The Witcher - Let’s talk about!
Titolone oggi, che finalmente ho terminato perchè aspettavo di finire la saga letteraria, e devo dire che mi sento di aver fatto la scelta giusta perchè ad aver visto prima la serie il mio giudizio su tutta la storia sarebbe stato offuscato e falsato.
La saga di The Witcher è un mondo infinito, nel tempo e nello spazio, nei luoghi e negli avvenimenti, nei nomi e negli intrecci.
Da lettore è impossibile non riscontrare alcune difficoltà, la storia non si svolge come un tappeto rosso ai nostri piedi, non aspetta noi e i nostri tempi per dispiegarsi; segue la sua strada, che tu sia pronto a comprenderla ed a fare tutti i dovuti collegamenti del caso o no, si inoltra nel folto delle nazioni in guerra e dei governanti più o meno nobili senza ogni volta ricordarti la genealogia del regnante in questione, per cui la lettura deve essere concentrata ed attenta. Penso che sia questo che colpisce innanzitutto: dopo opere come Le cronache del ghiaccio e del fuoco, o Il Signore degli anelli, o, se vogliamo includere anche la narrativa un po' più giovanile, Harry Potter, dove quasi tutto era spiegato e ti lasciava il tempo di rimuginarci sopra e di comprendere, qui sei lasciato allo sbaraglio.
I primi libri non sono l'inizio della storia, sono episodi slegati tra loro, non hanno niente a che vedere con la saga principale, che inizierà dopo tre libri. Servono più che altro da premessa, da presentazione dei personaggi principali ed aiutano ad introdurre nel contesto. Penso che sia uno stratagemma vincente perchè quando inizia la trama vera e propria ci trova già abituati a non avere tutte le spiegazioni del caso, abituati al fatto che ci mancherà sempre qualche informazione e che non sapremo sempre tutto, poichè seguiremo di volta in volta le peripezie di questo o di quel personaggio, che giustamente non sono onniscienti e non possono sapere cosa stia avvenendo dall'altra parte del continente.
La saga mi ha un attimo stranita nei primi libri, ma leggendo mi è piaciuta sempre di più e la rivelazione finale (che non dirò perchè sono una brava persona) mi ha tenuto incollata alla pagina letteralmente per diversi minuti perchè non riuscivo a crederci. Insomma è vivamente consigliata a chi ha voglia di scappare in un fantastico mondo, innamorarsi, arrabbiarsi ed in generale vivere la storia insieme ai personaggi.
Ma qui voglio parlare della serie tv, targata Netflix, che purtroppo non ha soddisfatto le mie aspettative. E non in modo lieve, del tipo vabe ho un po’ storto il naso ma in generale ci siamo; no, sto parlando di tutta un'altra storia.
C'è la saga letteraria, quella bella, quella originale ed affascinante, e poi c'è la serie tv, quel prodotto che, massì, facciamolo perchè ha avuto successo, alla gente piacerà in qualunque modo lo stravolgiamo.
Sono una conservatrice, lo so, alzo le mani e mi dichiaro colpevole, mi rode il fegato se le cose non sono come le ho lette, ma non posso farci nulla, se fai una cosa che si chiama The Witcher devi trasporre la storia di The Witcher, altrimenti lo chiami in un altro modo.
Mi sono un po' calmata quando ho letto che la storia nella serie tv è stata modificata consapevolmente, non si sa perchè ma non volevano fare un prodotto uguale ai libri, forse era troppo complicato per il palato dello spettatore medio, non lo so, ma continuo a pensare che se avessero ricalcato la storia e i personaggi tali e quali a quelli dei libri avrebbero fatto un prodotto nettamente superiore; ma vabbè, sono opinioni ed interpretazioni.
Meh sulla scelta del cast: il buon Cavill che dirò la verità, prima mi sembrava un bambolone dalla mascella quadra, si è in realtà rivelato discretamente azzeccato per la parte, recita bene e riesce ad entrare nei panni dello strigo. Finiscono qui le lodi, perchè nè Yennefer, nè Ciri, nè Ranuncolo mi hanno soddisfatto. Innanzitutto la storia di Yen: americanata e clichè dall'inizio alla fine, la poveretta gobba che cerca solo amore ma che non ne ha mai ricevuto, rivela di avere "un potere a lei sconosciuto" (cit.).
