Just a sketch, but I don't plan on coloring it, so here's Angelica and Aster on a date~

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Just a sketch, but I don't plan on coloring it, so here's Angelica and Aster on a date~
Turnaround for Angelica from Super Horror
This is the first illustration of the finalized designs of Aster and Angelica I ever did, last summer. I hope I can share more of these two with all of you in the future~
"After movie 14, I’m moving on from Land Before Time." any idea what you're going to move on to?
Probably just what I was doing before. This was a project I started for me, I saw some dinosaur news and that got me thinking about my childhood as a huge dinosaur fan.
And I was a huge dinosaur fan because of Land Before Time as a kid and Jurassic Park as a teen, so I wanted to do something with one of those two franchises. But everyone constantly talks about Jurassic Park, and it's still getting new franchise installments (and I have no interest in any of the Jurassic World movies), while Land Before Time kinda died and no-one really talks about it anymore, outside of the first movie being in Don Bluth's resume.
And the idea to do liveblogs for it actually came from @tobiasdrake's liveblog of Dragon Ball back when we were regulars in the TV Tropes forums. I remembered how much I enjoyed reading those, especially the movie reviews. This wasn't even my first time trying to copy him there, I started a similar liveblog of One Piece years ago, but abandoned it after just a couple episodes, because 1000+ episodes is a LOT to commit to.
But I figured 14 movies is a lot less of a commitment, and I was also genuinely curious to see how they'd aged and the ones I hadn't seen before. So I decided to give it a shot.
I'm probably not going to start another liveblog again after Land Before Time. If I did, it would be... Yu Yu Hakusho. Don't hold me to that, that's a "maybe, leaning no", but that was the other series I was considering doing instead of One Piece when I tried it out. That was more because I wanted to do a breakdown of the differences between mediums and translations like Tobias was, and both of those series have pretty major differences.
If not Yu Yu Hakusho, it would probably be another anime/manga I'm not as familiar with. I did short reviews watching Akame Ga Kill not too long ago. I recently got the whole series of Code Geass from the library, I might do something for that.
But I'm probably not doing another liveblog. Remember, I was only intending to cover the movies, so I was thinking I'd finish in less than a year. If I hadn't been convinced to give the tv show a chance, I'd be done by now. This project was intended to be smaller than it has now turned into. But I'm not complaining. I've enjoyed covering the tv show so far, even the bad episodes, and I'm gonna follow-through on doing all of them. I've already started on episode 6.
But mainly I want to focus more on my own personal projects, trying to make them actually come to fruition and be, like, products that I can sell and make money from and make a career out of. The two projects that I have the most work done on (and are practical to actually make) are Bug Battle (an arthropod 2D fighting game) and SuperHorror (a 1st-person survival-horror puzzle mystery game set in a comic book-style superhero universe).
If anyone has connections to help me get those games made, I'd love to start the process of game development. Currently, all I've got are pages and pages of notes (34 pages of mechanics and movesets for Bug Battle, 41 pages of story and characters for SuperHorror).
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Superhorror, la libertà urla a squarciagola
Non delude, anzi, il nuovo Superhorror. I nostri sono riusciti a tenere fede alle premesse dei singoli. Anzi. Sono andati ben oltre. Se ci aspettava un lavoro monolitico, tirato dall’inizio alla fine, si potrebbe rimanere spiazzati. Attenzione ai termini. Spiazzati, non, delusi. Impossibile rimanere delusi da questo disco. Il fatto che non sia monodirezionale è solo un bene. Afferma il carattere dei Superhorror come band completa e non solo come gruppo adrenalinico. Il problema dell’adrenalina è che crea assuefazione appiattendo le risposte. Con Devilish Whisper non accade.
Intendiamo, il disco corre a rotta di collo, senza freni un più di un’occasione. È la padronanza del mezzo a fare la differenza. I nostri non perdono mai il controllo. Anche alle velocità più folli la guida è ben sicura, mai tentennante. Mancanza che potrebbe far andare fuori strada. Invece, grazie ad un perfetto dosaggio di lento veloce, la macchina dei Superhorror resta sempre saldamente in pista. E corre talmente veloce da riuscire a raggiungere la vetta del gruppo dei migliori. Come espresso in occasione del singolo Devil’s love you, il solo modo per descrivere, almeno in parte, il loro suono, è fare riferimento a chi lo ha inventato.
E stiamo parlando di Crazy Lixx, Crash diet e compagnie discorrendo. Per far andare il mezzo esattamente dove si vuole è necessaria una grande tecnica. E non solo in termini strumentali. “Dettaglio” che ai nostri non fa difetto. Vuoi la complicità dei suoni, compressi al limite del thrash, ma i brani sono tutti costruiti in maniera magistrale. Molto bello Holy Water che verso i ¾ ha un cambio inaspettato e quantomai azzeccato. Superhorrorshow riporta subito su coordinate più consone. Chitarre pesantissime con riffing hard rock super taglienti. Lodevoli, in questo frangente come in altri parti del disco, l’utilizzo dei cori.
Adeguato e ottimamente dosato il solo di chitarra. Non una sciorinata di note, ma abbastanza incisivo da coinvolgere fino all’ultima nota. Il basso e la batteria sono i protagonisti della successiva Z World. Pur se affiancati, dopo un introduzione solitaria, dalle chitarre, sono loro a tenere in piedi la canzone. Notevole il break poco dopo la metà. In questo passaggio la batteria dà una ottima padronanza di sé. Non è un a solo, tuttavia in sede live ne potrebbe diventare l’introduzione. Devilish Theme è una strumentale in mid tempo incalzante, dissonante, solo baso e chitarra.
