Ho voglia di sentirmi vulnerabile
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@parolesenzavoce
Ho voglia di sentirmi vulnerabile
È da tanto che non scrivo.
È da tanto che non faccio più quello che una volta mi faceva stare bene.
l'immagine del cursore che lampeggia senza che nulla venga digitato, è bella e poetica tanto quanto una penna sospesa sopra il foglio, pronta a scrivere ma senza sapere cosa.
Quella esitazione, quel momento prima che qualcosa venga scritto, quel momento prima che l'inchiostro macchi il foglio bianco, è un attimo da non sottovalutare.
Quei pochi millimetri che separano le dita dalla tastiera, la punta della penna dal foglio, possono valere tantissimo.
Quei pochi millimetri di esitazione, servono a respirare, a lasciar andare i pensieri prima di farli scorrere, servono a ricordarci dove siamo, chi siamo, cosa stiamo facendo.
Pochi millimetri, un respiro.
È tutto quello che serve prima di macchiare quel foglio di inchiostro.
Esitare non significa non essere sicuri, significa respirare prima di scrivere.
E poi ecco che si arriva al punto finale, ed è già ora di staccare la penna dal foglio, di far tornare a lampeggiare il cursore.
se non ci vedremo domani,
ti voglio bene.
/Catarsi/
In psicoanalisi, processo di liberazione da esperienze traumatizzanti o da situazioni conflittuali, ottenuto col far riaffiorare alla coscienza dell'individuo gli eventi responsabili, rimuovendoli dal subconscio.
-Nel lessico comune, il “crepacuore” è ciò che succede al cuore dopo un grosso trauma, un forte dispiacere, un grande stress emotivo o fisico.
I meccanismi di funzionamento e l’eziopatogenesi di questo disturbo non sono ancora perfettamente chiari. Sembra, però, che il processo parta da una scarica di ormoni, le catecolamine, inviata dal sistema nervoso simpatico che in dosi massicce danneggia il cuore. Cosa determini l’iper-attivazione del sistema nervoso simpatico è una condizione psicofisica estrema, ovvero un forte stress o un enorme dolore.
I sintomi e l'esito sono simili a quelli di un infarto, ma le origini del malessere sono diverse. Il crepacuore per la perdita di una persona amata può colpire anche chi ha le coronarie ben pulite e ben funzionanti.-
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A quanto pare, basta un soffio d'ali, e tutto può scomparire per sempre.
Per sempre... per sempre, per sempre...
Quanto dura il "per sempre"?
Esiste il "per sempre"?
Sempre, oppure, Mai.
Tutto è effimero. Una rosa è effimera. Un foglio di carta è effimero. Le parole sono effimere. I gesti sono effimeri. La vita è effimera.
Forse il per sempre non esiste, eppure nella nostra concezione, nella nostra percezione, basta un battito di ciglia, e tutto finisce, per sempre.
Dovremmo imparare a smetterla di dire "per sempre".
Per sempre, per sempre, per sempre, per sempre, per sempre, per sempre, per sempre, per sempre, per sempre, per sempre, per sempre, per sempre, per sempre....
Non ha senso questa parola.
Non ha più senso.
Non ha più un senso.
A quanto pare, basta un battito d'ali, e tutto può scomparire.
E tutto scompare.
E tutto finisce.
E tutto
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filastrocca senza fine
Certe volte vorrei essere una foglia. Una semplice, fragile foglia su un ramo alto di un albero. Una microscopica vita a cui nessuno dà peso. Vorrei essere una foglia, guardare per tutta la vita il mondo dall'alto, sentire sulla mia pelle il sole che scotta, la pioggia, la neve leggera che si posa su di me. Sentirmi la regina del mondo, almeno del mio piccolo mondo. Conoscere tutte le persone che passano sotto i miei occhi, migliaia di vite che non sanno della mia esistenza. Vorrei poter essere una foglia ogni tanto, conoscere il mondo da un punto di vista dal quale nessuno mi potrà mai sfiorare.
Vorrei essere una foglia, per poi morire dolcemente, in silenzio, cadere nel tappeto arancione dell'autunno, e godermi dell'ultimo vento che sentirò sulla mia pelle prima di toccare il suolo.
