In questi giorni ho avuto occasione di pensare alle mie prime volte col sesso, leggenda metropolitana sul sesso vuole che ogni donzella di tradizione la prima volta si conceda all'amore.
Ma sappiamo bene che qui a casa mia l'amore stesso trattasi di leggenda.
Quindi io a chi cazzo l'ho data la prima volta?
Eh me lo son chiesto nei giorni scorsi, me lo son dovuto chiedere perchè me lo hanno chiesto e alla fine mi son detta, ma io? Cos'è che mi convinse?
Ecco.
Vi posso rincuorare dicendo che non la diedi al primo che passava, anzi. Anzi. Quello l'ho fatto mille volte poi.
Era un amico, so che mi voleva bene perchè so che ancora me ne vuole e a suo a nostro modo siamo ancora amici, eccome.
Insisteva, mi chiedeva di cosa avessi paura, io avevo diciotto anni, precisamente lui la corte (la corte!) inizò a farmela quando io ancora di anni ne avevo diciassette e di cazzi ne avevo visti, ma ne avevo preso in mano solo uno, in bocca ancora nessuno e non lo feci nemmeno col suo.
Mi invitava ad uscire e io ci uscivo con lui, devo sottolineare che mio padre benediva la situazione, lui gli piaceva, se veniva a prendermi lui e a portarmi lui i miei dormivano tranquilli, non consci del fatto che in realtà era alla mia purezza che ambiva forse lo sapevano pure e gli andava bene, ammetto che ci vedevano lungo, perchè è vero che mi si voleva scopare però è pure vero che anche dopo avergliela data poi fui io ad allontanarmi, non lui, che ambiva ad un futuro insieme, come si diceva nel periodo dell'adolescenza: lui mi voleva proprio.
Mi diceva che voleva stare con me anche a distanza, chè io sarei partita per l'università, me ne sarei andata lontano, ma a lui andava bene lo stesso, che poi sarei tornata e avremmo avuto dei bambini e che gli piacevano anche altre ragazze, ma che io ero quella che lui preferiva (che tenero).
Come scusa per farmi cedere al suo desiderio veniva a casa mia a studiare inglese, senza nessuna intenzione di farlo sul serio, finiva che si pomiciava sul letto di mio fratello mentre i miei guardavano la tv in soggiorno, che ne so, i miei hanno sempre avuto una mentalità troppo aperta per ‘ste cose, sarà anche per questo che io ho vissuto con una libertà quasi ostinata la mia sessualità.
Dopo un po’ di volte che veniva a far finta di studiare io mi ero già stufata di questa cosa e costrinsi uno dei miei fratelli a venire a disturbarci insistentemente in modo da evitare che lui ci provasse.
Fu l'ultima volta che venne e fu anche l'unica in cui riuscìì a fargli fare qualcosa di inglese.
La prima volta che mi baciò fu in treno, andando a scuola, mi chiuse in uno scompartimento, mi accostò al muro e mi baciò, mi piacque, mi fidavo di lui, ci conoscevamo da anni e sapevo non mi avrebbe mai fatto del male.
Ma eravamo diversi, lui immaginava la famiglia, una casa e un lavoro sicuro.
Io no.
Io volevo solo andarmene in giro senza aver intenzione di fare niente.
Di fatti.
Sono sempre stata sincera, in fin dei conti non sapendo quel che voglio dall'alba dei tempi non potevo e non posso permettermi di promettere qualcosa a qualcuno, tutto pur di non far soffrire, tutto pur di tenerli distaccati, tutto pur di non assumermi responsabilità, voglio aver torto, ma non voglio aver rimorsi.
Decisi di farlo con lui, che poi possiamo star qui a dircene di ogni, ma avevo anche paura, quella paura cattolico cristiana, quel timore di far il passo e non poter tornare indietro, o tesori miei se si può tornare indietro, eccome se si può, l'amore si può far mille volte per la prima volta e ogni volta può esser più bello.
ogni volta si può morire e rinascere, mille volte sarà la prima e altre mille sarà l'ultima.
Ogni volta che io faccia sesso o che faccia l'amore so che ce ne saranno altre sempre più belle e mai mi son pentita di averlo fatto per la prima volta.
Nè con lui.
Nè in quel momento.
In macchina, che scomodo gesù che scomodo, è il ricordo più forte che ho, la scomodità, io sopra non si poteva non avevo il coraggio, ci provai, ma non mi sarei mai trafitta da sola.
Lui sopra, ok, ma già la situazione era di due ragazzetti alle prime armi, poi pure in macchina, insomma fu piacevole, nel senso che fu un'esperienza che mi rimase e non mi sconvolse negativamente, assolutamente, io gli piacevo e lui non faceva che farmelo capire.
Ma con lui fu la prima e l'ultima volta.
Mi rimase un senso di colpa nei suoi confronti, io non lo volevo e lui sì.
Fu un senso di colpa che mi portai dietro per un po’ di tempo e ancora a tratti mi pervade, quando mi sento fredda e solitaria, lontana e immeritevole di amore, io mi sento in colpa verso chi mi ama.
Sapevo che mi dovevo allontanare e così feci, lui tentò invano ancora qualche mese, ma poi io partìì e finì tutto lì, non proprio a dire il vero, lui mi rimase vicino anche nei periodi in cui andavo in giro a scoparmi tutto il paese e dintorni, a momenti rimproverandomi a momenti abbracciandomi quando mi vergognavo di me stessa.
Mi prendeva e mi portava a fare un giro senza mai riprovarci, colpevole lui stesso di farmi sentire colpevole per la mia natura libertina, ma in buona fede, sapevo allora come so adesso che l'insulto puttana non vuol dir nulla, ma sapevo pure che mi voleva bene e che non potevo chiedergli certe finezze mentali, dopo tutto era un motivo per cui non stavamo insieme.
Puttana.
Chè di fatti lui mi diede il via.
Poi dopo qualche mese mi feci il suo migliore amico, il primo che mi poggiò la lingua sulla fica, che il cielo lo benedica, il primo che ha cercato di prendermi il culo mortacci sua, il primo che mi disse che al posto del cuore avevo una pietra, ne seguirono altri.
Dopo due mesi di sesso mollai anche lui e da quel momento, salvo pochi casi, pochissimi, è stato sempre un mordi e fuggi.
Qualche giorno fa mi hanno chiesto dei miei amanti e mi sorprende il fatto che non son riuscita ad elencarli tutti subito, a tratti mi sovvengono dei ricordi e me ne viene in mente qualcuno in più a tratti mi intenerisco e poi mi son ricordata la mia prima volta e mi è piaciuta.
E me la son voluta scrivere.