Passato di Yen, tutto, Istrid, prove di Aretuza, compagne trasformate in anguille comprese = filler. Punto.
Mi aspettavo poi una bellezza più fine, non so come spiegarlo, una sorta di Eva Green o Rachel Weisz, di certo più matura dell'attrice scelta, che accanto a Geralt pare sua nipote, non una con cui va a letto. Il carattere è molto simile alla vera Yennefer, testarda, orgogliosa, vendicativa, tosta, bisognosa di affetto ma disposta a morire pur di non ammetterlo.
Anche con Ranuncolo ci riusciamo a metà: il carattere l'abbiamo inquadrato ma l'aspetto assolutamente no, ho cercato invano quel completo viola eccentricissimo e la piuma sul cappello che tanto caratterizzavano il bardo chiacchierone nei libri ma non mi sono giunte notizie, resto in linea.
Prima di Ciri voglio passare per Calanthe, per questa signora con la S maiuscola, una donna tostissima che si è fatta largo in un mondo di uomini ed ha dimostrato di averle quadre, le ovaie, e non sto parlando della Calanthe della serie tv, ma della Calanthe dei libri.
Quella della serie mi ha fatto cadere le braccia, davvero per rendere una donna tosta dobbiamo farla comportare come un uomo? Netflix, guardiamoci in faccia, seriamente non pensi che una donna, semplicemente essendo donna, non possa essere tosta come e più di un uomo? C'è per forza bisogno che indossi un'armatura, puzzi di cavallo, si imbratti di sangue? Non è contemplabile che sia una donna talmente carismatica e forte che tutti si zittiscono appena parla lei, per il solo fatto che è una gran donna ed una gran regina? non è possibile che tutti la guardino come modello di rettitudine e di dovere politico? E poi questa storia che il popolo la odiava, che aveva innalzato muri contro gli elfi, che ne aveva uccisi a migliaia....indegno, semplicemente indegno, nonchè filler, che ha l'unico scopo, credo io ma è una supposizione, di mettere Ciri in pericolo, anche se, vi assicuro, è già molto in pericolo a prescindere dal malcontento popolare nei confronti di Calanthe, che, tra l'altro, nei libri è amata.
Ed ora Ciri. Innanzitutto la vicenda del fidanzamento di Pavetta e Duny mi è piaciuta, è stata quasi del tutto fedele al libro, e Pavetta, la timida principessa dallo sguardo triste, l'ho trovata azzeccata. Forse un po' troppo battagliera nei confronti di sua madre, ma poco cambia.
La vicenda di Ciri, le peripezie che attraversa prima di trovarsi nella fattoria dove Geralt la trova, tutto quel malloppo lì, è tutto filler, tutto inventato di sana pianta, nulla è successo, non esiste nessun elfo che la aiuta, nessun tizio che assume le sembianze di Saccoditopo, niente di niente. Non dico nulla sull’aspetto, quanto meno i capelli avrebbero potuto farli biondo cenere, ed invece no, biondo platino alla Draco Malfoy, perchè boh, fa più figo sbagliare i connotati dei personaggi, specialmente quando nei libri il colore dei capelli viene detto in continuazione. Bah. Detto questo, ho trovato molto clichè anche la ragazzina che quando è agitata tira fuori un potere che non sa di avere, nei libri mostrerà qualcosina, e molto confusa, solo dopo che incontrerà Geralt, e neanche subito.
Un piccolo appunto su Cahir. Sembra un gran figlio di sua madre, e dal punto di vista di Ciri possiamo anche capirlo. Ma sebbene lei continui, nei libri, ad avere incubi su di lui e sul suo elmo alato, non si farà più vedere fino agli ultimi libri, dove si rivelerà essere tutta un'altra cosa, ed invece qui fa la parte del super cattivo. Nulla di più sbagliato. Inoltre stanno tanto a nominare la fiamma bianca, la fiamma bianca...peccato che questa famigerata fiamma sia l'imperatore Emyr Var Emreys, personaggio fondamentale. Hanno cambiato questa cosa molto importante, voglio proprio sapere come risolveranno il problema più avanti.
