Se c'è una cosa che ti spegne nel lavorare in fabbrica è Ripetere le stesse azioni per intere giornate, tutta questa monotonia può portare a un senso di alienazione. 😮💨
seen from United States

seen from United Kingdom
seen from Switzerland
seen from United States

seen from United States
seen from Italy

seen from United States
seen from Italy
seen from Russia
seen from China
seen from China
seen from United States
seen from Croatia
seen from China
seen from China
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from China

seen from United States
Se c'è una cosa che ti spegne nel lavorare in fabbrica è Ripetere le stesse azioni per intere giornate, tutta questa monotonia può portare a un senso di alienazione. 😮💨
In che senso?
“ Il capo reparto stava in fondo e si vedeva di rado. I pezzi arrivavano sui nastri trasportatori, contati e controllati; tanti pezzi all’ora. Dopo una settimana riuscivo a seguire il ritmo del lavoro e avevo tempo ogni tanto per alzare la testa. Alzare la testa come se potessi farlo contro i miei mali e le tristi congiure. Fuori l’inverno correva e si arrampicava su quelle querce, sopra i capannoni. La sera lo vedevo sul lago bianco e stretto. Fino a tutto gennaio neve non tanta ma sovente, ogni due o tre giorni, senza attaccare. La guardavo dalla fabbrica e capivo che era inutile e che non avrebbe resistito. Intanto continuavo il mio lavoro in mezzo agli altri, in silenzio, senza amicizie. Pinna non lo vedevo quasi piú e Gualatrone lo incontravo qualche volta alla mensa; ma era molto impegnato per l’amore e il partito. L’assistente sociale, dopo il trasferimento e la punizione, non l’avevo piú vista. Non andavo piú al cinema tutte le sere, perché a ora tarda era troppo freddo, anche con il cappotto. In quel reparto del montaggio tutto mi sembrava nuovo e io stesso non avevo piú i risentimenti di prima. Soffrivo ma con piú calma. Tutto l’ambiente, piú largo e piú luminoso, sembrava un posto inesistente, che dovesse sparire presto. Eravamo una massa confusa, che non chiedeva nulla, nemmeno a ciascuno di noi. Eravamo tutti distratti anche se i nostri pensieri si accanivano. A certe ore nel reparto suonava la musica. Io l’ascoltavo e mi faceva bene. Spesso però mi ricordava il sanatorio, dove i malati cominciano ad aprire la radio alla mattina presto. Quando suonava la musica, il capo si alzava e cominciava a camminare su e giú nel corridoio in mezzo ai tavoli. Non guardava e non diceva niente a nessuno. Si chiamava Salvatore e faceva collezione di francobolli. In tutto il tempo che stetti con lui mi parlò soltanto due o tre volte, quando doveva farmi qualche comunicazione dell’infermeria o dell’Ufficio Personale. Accompagnava le parole con un biglietto. Ricordo che per firmare impuntava la penna un attimo prima della esse maiuscola. Il suo silenzio era come tutto quello del reparto e nei suoi occhi non si leggevano intenzioni. Cosí rimasi a lungo in quel posto senza seccature e ormai non m’importava piú nulla della qualifica e del lavoro. Montare i pezzi era noioso ma anche faticoso, di una fatica che mi prendeva e mi accompagnava per tutta la giornata come un cattivo umore. “
Paolo Volponi, Memoriale, Garzanti, 1976 [1ª edizione 1962]; pp. 195-196.
Visita alla fabbrica del tè Bois Cheri e degustazioni di tutti i tipi di tè. Visit to the Bois Cheri tea factory and tastings of all types of tea.
Il Direttore della fabbrica Bois Cheri é Mr Éric Guimbeau.
Al Bois Cheri, un'enorme fabbrica antica del 1918 ancora in funzione, trattori che trasportavano rimorchi con tanti sacchetti di tè appena raccolto dai campi, si sentiva già l'odore dall'esterno mentre gli operai scaricavano i sacchetti. Una volta all'interno della fabbrica, sono in funzione tutti i macchinari che asciugano le foglie di tè, macinano, polverizzano e confezionano il tè. Donne, uomini e giovani lavorano con tanto amore.
Dopo una meravigliosa visita alla fabbrica siamo fermati per una degustazione di tè. C’è un museo interessante qui, pieno di foto e macchinari che fa parte della fabbrica del tè.Intorno al lago fino agli edifici delle piantagioni in cima è una piccola collina. I panorami sulla vallata nebbioso erano piacevoli: la presenza di alcune faraone e galline nella cortile del ristorante. I tavoli erano apparecchiate con scatole da tè colorati che sembrava grandi mattoncini. Siamo stati invitati ad sederci mettere una signora ci portava tazze e l’acqua calda per degustazioni di tè scompaginati di buonissimi biscotti alla vaniglia. Ci sono cocco, vaniglia, caramel,zenzero insieme alla citronella , ananas e tanti altri gusti.
Merita davvero andarci lì per visitare e bere un tè .Bois Cheri te factory & Museum
Ringraziamenti per tutto al turismo di Mauritius MTPA🇲🇺. Ringrazio molto per la sua bravura a Jean Noël Noiken autista) .
Thank you so much Mr Éric Guimbeau (director Bois Cheri Te Factory.
E-mail: [email protected]
Tel: +230 2031900
Site web : mymauritius.travel
Foto & video : Elena Rodica Rotaru
Articolo di @likarotarufashion , @elenarodicarotaru-blog
Model - Tanya Kizko
Nationality - Ukrainian
Height - 5'10
Agencies - The Lions (NY) Ford (Paris) Fabbrica (Milan) Storm (London)
Notable Work - Elle Slovenia July 2019 Cover
"Sai cosa mi sfinisce? I movimenti. Mi muovo da quando sono nato. Sono stanco di muovermi e non mi muoverò più. Ti ricordi quando lavoravo nella fabbrica di vetro? Ne facevo più di tremila al giorno di bottiglie. Ho calcolato che ho fatto circa dieci diversi movimenti per ogni bottiglia. Sono trentaseimila movimenti al giorno. Dieci giorni, trecentosessantamila movimenti. Un mese, un milione e ottantamila movimenti. Togli gli ottantamila" disse con la compiacente benevolenza di un filantropo, "togli gli ottantamila, restano un milione di movimenti al mese, dodici milioni di movimenti all'anno. Ai telai faccio il doppio dei movimenti. Con questo fanno venticinque milioni di movimenti l'anno, e mi sembra che abbia fatto tutti questi movimenti per un milione di anni. Ora, questa settimana sono stato completamente immobile. Non ho fatto un solo movimento per ore e ore. Ti dirò che è stato meraviglioso, starmene seduto, per ore e ore, e non fare nulla. Non sono mai stato felice prima. Non avevo tempo. Mi muovevo di continuo. Quello non era un modo per essere felici, e non lo farò mai più. Me ne starò a sedere e ancora a sedere, e a riposare e ancora riposare e poi a riposare ancora un po'."
Jack London, Lotta di classe, "L'apostata".