Ci ho pensato per 3 giorni, ma non riesco a trovare una parola per riassumere questo anno.
Sono stati 365 giorni paragonabili ad un viaggio sulle montagne russe, ma sicuramente il bilancio finale è positivo, o almeno migliore di quello del 2016.
Nel complesso, la cosa a cui di cui sono più grata è aver ritrovato, escludendo alcuni episodi, un po’ di stabilità nella vita di tutti i giorni, quella che nell’anno passato mi sembrava solo un lontano miraggio.
Ho eretto muri (più che altro muretti/staccionate) davanti a persone che mi facevano soffrire, che loro ne fossero coscienti o meno, e di fronte a cose da cui non pensavo che sarei mai riuscita a liberare la mente. Incredibilmente nel 2017 ho anche costruito ponti, mi sono concessa nuove opportunità (anche se continuo a rimandare il più grande cambiamento) e ne ho concesse a nuovi rapporti, alcuni dei quali spero abbiano basi solide per durare a lungo.
Non so cosa aspettarmi dal nuovo anno, ma posso stilare una lista di cose banali che vorrei accadessero.
Mangiare meglio e dimagrire (almeno 7kg)
Mettermi/rimanere in pari con gli esami universitari
Accedere al tirocinio che voglio
Smettere di toccarmi i capelli
Spero che il 2018 sia l’anno dei desideri, che se ne avverino il più possibile e in particolare quelli delle persone a cui tengo. Spero di riuscire ad allontanare sempre di più la negatività dalla mia vita, in modo che la mia felicità dipenda solo da me stessa. Per ultimo, ma non meno importante, spero che la mia mamma stia bene, o quantomeno meglio, e che possa raggiungere tutto ciò che desidera.
Mi stavo dimenticando,
nel 2017 “I was nineteen and I was on fire”.