"Marini, le do un consiglio. Distingua. Non si lasci irretire dalla mentalità di reparto, dalla mentalità operaistica. Purtroppo la macchina riduce il lavoro a tempo puro, sebbene anche le macchine siano sempre più veloci. Il progresso è questo. Ma il compito di una Direzione, di ogni capo, dal più piccolo, è proprio di sganciarsi dal tempo, di controllarlo e dominarlo. E se lei mi viene a dire che anche gli altri, il signor Carli, gli operai, sono stanchi, significa che lei ha già il vizio di cercare la sua misura negli altri. Invece lei è soltanto se stesso. Non si preoccupi degli altri se vuole avere un avvenire, se un giorno vuole diventare un capo. Se no resterà sempre un esecutore, con l'inerzia degli esecutori." #TempiStretti è stato pubblicato nel 1957 in pieno boom economico, poi riaggiornato nel 1964 sempre dalla Einaudi. L'ambientazione è quella della fabbrica, della manovalanza curva sul proprio lavoro ripetitivo, del cottimo, del controllo mediante cronometro dei tempi di realizzazione del manufatto (da qui il titolo). I protagonisti appaiono grigi quanto la città dove vivono, una Milano di fretta, una Milano algida, una Milano produttiva dove non si ha tempo per sorridere, ma tanto per pensare, dove l'ingegnere o chi per lui controlla i propri dipendenti, dove ci si ama di nascosto o forse ci si fa solo compagnia. #OttieroOttieri #Hacca #boomeconomico #cottimo #lavoro #fabbrica #letteraturaindustriale https://www.instagram.com/p/CB55qftK4wM/?igshid=1udai4u71k9l3