Mi dispiace dire sempre "nei libri non era cosi, nei libri non era colì", ma è impossibile non fare il confronto con la saga letteraria, specialmente se ti è piaciuta, specialmente se la serie tv viene pubblicizzata dovunque, specialmente se tutti la adorano. Non so che libri abbiano letto quelli che adorano la serie, ma non sono quelli che ho letto io. Oppure semplicemente si sono messi l'anima in pace sul fatto che la serie non è fedele ai libri, mentre io sto ancora qui a rimuginarci sopra XD.
Detto questo, in generale ho trovato tutto veloce, compresso, poco esplorato.
La vera storia parla dei tempi che cambiano attraverso le epoche, di elfi e driadi che vedono passare la vita degli uomini in quello che a loro sembra un attimo e che sono costretti in territori sempre più ristretti, difesi a costo della vita dall'uomo, che come al solito si comporta da uomo (non in senso positivo).
Parla di filosofia, del male e del modo di contrastarlo, mentre a poco a poco comprendi che il bene non esiste senza il male, si parla della malvagità degli umani che odiano il diverso solo perchè è diverso e non si aprono alla tolleranza, nemmeno nei confronti di creature che li aiutano come i nani o i mezzuomini.
Sì, c'è decisamente troppo poco in questa serie per essere un adattamento soddisfacente, ma penso e spero che si migliorerà nella seconda stagione, perchè a mantenere questa semplicità e banalità di vedute tanto vale guadagnare tempo a rileggere i libri.
L'elemento fantasy poi; non so che hanno gli americani quando c'è di mezzo il fantasy, improvvisamente tutti gli abitanti del mondo si mettono a fare profezie, a sapere cose che non possono sapere, tutti escono di casa per cercare Geralt e dirgli che deve seguire il destino e che troverà la ragazza del bosco. Tutto molto bello, ma non ha il minimo senso.
E se c'è una cosa che in The Witcher non manca quasi mai, è proprio il senso. Dunque anche queste profezie, si, anche quella detta da Ciri nell'ultima puntata, tutte filler, tutte sbagliate nel senso che non è adesso che escono fuori ma moooooolto più in là. Mi dispiace dare così poco credito ad una serie che è stata senza dubbio un successo, ma cerco di vedere le cose con onestà.
Ho apprezzato tuttavia il fatalista senso dell'umorismo di Geralt, l'ho amato nei libri e sono stata estasiata di ritrovarlo qui, poi quel suo scorbutico "mmh" è perfetto, sembra proprio dire "non mi va di risponderti e di avere a che fare con te", come ho detto, perfetto.
Il rapporto con Rutilia è un'altra piccola perla, lo capisco quando parla col cavallo, credo che pensi che sia l'unico essere vivente con cui si trova bene. La storia tra Yen e Geralt, sebbene poco, è ben tratteggiata, fa capire che i due si incontrano e si lasciano in continuazione, litigano ma si capiscono, si odiano ma non riescono a fare a meno l'uno dell'altra.
Nota di merito anche alle musiche, interessante poi il logo finale che viene fuori solo nell'ultimo episodio, che ritrae un lupo di fronte a quella che sembra una rondine? ci ho preso? Non può essere altro onestamente.
Bene, questo commento è decisamente troppo lungo.
In generale la serie per me ha la sufficienza stentata, nonostante le digressioni inesistenti la trama è più o meno fedele al racconto originale, ma il prodotto perde molto a causa dei clichè, del fantasy mal gestito e della storia che è resa troppo semplicistica e non permette di fare quel largo respiro che invece è possibile fare nei libri, dove ti immergi letteralmente in un altro mondo, con nazioni e popolazioni ricche di tradizioni, modi di vivere, mentalità e filosofie affascinanti. La speranza e l'aspettativa è tutta sulle spalle della seconda stagione, non perdiamoci d'animo! -sand-