Vorrei essere una foglia, ogni tanto, per non essere mai notata, e conoscere il mondo più di chiunque altro.
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Nessuna cosa bella dura per sempre.
E questo significa che un giorno, noi diventeremo due sconosciuti.
Non vorrei mai che questo accadesse, ma se per caso quel giorno dovesse arrivare, voglio solo che tu sppia che, ogni momento, ogni risata, ogni notte, ogni litigata, ogni esperienza, ogni ora, ogni secondo... era da ricordare.
Insomma, tu sei il mondo per me, e non importa cosa accadrà in futuro, tu sarai sempre il mio mondo.
Perché ti amo. E questo non cambierà mai.
Chi avrebbe mai pensato, che quella sarebbe stata la nostra ultima giornata felice?
la vita deve essere uno scherzo.
tanto, poi verrai dimenticato, proprio come tutti gli altri.
Dopotutto, nella vita si possono fare solo 2 scelte: fermarsi, o andare avanti.
Tornare indietro, purtroppo, non si può.
E anche se non so ancora rispondere precisamente alla domanda "perché l'hai perdonata?", io so a prescindere che sceglierò sempre e solo la seconda opzione.
Perché la amo troppo.
E l'amore porta gioia come porta delusioni, porta sacrifici come porta momenti indimenticabili, porta bellezza come porta dolore.
L'amore non è un unica emozione. E se si vuole vivere per amore, bisogna accettare tutte le emozioni che porta con sé.
Vivete per lei, vivete per lui, vivete di lei, vivete di lui.
Vivete per amore. Finché potete.
pensieri notturni
Mi chiedo come sarebbe poter volare.
Spiccare il volo. Fluttuare. Attraversare l'aria. Andare sempre più su in cielo, attraversare le nuvole e scoprire quel mondo nascosto che sta sempre sopra le nostre teste. Poter sentire l'aria dividersi al tuo passaggio mentre raggiungi il cielo. Sentire i raggi di sole sfiorarti la pelle con il loro calore mentre ti tuffi nel mare di nuvole che hai appena attraversato.
O nelle notti nuvolose, volare per vedere la luna talmente vicina da toccarla, circondata dal mare bianco.
Provare quel senso di libertà assoluta che mai conoscerò sulla mia pelle.
Lasciarsi andare, cadere per poi risalire. Volando. Come farebbe un'aquila in picchiata.
Mi chiedo come sarebbe poter volare.
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Un tuffo nell'oceano. Prima l'aria ti urla nelle orecchie. Poi l'impatto. E poi il silenzio. Il senso di vuoto attorno. Niente sotto di te. Senti gli schizzi che hai procurato, che tornano nell'acqua macchiano la superficie luminosa attraversata dalla luce del sole.
Lì, ferma, tra l'oscurità e la luce, tra la vita e la morte, c'è solo una cosa che puoi fare: vivere il mondo in cui ti trovi, nel silenzio di un limbo effimero, solo con la forza del tuo respiro. Volando. Volando nell'acqua profonda dell'oceano che ti avvolge.
Mi chiedo come sarebbe poter volare. Lasciarsi andare e non cadere mai. Sentire la libertà avvolgerti...
Mi chiedo come sarebbe poter volare. Ma forse so già come ci si sentirebbe. Anzi, forse conosco una versione migliore delle ali di un'aquila.
So di una balena, che aveva imparato a nuotare.
Una volta, una stellina tutta sola nel cielo scuro della città mi disse: "Sai, io da quassù ogni notte vedo il mondo addormentarsi; persone che stanche della giornata di lavoro si buttano nel letto dopo aver guardato il cellulare per ore, vedo famiglie che finito di sparecchiare la tavola si addormentano insieme sul divano davanti al televisore acceso, bambini che vanno a letto controvoglia dopo i mille rimproveri dei genitori che non vogliono farli giocare, vedo coppie innamorate che tra un bacio e l'altro vivono le loro notti d'amore, e anime solitarie come te, che invece di dormire salgono sui tetti dei palazzi ammirando me, l'unica stella nel cielo, sperando che io possa realizzare i loro desideri da sognatori... Le luci delle case, che mano a mano si spengono una dopo l'altra lasciando spazio alla notte che avanza senza che nessuno se ne accorga. I gatti che silenziosi camminano sui tetti alla luce dei lampioni. E le speranze di ognuno, che spera in un indomani migliore...
