memoria #3
Dovrei fare la doccia perché 1h e mezza di bici fa sudare un po’, ma mi scappa di scrivere una cosa a cui pensavo durante la pedalata.
Dunque, qualche giorno fa ho conosciuto una donna, credo abbia intorno ai 60-70 anni, se ho fatto bene i calcoli, verso la fine degli anni 70 doveva averne 30 scarsi quindi si, ci siamo con la matematica.
Questa donna è un'artista, ha anche delle opere esposte al museo di arte moderna a Barcellona (esiste?) e verso la fine degli anni 70 viveva tra Roma e Modena, lavorava sia nel privato (a Modena) sia nel pubblico (a Roma), in ogni caso aveva giri a livello nazionale e internazionale, basti solo dire che uno di questi giri comprendeva anche Pier Paolo Pasolini (scoperto questo la guardavo con gli occhi a cuoricino pulsante).
Sposata con un medico romano, si spiega perché sta tizia a fine anni 70 girasse (pe Roma!) con una Porsche.
Viaggiando molto spesso da sola, sia in macchina, che in treno che a piedi, in quegli anni diciamo caldi, aveva escogitato un po’ di metodi di autodifesa:
1) Una borsa medio piccola con dentro un mattone, questo era il metodo difesa a piedi di notte;
2) Un pistola scarica in vista sul cruscotto (della Porsche) quando sostava per dormire in autogrill;
3) Dei cioccolatini che creavano aerofagia, insomma chi li mangiava iniziava a liberare aria senza sosta, questo era il metodo di difesa contro i molestatori su rotaie.
C'è da dire che il mattone grazie al cielo non lo ha mai usato e lascio a voi il giudizio su questa persona alquanto singolare, ma divertentissima (nonostante le tendenze omicide), interessante (quando disarmata), carismatica e piena di aneddoti.
Il giorno in cui l'ho conosciuta mi ha insegnato a fare delle roselline di ceramica, le sue son venute bellissime, le mie sono più o meno dei quadrifogli e mercoledì ci rivediamo a pranzo e io sono al settimo cielo.
Per così poco.









