Il silenzio, se c'è qualcosa che amo, quello è il silenzio, la tranquillità, il ticchettio dell'orologio che rimbomba nel suono assordante dei pensieri che volano nella stanza, il silenzio del sole al tramonto mentre scompare dietro ai grattacieli della città, il silenzio degli uccellini che cinguettano accompagnando come musica le sfumature pastello che colorano il cielo. Il silenzio delle luci che si accendono nelle case di sera, e il silenzio delle risate soffocate dei bambini che giocano sperando che le mamme non li chiamino per tornare a casa.
Il silenzio che amo è quello in cui il tempo sembra fermarsi mentre il mondo continua a correre. Il silenzio che amo è quello delle parole che non si riescono a dire, quelle che ti rimangono sulla lingua, ma che non prendono forma con la voce.
Ma il silenzio che odio è quello dello sguardo delle persone, che ti fissano per giudicare, senza capire, senza chiedere, senza conoscere. Quante volte si vorrebbe urlare al mondo, e spezzare quel silenzio che molte volte ci divide dalle altre persone, e dalle emozioni che potremmo provare. Ma il silenzio degli occhi, delle volte, è un silenzio letale, e molto spesso ci porta a pensare di essere sbagliati, di essere noi quelli che devono cambiare. Ma credo, che certe volte, siano le persone a dover ascoltare il nostro silenzio, a dover chiedere e a comprendere, prima di giudicare, perché se una persona non dice nulla, non è detto che non abbia niente da dire.
Il silenzio è una cosa che si ascolta.