Ti chiederai perché io ti stia dicendo tutto questo... Ebbene cara mia Anima Solitaria, in questa buia oscurità c'è una cosa che mi ha colpita: vedo due mani, che ancora non sono riuscite a toccarsi e, una di queste è proprio la tua... "
Questo è quello che mi disse. Per tutto il tempo non ho osato parlare, perché sapevo che quando una stella ti parla significa che ha qualcosa di importante da raccontare, ma se in tutto il mondo un dettaglio l'ha colpita, in quelle mani, si nasconde qualcosa di speciale...
Una volta, una stellina tutta sola in cielo, in una notte buia come le altre, mi rivelò che stava vegliando sul mio destino.
La finestra che si affacciava sul mondo
C'era una volta, in un tempo non troppo lontano, una finestra che si affacciava sul mondo. Se riuscivi a trovarla questa ti mostrava ogni volta qualcosa di diverso; paesaggi, città, persone, case, mari... Una volta un viaggiatore si affacciò alla finestra, e per ore ci rimase ammirando una valle incantata impossibile da trovare. Un'altra volta ci si affacciò una ragazza, che aveva trovato la finestra nella sua camera da letto, perché non rimaneva mai ferma, bensì si spostava dove meno te l'aspettavi. La ragazza si ritrovò a guardare dall'alto di un grattacielo la città più immensa che avesse mai visto. Un'altra volta ancora, un giovane dall'animo ignorante, aprì la finestra del negozio in cui lavorava e vide due ragazze che si baciavano al tramonto di un parco da favola. L'ultima anziana vedova che aprì la finestra che si affacciava sul mondo, rivide finalmente come in una visione, suo marito, che ormai aveva perso da tempo...
Solo che c'era una conseguenza per ogni persona e per ogni posto su cui essa si affacciava. Del primo viaggiatore infatti, dopo che decise di scavalcare il davanzale per entrare nella valle incantata, non si seppe mai più nulla.
La ragazza, trovatasi in cima a un grattacielo, ne approfittò per togliersi la vita davanti agli sguardi della folla inorridita.
Il giovane uomo, che non era mai stato educato, si scagliò contro le due ragazze ferendole gravemente. Era omofobo.
La vecchia, logorata dal dolore per la perdita del suo grande amore, decise di raggiungere suo marito una volta per tutte.
Ora della finestra non si hanno più notizie, c'è chi ne racconta ancora dicendo di averci visto dentro il fantasma della vecchia riunita col marito, chi dice di essere riuscita a trovarla e averci visto dentro il proprio futuro, e chi dice di averci visto la città dei propri sogni o paesaggi che nessuno potrebbe mai immaginare... Ma la storia che invece si racconta più spesso, è che la finestra sia stata chiusa per sempre da chiunque ci fosse stato dall'altra parte, per non permettere più a nessuno di essere ingannato dal fascino, dalla paura, dalla tentazione, dei paesaggi al di là di essa.
una storia?
Quella sera ci fu il caos per strada. Era un caos silenzioso, avevano chiamato i soccorsi e la sirena dell'ambulanza era la sola cosa che si era sentita. La folla di persone che si era radunata lì intorno non aveva il coraggio di fiatare. Stranamente nessuno tirò fuori i cellulari per aggiornare internet dell'accaduto. Nessun flash di macchine fotografiche, niente traffico, anche i bambini avevano smesso di piangere, solo una lieve pioggerellina accompagnava la scena surreale che si era creata. Nessuno aprì gli ombrelli per timore di spegnere il silenzio. Una stella era comparsa nel cielo nero sopra la città per ammirare lo spettacolo attraverso le nuvole e solo allora, dal centro della folla, si levò una voce.
Finalmente egli, iniziò a parlare...
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