1964 The Paramounts
seen from China
seen from United States
seen from United Kingdom
seen from Yemen
seen from Maldives

seen from United States
seen from Brazil
seen from Ireland

seen from Brazil
seen from Saudi Arabia

seen from Türkiye
seen from Switzerland
seen from Türkiye

seen from Sweden

seen from United States

seen from Latvia

seen from United States
seen from United States
seen from United Kingdom
seen from Philippines
1964 The Paramounts
The Paramounts (1963)
L'origine dei Paramounts non è chiara. Si formarono o come "The Raiders" nel 1959 quando i membri frequentavano la scuola secondaria,[3] oppure furono una delle prime band "create" dagli organizzatori di un concorso per band al Palace Hotel di Southend, selezionando i migliori musicisti partecipanti.[1] I Raiders erano composti da Robin Trower e Chris Copping (chitarre), Mick Trower (fratello maggiore di Robin, voce solista) e Gary Nicholls (batteria; nato nel 1945, morto nell'aprile 2007).[4] La formazione iniziale dei Paramounts, a partire da settembre 1960, era composta da Gary Brooker (pianoforte, ex-Johnny Short and the Coasters), Mick Brownlee (batteria; nato il 13 ottobre 1943 a Chiswick, West London, morto il 17 giugno 2017, ex-Mickey Law and the Outlaws), Chris Copping (basso), Bob Scott (voce, ex-Bob Scott and the Clansmen) e Robin Trower (chitarra).[4] Scott se ne andò presto e Brooker divenne il cantante, ma avendo solo 14 anni, suonare in locali con licenza era difficile, quindi iniziarono a esibirsi nel caffè del padre di Trower, che divenne poi The Shades Club.[1] Copping se ne andò nel dicembre 1962 e Brownlee nel settembre 1963. Furono sostituiti da Diz Derrick (basso; nato Grahame Derrick, 11 dicembre 1944, Upminster, Essex) e B. J. Wilson (batteria).[4] Il loro stile musicale si evolse dal loro R&B iniziale verso il soul e, nel 1963, suonavano regolarmente a Londra e firmarono un contratto con la Parlophone. Tra la fine del 1964 e l'inizio del 1965, ebbero Phil Wainman alla batteria (nato Philip Neil Wainman, 7 giugno 1946, Hampton Court), che sostituì brevemente Wilson, il quale andò a Jimmy Powell and the Five Dimensions. Il primo singolo dei Paramounts, "Poison Ivy", prodotto da Ron Richards, era una cover del brano di Leiber e Stoller, che era stato un successo per i Coasters nel 1959. Divenne un piccolo successo per i Paramounts, raggiungendo il 35° posto nella classifica dei singoli del Regno Unito, e portò la loro partecipazione a programmi televisivi come Ready Steady Go! Band members Robin Trower – guitar Gary Brooker – piano, vocals Chris Copping – bass Mick Brownlee (born 1943) – drums Bob Scott – vocals Diz Derrick (born Grahame Derrick in 1944) – bass B. J. Wilson – drums Phil Wainman – drums Discography "Poison Ivy"/"I Feel Good All Over" (1963) Parlophone (UK No. 35) "Little Bitty Pretty One"/"A Certain Girl" (1964) Parlophone "I'm The One Who Loves You"/"It Won't Be Long" (1964) Parlophone "Bad Blood"/"Do I" (1964) Parlophone "Blue Ribbons"/"Cuttin' It" (1965) Parlophone "You Never Had It So Good"/"Don't Ya Like My Love" (1965) Parlophone EP The Paramounts (1964) Parlophone (GEP 8908) Compilations Whiter Shades of R&B (1983) Edsel (ED 112) – CD (1991) Edsel (ED CD 112) The Paramounts at Abbey Road 1963–1970 CD (1998) EMI (7243 496436 2 😎 As Liquorice John Death
Una buena versión de "I Feel Good All Over" editada el mismo año que el original de los Drifters, 1963, en la cara B del sencillo debut de The Paramounts, el grupo previo a Procol Harum. En ella se aprecia la influencia salvaje de los Beatles y el Merseybeat.
The Paramounts (1963)
La arrolladora, extenuante, versión de “Little Bitty Pretty One” de los Paramounts en 1964. Personalmente me gusta más que el original o la de Thurston Harris. No es de extrañar su sólida reputación como “grupo de grupos” en el naciente Beat & Blues sesentero UK.
Existe un gran paralelismo entre Gary Brooker y Steve Winwood. Ambos pertenecieron a destacadas bandas del r+b británico, The Paramounts y Spencer Davis Group, y del prog temprano, Procol Harum y Traffic; ambos eran poseedores de imponentes voces negroides y los dos eran teclistas. Hasta en solitario son asimilables. “(No More) Fear of Flying” en su LP homónimo de 1979 tiene una dinámica similar a algunas canciones ochenteras de Winwood.