per lei era davvero un amico…
Ma purtroppo o per fortuna arriva sempre l’amore ad incasinare tutto…
Lei prova il salvataggio in corner, si gioca il tutto per tutto, sorvola sull'insulto ricevuto e passa al disinnesco della bomba.
Lei: “No, non fare così… Senti mi dispiace, ma io ti voglio bene davvero… Non voglio farti soffrire, però a me sembra che qualsiasi cosa dico tu starai male… Io tengo a te, ma non provo la stessa cosa…”
Ohhhh, questa è una buona giocata: l’onestà.
Cara ragazza, se avessi risposto così prima, sarebbe stato meglio…
No, non è vero, se avessi riposto così prima, mi sarei perso una scena spettacolare.
Lui si gira: è un uomo ferito, si vede, la faccia tradisce un’espressione di dolore…
Ma vuole molto bene alla ragazza, perchè quest’ultima frase, l’ha sentita…
Lui: “Ok, ho capito. Dispiace di più a me. Ti chiedo solo di capirmi. Di darmi un po’ di tempo. Lasciami da solo per un po’, devo sbollire, devo pensare e devo farlo lontano da te.”
Giusto.
Il treno arriva.
Si aprono le porte: il ragazzo sale, la ragazza no.
Lui la fronteggia, la guarda, sembra un addio da film, con lui che parte, e con le strade che si dividono...
Potrebbe essere finita qui con una chiusura dignitosa…
Potrebbe chiudersi con un silenzio pieno di mille sentimenti…
Con uno sguardo che vale più di mille parole...
Ma invece no! Lei decide di fare la minchiata suprema!
Lei: “hei, ma… SIAMO ANCORA MIGLIORI AMICI VERO?”
Lui sputa anche la lingua…
Il ragazzo viene colpito in pieno cuore da questa frase che fa più male di un calcio nelle palle con rincorsa, tirato da Ibrahimovic, con uno stivale di acciaio appuntito e arroventato.
il poveretto ferito ed incazzato, esplode.
Lui: “Ma allora non hai capito un cazzo !!?
No!
Io ti amo!”
E poco prima che le porte si chiudano e che il ragazzo sparisca dalla mia vista per sempre, e probabilmente anche dalla vista della povera Sara, lasciata lì sulla banchina da sola, mi regala una perla che non dimenticherò mai.
Un motto che tutti i ragazzi friendzonati dovrebbero essere pronti a proclamare come inno alla vita…
Un barlume di speranza per coloro che condividono la stessa sorte di quel povero ragazzo…
Lui fissa negli occhi la ragazza, e con potenza esclama:
“AMICI DI STA MINCHIA!”
L’eroe indossa il mantello e vola via…
Epico…