memoria #4
Una volta a 5 anni mi è capitato di accusare il mio compagno di banco, dell'asilo, di avermi rubato il pastello verde. Ricordo la sua faccetta sgomenta che mi guardava come per dire “ma che minchia stai dicendo?” e io che in quell'attimo l'ho odiato, ho vivida memoria delle mie sensazioni e della sua faccia, non perché io abbia un talento sovrannaturale nel conservare i ricordi, no, ma semplicemente perchè quella fu davvero la mia prima figura di merda in assoluto, una super sfattonata senza aiuti di sostanze stupefacenti che a 5 anni ovviamente non sapevo dell'esistenza delle droghe né tanto meno i miei mi lasciavano fare uso di alcol.
Insomma quel povero disgraziato capitatomi accanto mi restituisce il colore, ma nel contempo mi intima però di rendere a lui il suo (pastello verde) che io stavo a quel punto, perfidamente, usando.
Io avevo in mano e stavo colorando con il mio pastello verde e non vedendolo nella scatola ho subito pensato che lui me lo avesse fottuto.
Inutile aggiungere che io le sfattonate continuo a farle e che crescono proporzionalmente all'aumentare dell'età, quindi alcune sono quasi imperdonabili.
Insomma, la morale è che, nel mio caso, il buongiorno s'è visto dal mattino, io sono incapace di intendere e di volere a prescindere da alcol e droghe e che quindi vivo di “ti prego scusa non l'ho fatto apposta” oppure “lo so, devo stare più attenta, ma cerca di capirmi” o la mia frase preferita “per favore non infierire, convivere con me stessa è difficile”. Tutto ciò è un grosso problema, perchè a causa di questa subdola giustificazione che mi porto dentro io mi perdono tutto (o quasi) e faccio difficoltà a stare concentrata perché so di essere fatta così.
Però ho una dose massiccia e quasi innaturale di pazienza, perché questo tipo di difetto lo perdono a chiunque, per me le cose possono succedere, punto e quando succedono molte volte è inutile fare drammi.
Era una cosa che volevo raccontare da sempre. Così.