Potrebbe ricordare o essere utilizzata come base per un film di Tarantino. In un momento di particolare tensione. Dead girls are good fa ripartire la locomotiva Superhorror. Ritmi sostenuti, interventi di chitarra al fulmicotone. Non mancano i cambi di passo che rendono l’andamento molto più interessante. Molto ben architettato il finale rallentato. Della successiva Satan love you abbiamo ampiamente parlato nella recensione. Entra gamba tesa Church of IDGAF. Diretta, inarrestabile, senza freni. Puro e semplice rock and roll potente.
Più che lodevole il lavoro della batteria che di quando in quando abbandona l’accompagnamento classico per soffermarsi su fraseggi percussivi. Anche in questa ci sono passaggi inattesi. Subito dopo l’ottimo solo, si rallenta. Ma è solo una rincorsa verso il finale a piena velocità dove si presenta come accompagnamento un secondo intervento solista. La conclusione del disco è affidata a Back to graveyard. Mid tempo cadenzato. Basso in evidenza con un accompagnamento percussivo. Il brano è composto da diversi strati, molti stop and go. Lodevole il lavoro della chitarre, mai doma, sempre attiva macinando riff su riff. Il calo a ¾ perfettamente prepara alla sfuriata finale con ritornello, cori urlati e chitarre differenziate.
Concludendo. Come da premessa, non si può rimanere delusi da un disco di tale fatture. Adrenalina pura, senso di ribellione e di libertà. Ascoltandolo ci si immedesima facilmente nelle immagini descritte. La voce diventa la nostra voce che urla e si ribella. Che reclama il proprio spazio, che vuole uscire dagli schemi e dalla banalità. Ed è esattamente quello che questo disco trasmette. Le coordinate sono ben precise, ma non sono scontate, non sono canoniche. Un lavoro che anche al millesimo ascolto ancora scalderà il cuore, l’anima, farà ribollire il sangue e ci farà chiedere dove si fosse nascosta la nostra voglia di ribellione. Allora allentiamo la cravatta, spettiniamoci i capelli, arrotoliamo le maniche della camicia per far uscirei tatuaggi e buttiamoci a capofitto nella vita. In quella che vogliamo e non che gli altri vorrebbero per e da noi.
Superhorror: il video del singolo "Holy Water"
Il video del secondo singolo dei Superhorror, “Holy Water”, è disponibile su YouTube. La band afferma: “Dopo aver pubblicato ‘Satan Loves You’, una canzone in puro stile Superhorror, volevamo sperimentare qualcosa di più ‘cinematografico’, e ‘Holy Water’ è stata scelta come perfetta soundtrack per la storia che volevamo raccontare… speriamo che chi ci segue apprezzerà questo videoclip in stile…
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Superhorror, se questo è l'amore di Satana, ben venga
Chi ha detto che l’hard rock non possa progredire? Sembrano urlare i Superhorror con il loro ultimo singolo Satan Loves You. Ed hanno ragione. La base è fortemente hard rock, ma lo ‘svolgimento’ del brano ingloba molteplici influenze. Prima su tutte una vena smaccatamente funkeggiante, quasi dance. Batteria in levare su riff aperti. La sezione ritmica resta comunque monolitica. La voce roca e graffiante. La chitarra nel solo urla a piena voce. Le direttive possono essere riscontrabili nell’ondata di band provenienti dal nord Europa che hanno saputo spingere in là il genere. Ai Supehorror non basta, però. Ci mettono del loro rendendo il sound personale e riconoscibile. Una canzone che, al di là del titolo, fa saltare fino all’ultimo secondo. L’entrata non è ‘a gamba tesa’. Anzi. È molto morbida. Arpeggio distorto in crescendo con l’ingresso della batteria. Da quel momento in poi un inarrestabile dancefloor. Possiamo sentirci qualche eco dei Poison più festaioli così come Crazy Lixx. Adrenalina, divertimento e rock and roll. E non c’è un calo. Il sali scendi di intensità è perfetto per l’andamento del brano. Notevole il rallentamento verso i ¾. La composizione si fa cadenzata su chitarre pesanti per poi riemergere con il ritornello che porta alla conclusione.
Come sempre un solo brano non è sufficiente per dare un punto di vista esaustivo ed esauriente. Possiamo tuttavia affermare che se questo è il biglietto del nuovo disco dei Superhorror, non ci si può che aspettare un lavoro notevole, allegro, potente, scanzonato ma non banale. Puro e semplice rock and roll in puro Superhorror style. Aspettiamo con trepidazione l’uscita del disco.
Superhorror: pubblicano il nuovo singolo e video di "Sultans Of Sin"
Superhorror: pubblicano il nuovo singolo e video di “Sultans Of Sin”
Di recente la band horror punk-metal SUPERHORROR ha annunciato la pubblicazione del nuovo album in studio “Italians Die Better”, prevista il 10 aprile su Krach Records, la nuova etichetta fondata dal produttore Fabio Silver Perissinotto (https://www.facebook.com/silverveniceshow).
“Italians Die Better” sarà disponibile nei seguenti formati
Vinile trasparente limitato a 100 copie
Vinile nero
Digit…
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