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da: https://www.instagram.com/lucabizza/
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Ho deciso, che quello che la gente pensa di me non è più affar mio. La vita è veramente troppo breve per dar conto a chi spara a cazzum, giudizi e opinioni non richieste che lasciano il tempo che trovano. Come veramente sono, lo so solo io e a volte nemmeno io lo so. Figuriamoci voi, cosa potete sapere dell'oceano di cose che mi s'infrangono dentro.
-laragazzadagliocchitristi
smettila di giudicarti e lasciarti giudicare
La delusione è una ferita silenziosa che scava dentro di noi, non tanto per il fallimento in sé, ma per il peso delle aspettative tradite, nostre e altrui. Più grandi sono i sogni che custodiamo, più forte risuona il giudizio di chi non comprende, di chi ci sminuisce per paura di confrontarsi con la nostra visione. Cadere tentando di raggiungere una visione alta non è la vera sconfitta, è il tormento di chi ci ha promesso sostegno e poi si è voltato, di chi si è avvicinato per prendere e non per dare, di chi ha usato parole vuote od offese per colmare il proprio vuoto. Questo produce dolore, dandoci quel senso di sconfitta.
Siamo fatti non solo di ciò che conquistiamo, ma di ciò che ci manca, di quelle assenze che ci definiscono più di mille aggettivi. E quando ci fidiamo, nonostante il nostro istinto ci avverta, il torto più grande lo facciamo a noi stessi, lasciando che i giudizi altrui si insinuino come schegge sotto la pelle, che le promesse non mantenute ci facciano dubitare del nostro valore. Quante volte cadiamo in questo errore. Eppure, è proprio in quel dolore che impariamo a fare pulizia, a liberarci dalle sanguisughe che tornano solo quando hanno fame, dalle presenze di chi ci vuole piccoli perché temono la nostra grandezza.
Non è la solitudine a ferirci, spesso è la compagnia sbagliata, quelle presenze che offendono per non affrontare in silenzio la propria inadeguatezza. La vera forza sta nel non smettere di credere in noi stessi, anche quando gli altri ci deludono, nel raccogliere i nostri pezzi e ricostruirci come un puzzle, sapendo che ogni caduta è solo un passo verso ciò che siamo destinati a diventare.
"Le nostre menti sono piene di opinioni e critiche. Abbiamo costruito mura attorno a noi stessi e siamo intrappolati nella prigione di ciò che ci piace e di ciò che non ci piace."
- H. Gunaratana
“Ti diranno che dietro ogni grande uomo c'è una grande donna.
Spesso è vero.
Quel che non ti diranno è che quest'immagine contiene già l'idea di cui cercheranno di convincerti per il resto della vita: che il tuo compito di uomo sia quello di stare sempre davanti.
Non ti diranno che esistono anche uomini, grandi o piccoli che siano, che coltivano la vocazione dello stare accanto, o quella di scomparire, o altri che di donne non ne hanno mai avute e, forse, mai ne avranno. Non ti diranno che, pure dietro un grande uomo, non c'è che una vita con il suo repertorio di inadeguatezze, di dolori, di inciampi e cadute. Di solitudini e incomprensioni, di giudizi taglienti, di immaginari disattesi e aspettative mal riposte. Figuriamoci dietro un uomo piccolo e ordinario. Figuriamoci dietro uno come me. A volte dietro un uomo non c'è che un'ombra, tutto ciò che avrebbe voluto o potuto essere, e invece. Ci sono scie di rimpianti, una manciata di rimorsi, la sensazione di avere compromesso ogni cosa, di avere mancato il tempismo, di essere stato l'uomo giusto nel momento sbagliato o quello peggiore nel momento perfetto. Di avere deluso una donna o un uomo, un figlio o un genitore oppure sé stesso, continuando a ignorare quale fra queste sia la cosa davvero imperdonabile.
Quello che soprattutto non ti diranno è che a volte vinci proprio quando perdi.
Non ti diranno che ci addestrano alle vette, mentre ci sono vallate meravigliose. Ti sentirai forzato alla retorica della sfida, al culto dell'efficienza, al continuo e inappagato desiderio di un altrove, come se la vita stesse sempre da un'altra parte e mai qui, accanto a te. A vincere il mondo anzichè imparare a camminarci dentro. A sognare il cielo piuttosto che perderti in un filo d'erba.”
— Matteo Bussola, "Un buon posto in cui fermarsi".
~ Non essere così veloce a giudicarmi.
Dopotutto stai vedendo solo ciò che ho deciso di farti vedere. ~
Accanto è un posto che spaventa. Che mette in fuga le persone. Anche quelle che giuravano di non perdersi. Anche quelle che promettevano di esserci. Sempre e comunque. “Perché di me ti puoi fidare” dicevano. Poi, al primo accenno di tempesta, al primo momento difficile non c’erano già più. Perché spaventa essere forti. Fare promesse per poi mantenerle. Essere onesti e parlare a bassa voce negli occhi.
Accanto è un posto che ogni giorno si conquista. Perché a dividersi i successi, sono capaci tutti. Ma le sconfitte no, quelle son pesanti e non le vuole mai nessuno. Per questo ti dico: fai attenzione a chi dovrà passare in quello spazio. E’ il più prezioso che possiedi. Ricordatelo sempre. Lì ci sei tu per ciò che sei realmente. Senza poter mentire. Senza poterti difendere.
Accanto è un posto in cui si rischia di farsi male. Di partire senza avere nessuna certezza di tornare. Dove si sta perché si vuole stare. Dove si resta perché il cuore ce lo chiede. Dove si mettono da parte i giudizi. E nonostante la paura si va avanti. E si cresce insieme.
Sono tante le persone speciali che incontriamo. Quelle a cui chiediamo di abbracciarci senza parlare. Ma poche, forse una soltanto è quella persona lì a cui chiediamo senza il timore di sbagliare di restarci accanto.
(Andrew Faber)
Lunedì, 24 luglio 2023